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UOMO AVVISATO, MEZZO SALVATO….. (COME RISOLVERE IL FENOMENO DELLA VIOLENZA DELLE TIFOSERIE)

tifosi-napoli

AG.RF.(Claudio Peretti).11.0.2014

 “riverflash” – A volte mi chiedo se le nostre istituzioni, autorità, governanti ci sono o ci fanno.. Mi riferisco in particolare alla questure e alle prefetture e al modo in cui si confrontano con le tifoserie violente. Il caso della scorsa domenica per la partita Napoli – Fiorentina a Roma ne è l’ennesima dimostrazione, la polizia continua da anni a tentare di frenare le violenze con cordoni di poliziotti, prime linee, manganelli, elmi e scudi ecc. senza il minimo risultato: le violenze continuano ad avvenire, con feriti e a volte morti da ambo le parti, tafferugli, scontri, cariche ecc. ecc, chi più ne ha, più ne metta. Ma possibile che non ci si interroghi sui metodi impiegati dalla polizia o dall’intelligence? Possibile che la cosa continui a perpetrarsi nel solito modo, senza il minimo cambiamento, il minimo risultato? Possibile che nessuno si chieda se il metodo impiegato è quello giusto? Dopo un’infinità di insuccessi, forse sarebbe il caso di chiederselo, non vi pare? Forse il contrapporre la violenza dei poliziotti alla violenza dei tifosi non fa che accrescere il fenomeno, come in una lotta, un conflitto, una guerra: la contrapposizione delle forze opposte aumenta il fenomeno, fino all’annichilimento di una delle parti. Ma è questo quello che si vuole?

Beh, io propongo un’altra soluzione, completamente diversa: il ritiro della polizia e delle forze dell’ordine dalle partite e dagli stadi, avvisando tutti i tifosi che, se si recano allo stadio, lo fanno a loro rischio e pericolo. Vi pare assurdo? A me pare assurdo che la gente si picchi e generi violenza per supportare l’una o l’altra squadra, anche perché se non ci fosse “l’altra squadra”, non ci sarebbe partita. Basterebbe quindi fare una bella campagna d’informazione, avvisando tutti che il recarsi di persona allo stadio per la partita costituisce un rischio per cui lo stato non darà la sua protezione ed il gioco è fatto. Per quelli che non lo sanno, che non si sono informati, pazienza, dopo la prima partita lo sapranno bene, magari a loro spese. Qualcuno mi dirà che la soluzione è troppo radicale, non appropriata per uno stato democratico e civile: a costoro rispondo: cosa c’è di civile nella violenza dei tifosi così come la si vede oggi? Rispondo anche che la contrapposizione dei poliziotti alla violenza negli stadi non ha mai risolto nulla e che il fenomeno continua ad ingigantirsi ed a deteriorarsi, per cui questa soluzione, semplicemente, non è la soluzione. Lasciamo quindi che i tifosi si sbranino fra di loro, anche se, come ovvio, non tutti i tifosi sono violenti. Bene, vuol dire che, una volta avvisati, i non violenti non andranno per un po’ alle partite allo stadio ma se le godranno da casa alla televisione, vuol dire che le associazioni sportive calcistiche guadagneranno un po’ meno soldi dagli abbonamenti e dai biglietti, cosa del tutto trascurabile, visto che i maggiori ricavi li hanno dalle televisioni. Vorrà dire che il calcio, così come lo si vive oggi, sarà un po’ meno importante nella nostra società…. È un male questo? Per me è un bene: si pagheranno un po’ meno i calciatori e questo metterà tutto in una luce più giusta.

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