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UNA LETTERA DI NATALE PARTICOLARE

AG.RF  25.01.2014

(riverflash) – Alfredo Parisi, presidente de Federsupporter, organizzazione che ragguppa i sostenitori delle varie squadre, polemizza spesso con Lotito, presidente della Lazio. Una polemica costruttiva di chi ha una seconda pelle biancoceleste.

Alfredo Parisi ci ha inviato una lettera che volentieri pubblichiamo:

Il Periodo Natalizio richiama, da sempre e per tutti, una atmosfera  di recupero di sentimenti ed affetti, di memorie,  di atteggiamenti e di rapporti di affetto,  di  volontà di fare qualcosa di buono per gli altri.

E’ , comunque, una breve parentesi nelle asprezze e nelle lotte quotidiane che ci preoccupano e ci angosciano durante l’anno , e che trasmette  al Mondo un messaggio di semplicità, di umiltà , di amore, di solidarietà; il “mea culpa” di ognuno, prima di tutti, verso il Signore.

Ebbene, anche in tale atmosfera si trova, purtroppo, qualcuno che riesce a turbare questa festa dell’anima.

Un articolo apparso su “La Gazzetta dello Sport” ( 24 dicembre 2013) ha riportato  lo stralcio di una “lettera-choc del presidente della Lazio..” ( n.d.r testuale) pubblicata nell’ultimo numero della rivista ufficiale del club ( Laziostyle, n.36/37) ed ha suscitato, in me,  lo stesso stupore del quotidiano rosa ( “Un intervento che farà discutere”) tanto da indurmi a leggere il testo integrale di questo editoriale.

Peraltro, la discussione prevista dal quotidiano non  c’è stata. Fortunatamente non si è dato spazio all’astio delle espressioni usate nel testo,  che, integralmente, riporto in allegato.

Un astio che coinvolge tutti: tifosi, media, opinionisti, mostrando,  a chi ha avuto la “fortuna” di leggere le 40 righe della “lettera di Natale”, il ritratto  di un “eroe” del ventennio.

Diventa, infatti, difficile commentare  integralmente un testo nel quale ognuno può o meno riconoscersi, in negativo o in positivo, ma non possono non evidenziarsi alcuni passaggi che caratterizzano, nei toni e nelle espressioni, la filosofia della “lettera di Natale”, ed in particolare i veri destinatari della stessa.

Gli strali lanciati sono, pesantemente, rivolti  contro “… chi parla, scrive o strepita accecato dal livore, dall’ignoranza e dalla grettezza d’animo e, talmente impegnato in queste bestiali attività,  non si accorge del male che provoca al meraviglioso ideale di sport, civiltà e solidarietà che tutti i laziali conservano nel cuore” , contro  “ i sofisti del pallone (rimasugli di una passata epoca di vassallaggio) … di pseudo tifosi che chiedono chiarezza ….” contro “..i pochi lobotomizzati….” , contro “..i pochi detrattori( che ) dovranno risvegliarsi dal torpore…”.

Ma, soprattutto,  ciò che colpisce è l’amara constatazione di una “ assurda” libertà di pensiero e di parola che la Costituzione tutela : infatti “ Tutti parlano di tutto, tutti volgono il pollice in alto o in basso , ma Cesare poteva, perché era un uomo che esercitava nelle sue decisioni la Pietas” .

Il tutto condito da una duplice esaltazione di  colui che ha vissuto “ Un ideale che ha sorretto le mie sofferenze, prima da giovane tifoso, in annate tristi e travagliate; poi da uomo, abituato al lavoro serio, alla precisione, che si (!) assisteva allo scempio di una razzia personale perpretata nei confronti della Lazio, da sedicenti persone di successo” e, nel contempo, di chi ai propri

interlocutori precedentemente criticati ( “ i pochi detrattori  o “i pochi lobotomizzati “)  continuerà “ a rispondere con il LAVORO, l’IMPEGNO, la SERIETA’, la COERENZA e i RISULTATI.”

Quale altro commento e/o riflessione può scaturire dalla lettura di queste parole alle quali si aggiunge una promessa che turba :” Continuerò a svolgere il ruolo di Presidente della Prima Squadra della Capitale ( come un padre per i propri figli)…..” ?

 

Come al solito, ci viene in soccorso Trilussa che ci riporta ad una filosofia di vita che non dovremmo mai dimenticare:

 

NUMMERI

 

-Conterò poco è vero :

                                   -diceva l’Uno ar Zero-

                                   Ma tu che vali? Gnente:proprio gnente.

                                   Sia ne l’azzione come ner pensiero

                                   Rimani un coso voto e inconcrudente.

                                   Io, invece, se me metto a capofila

                                   de cinque zeri tale e quale a te ,

                                   lo sai quanto divento? Centomila.

                                   E’ questione de nummeri. A un dipresso

                                   è quello che succede ar dittatore

                                   che cresce de potenza e de valore

                                   più so’li zeri che je vanno appresso.

 

 

Alfredo Parisi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Testo Integrale  da “LAZIOSTYLE Official Magazine- Novembre-Dicembre 2013,n.36/37”,  in edicola dal 2 gennaio 2014.

 

 

 

Come sempre a fine anno, ognuno di noi si guarda indietro e guarda l’anno appena trascorso, e tira le somme del proprio operato. Così anche io, anche la Lazio, riconsiderando il lavoro svolto, gli obiettivi prefissati ed i traguardi effettivamente raggiunti, torno con la mente a splendide serate europee, ad un indimenticabile pomeriggio di maggio, che rimarrà per sempre scolpito nella storia sportiva della città.

Con lo stesso orgoglio, tuttavia, assaporo anche quanto fatto successivamente a questi grandi eventi, per consentire alla S.S. Lazio di guardare al futuro con immutate ambizioni. In questo senso, si legge, il progressivo inserimento nel gruppo vittorioso della prima squadra, di alcuni giovani e talentuosi atleti; questi nuovi giovani sono espressione del disegno societario teso ad un progetto tecnico costantemente proiettato verso l’avvenire. A tali fini, nel corso dell’anno, gli uomini e le donne che, nei settori più diversi, hanno prestato la loro opera per la S.S. Lazio, hanno fornito il proprio contributo, con generosità, coraggio e abnegazione per il rafforzamento e la crescita della nostra casa comune.

Tutti gli sforzi, la passione e l’amore spesi per la S.S. Lazio, si stagliano come una importante e impenetrabile fortificazione, che si erge davanti ai nostri detrattori, togliendo loro ogni potenzialità lesiva.

I bastioni della Lazio operosa, sana, fattiva si alzano, respingendo chi parla, scrive o strepitosa accecato dal livore, dall’ignoranza e dalla grettezza dell’animo, e, talmente impegnato in queste in queste bestiali attività, non si accorge del male che provoca al meraviglioso ideale di sport, civiltà e solidarietà, che tutti i laziali conservano nel cuore. Un ideale che ha sorretto le mie sofferenze, prima di giovane tifoso, in annate tristi e travagliate; poi da uomo, abituato al lavoro serie, alla precisione, che si assisteva allo scempio di una razzia personale perpetrata nei confronti della Lazio, da sedicenti persone di successo. Un ideale che sembra oggi oscurato dalla cenere di illogici e inspiegabili rancori. I fumi venefici dell’odio ad personam diffusi da sofisti del pallone (rimasugli di una passata epoca di vassallaggio) sembrano aver offuscato anche la “coscienza di popolo”; di tutti quei pseudo-tifosi, che chiedono chiarezza, ma che con il loro  comportamento nel disertare lo stadio, e quindi abbandonando anche la squadra, sono loro i primi a non essere chiari, in quanto sono i primi a tradire i colori biancocelesti, e il loro credo laziale.

Al cupo pessimismo propagato da alcuni, IO continuerò a rispondere con il LAVORO, l’IMPEGNO, la SERIETA’, la COERENZA, e i RISULTATI. Queste affermazioni, per i pochi lobotomizzati, vengono scambiate per alterigia, per supponenza, per egocentrismo. Per me, sono certezze, in quanto poggiano sulle solide basi della mia azione quotidiana, mirata solamente al perseguimento del bene della S.S. Lazio.

Continuerò a svolgere il ruolo di Presidente della Prima Squadra della Capitale, (come un padre per i propri figli) difendendo con fermezza e furore la famiglia della S.S. Lazio, da ogni ingerenza esterna.

I pochi detrattori, dovranno risvegliarsi dal torpore che gli ha fatto perdere il senso del proprio ruolo all’interno della famiglia biancoceleste. Si avvicina il momento più spirituale e vero di tutto l’anno, ed è quello più adatto per andare dritti al cuore degli uomini e delle cose. Le partite, i risultati, le classifiche sono sì importantissime, ma non bisogna mai perdere di vista gli “attori” di queste cose. Gli “attori” sono uomini, ragazzi che spendono le loro energie per l’ideale biancoceleste. A volte cadono, ma chi di noi, di voi, di chi li insulta allo stadio, non ha mai avuto un momento di smarrimento ? Si perdonano e si giustificano solo le proprie, di cadute ? Troppo facile non mettersi nei panni altrui. I figli si amano di più quando sono in difficoltà, perché dobbiamo dare il meglio di noi per aiutarli a rialzarsi. Tutti parlano di tutto, tutti volgono il pollice in alto o in basso, ma Cesare poteva, perché era un uomo che esercitava nelle sue decisioni la Pietas.

Il “contro” a tutti i costi non porta a nulla, se non all’imbecillità di chi lo esercita”.

parisi e lotito

 

Non so perché ma non Vi sembrano riecheggiare   nella mente le espressioni usate da Gabriele D’Annunzio , in una famosa lettera autografa del 15 febbraio 1920, diretta a Mussolini “ ..chi conduce un’impresa di fede e di ardimento, tra uomini incerti o impuri, deve sempre attendersi d’essere rinnegato e tradito” prima che il gallo canti per la seconda volta”. E non deve né adombrarsene né accorarsene. Poiché uno spirito sia veramente eroico, bisogna che superi la rinnegazione e il tradimento ….”

 

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