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TRIBUNALE DEL RIESAME, MAFIA CAPITALE: SALTO DI QUALITA’ PER LA CUPOLA CON ALEMANNO SINDACO

alemanno-7-27AG.RF.(redazione).08.01.2015

 “riverflash” – Ce n’è per tutti i gusti: dall’usura, alle estorsioni e rapine al settore della pubblica amministrazione, passando per l’imprenditoria. La Cupola di Mafia Capitale, sembra aver avuto la sua massima “espansione”, con la nomina a sindaco di Gianni Alemanno. Infatti molte persone erano legate a Carminati da una comune militanza politica nella destra sociale. E’ questa quindi una delle motivazioni che hanno portato al rigetto della richiesta di revoca degli arresti per cinque indagati nell’inchiesta “Mondo di mezzo”. Nelle pagine che contengono la motivazione del riesame, è stato fatto anche qualche nome: Carlo Pucci, con responsabilità formali e di fatto nell’Ente Eur, a Luca Gramazio, consigliere comunale e figlio di Domenico Gramazio, storico esponente politico della destra romana, e a Franco Panzironi, amministratore delegato di Ama fino al 2011 e di fatto anche negli anni successivi”. A fare da traino per il “salto di qualità” verso la pubblica amministrazione, si legge, “la notorietà criminale di Carminati e del gruppo che lo stesso comanda, è avvenuto grazie all’accordo intervenuto con Salvatore Buzzi (responsabile della Cooperativa ’29 giugno’, ndr) in ragione del comune passato criminale. Tale accordo ha consentito all’associazione di pervenire ad un sostanziale controllo sull’intera attività del Comune di Roma e delle sue partecipate in quei settori nei quali le cooperative di Buzzi operano e cioè il verde pubblico, la gestione dei rifiuti differenziati, le varie emergenze nomadi, immigrati, neve e alloggi”. Sempre secondo i giudici, l’associazione si sarebbe avvalsa della capacità di intimidazione già ampiamente collaudata nei settori tradizionali delle estorsioni e dell’usura, esportando gli stessi metodi, anzi raffinandoli, nei nuovi campi economico-imprenditoriale e della pubblica amministrazione nei quali più che con l’uso della violenza o della minaccia, si avvale del richiamo alla ‘fama criminale’ acquisita, senza, tuttavia, abbandonare forme di diretta espressione violenta ed intimidatrice, che vengono utilizzate all’occorrenza”.

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