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“OPERAZIONE BALENA” – LA RECENSIONE

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di Valter Chiappa
(AG.R.F. 15/05/2017)

(riverflash) C’è una storia lontana nel tempo, una storia vera.
C’era il Quadraro, non il popoloso quartiere di oggi, ma una delle tante borgate sospese tra Roma Eterna ed il nulla. C’era il Quadraro, luogo malfamato: sotto la guerra divenne baluardo della Resistenza, non più covo di malfattori, ma rifugio di partigiani ed oppositori del regime. Il 17 aprile del 1944 i Tedeschi vi stesero la loro ala di morte: duemila persone furono rastrellate e deportate nei campi di concentramento. Ne tornarono solo la metà. Il raid fu chiamato in codice “Operazione Balena”.

C’è una storia di oggi, una storia inventata, o forse no.
Sei ragazzi, con problemi psicologici e comportamentali di vario tipo, partecipano a un corso di teatro – terapia. I loro disturbi sono lo specchio del nostro tempo: c’è la violenza, la rabbia perenne, l’isolamento, la fobia, la disillusione, il disprezzo, il vuoto delle parole, lo shopping compulsivo. Tocca a loro riportare in scena quella vecchia storia, così lontana da loro, prima che sia dimenticata.

A guidarli, materna e paziente, è Adele (Loredana Piedimonte), attrice che sopravvive e fa sopravvivere i suoi corsi sperando nelle sovvenzioni (e nell’amore) di un provveditore distante ed approfittatore. C’è un motivo particolare per cui Adele vuole portare in scena il rastrellamento del Quadraro. I ragazzi riusciranno a mettere in piedi l’allestimento, nonostante difficoltà che sembrano insormontabili. Ma lo faranno a modo loro, riscrivendo la storia e consentendo ad Adele di condurre finalmente in porto la sua personale terapia.

Il testo scritto da Gianfranco Vergoni, andato in scena al Teatro Agorà di Roma fino al 14 Maggio, gioca su più piani tematici: quello di una commedia brillante ed effervescente, costruita su un fuoco d’artificio di situazioni divertenti e battute fulminanti; l’attenzione affettuosa rivolta al disagio mentale e alla funzione terapeutica del teatro; l’importanza della memoria storica, non intesa come statica eredità, ma come patrimonio da assimilare ed eventualmente rielaborare per affrontare le difficoltà del presente.

Se le finalità dell’autore vengono raggiunte in pieno, si deve dar merito innanzitutto ai giovani attori della Compagnia Diciannoveeventi: Matteo Volpotti, Ilaria Nestovito, Emanuele Di Luca, Irene Cedroni, Giulia Di Tommaso, Matteo Canesin. Con la verve dei loro verdi anni sorreggono i tempi frenetici della scrittura; con i giusti tempi comici e una spontanea arguzia di sapore capitolino sanno suscitare con facilità la risata; con intensa partecipazione cambiano registro, quando il testo vira verso momenti di maggiore impegno. Al contempo, grazie ad un attento studio, riescono a rendere con realismo la sintomatologia patologica dei diversi personaggi, senza mai cadere nel patetico o nel caricaturale.

Una compagnia di giovani talenti, le cui energie, ancora per il momento, devono essere solo imbrigliate. Sul palcoscenico ci pensa Loredana Piedimonte, autorevole e amorevole, forte di una consumata esperienza, maturata sia sui palcoscenici che nelle aule di insegnamento. Guida con polso sicuro i suoi allievi, li affianca senza mai sovrastarli, lasciando per sé un solo monologo, che ricordi al pubblico la qualità della sua arte. Dietro le quinte invece il regista Marco Simeoli orchestra una messa in scena che, fedele al dinamismo del testo, prevede un frenetico alternarsi sul palcoscenico dei protagonisti, dando così spazio alle capacità istrioniche degli attori e tenendo sempre desta l’attenzione dello spettatore.

“Operazione Balena” ha convinto il pubblico romano. In questi dieci giorni di repliche, gli spazi concessi dal Teatro Agorà sono stati riempiti in ogni ordine di posti. L’esperienza dei maestri tempera la vigoria dei giovani, la passione dà nuova vita alla memoria, l’antico e il nuovo traggono forza l’uno dall’altro. Questo racconta il testo di Vergoni, questo insegna la sua rappresentazione, questa è stata l’“Operazione Balena”. Al pubblico ora resta da attendere le nuove imprese della Compagnia DiciannoveeVenti.

 

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