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OGGI IL CONVEGNO A TOR VERGATA: “LA RESPONSABILITA’ MEDICA AL BIVIO. DISTORSIONI INTERPRETATIVE E PROSPETTIVE DI RIFORMA

AG.RF.(redazione).09.03.2023

“redazione” – Medici legali e giuristi a confronto sulla responsabilità sanitaria penale il 9 marzo all’Università di Roma “Tor Vergata” col convegno “La responsabilità medica al bivio. Distorsioni interpretative e prospettive di riforma”.

 

L’evento, organizzato dalla sezione di Medicina Legale, Sicurezza Sociale e Tossicologia Forense dell’Università “Tor Vergata”, è patrocinato dalla Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni e si terrà giovedì 9 marzo, a partire dalle 9, presso l’aula Anfiteatro del Policlinico dell’Università romana. Presenti illustri ospiti tra cui il Ministro della Salute e il Viceministro della Giustizia.

 

Affrontare gli aspetti attuali della Legge Gelli-Bianco, approfondendone risvolti e criticità, e offrire una panoramica completa anche delle prospettive relative all’evoluzione futura della normativa. Si sintetizza in questi termini il prestigioso convegno “La responsabilità medica al bivio. Distorsioni interpretative e prospettive di riforma” che si terrà giovedì 9 marzo nell’aula Anfiteatro del Policlinico “Tor Vergata” alla presenza, tra gli altri, del Ministro della Salute, prof. Orazio Schillaci, del Viceministro della Giustizia, On. Francesco Paolo Sisto, del Rettore, prof. Nathan Levialdi Ghiron e del presidente di SIMLA e ordinario di Medicina Legale all’Università di Bari “Aldo Moro”, prof. Franco Introna.

 

La normativa allinterno della quale la responsabilità professionale sanitaria si inquadra, rappresenta un ambito di particolare interesse e, quantomeno nel corso dellultimo decennio, in continuo mutamento”. Le parole del prof. Luigi Tonino Marsella, ordinario di Medicina Legale dell’Università di Roma “Tor Vergata”, illustrano le coordinate di riferimento della mattinata di lavori che affronterà i molteplici aspetti della responsabilità sanitaria a partire dalla Legge Gelli-Bianco (L. 24/2017). Il convegno si propone di esplorare la tematica correlata all’attuale quadro normativo e giurisprudenziale “in cui si inscrive la responsabilità sanitaria penale – precisa il professore – per discuterne i limiti e le criticità, e, contestualmente, proporre un dibattito in materia di potenziali prospettive di riforma”.

 

Dopo i saluti istituzionali, la prima sessione denominata “Il processo penale al medico: criticità e prospettive”, sarà moderata da Francesco Saverio Marini, ordinario di Istituzioni di diritto pubblico all’Università di Roma Tor Vergata, e potrà contare

sugli interventi di illustri giuristi e docenti universitari. La sessione successiva esaminerà in dettaglio “La legge Gelli-Bianco a sei anni dall’entrata in vigore: verso una nuova riforma?” con la moderazione del prof. Marsella e avrà, tra gli interventi programmati, oltre al professore Franco Introna, anche la professoressa Rossana Cecchi, consigliera SIMLA e ordinaria di medicina legale all’Università di Parma. Il presidente SIMLA, in particolare, precisa che il suo intervento si fonderà sull’analisi di quanto “l’informazione sanitaria ed il relativo consenso del paziente siano influenzati dalla informazione dei media e del web”. Il paziente, prosegue il professore Introna, ormai “non si fida più dell’informazione fornita dal medico, quindi ne consulta diversi per avere conferme sulla diagnosi e sulla terapia; è inoltre frastornato dalle più disparate informazioni, spesso fraudolente, scaricabili dal web, o recuperate dai dibattiti televisivi, fatti a scopo di audience ma che risultano distorcenti per la serenità del paziente. Tutto ciò ha per converso il ritorno alla medicina difensiva”.

 

L’appuntamento romano sarà l’occasione per affrontare un tema di grande interesse  medico-legale, considerando che nel corso dell’ultimo decennio il legislatore, proprio sul fronte della responsabilità medica, ha operato con la Gelli-Bianco e, solo cinque anni prima, con la Legge Balduzzi “senza considerare – prosegue il professore Marsella – i numerosi approdi giurisprudenziali che hanno contribuito ad un ulteriore definizione dei, talvolta labili, confini interpretativi della responsabilità sanitaria”.

 

Un quadro già abbastanza complesso che è stato ulteriormente complicato dal contesto emergenziale legato al diffondersi della pandemia da Covid-19 che “ha evidenziato, con grande chiarezza, i limiti che lattuale sistema della responsabilità professionale presenta, soprattutto se si considera lambito penale”. A questo proposito occorre sottolineare come i rischi penali connessi all’esercizio della professione sanitaria in Italia di fatto rappresentino un aspetto che riguarda da vicino gli addetti ai lavori e che si allarga anche all’intero sistema politico-sociale.

La responsabilità sanitaria penale resta pertanto un tema di grande rilievo nazionale  che ha infatti alimentato l’urgenza di riforma che si è concretizzata nella proposizione di una proposta di legge intitolata “Modifiche alla legge 8 marzo 2017, n.24, al codice di procedura civile e alle disposizioni per la sua attuazione nonché alle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, in materia di responsabilità sanitaria”.

 

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