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MAFIA CAPITALE: CI SI PUO’ DIFENDERE DALLA CORRUZIONE?

RomaAG.RF.(Claudio Peretti).17.12.2014

“riverflash” -Sono passati tanti anni dai processi di “mani pulite”, tutti allora abbiamo applaudito Di Pietro, grande difensore della legge, gran capo dell’inquisizione, condannatore di corrotti, tutto dedito a fare giustizia… Poi, dopo qualche anno, ci siamo accorti che lui stesso utilizzava il suo potere per farsi corrompere o per corrompere… Dove sta la differenza fra corrotti e corruttori? Non ce n’è nessuna, sono le due facce della stessa medaglia, gli uni non possono esistere senza gli altri. Bene, dopo i processi di mani pulite abbiamo creduto di aver debellato il cancro della nostra politica, abbiamo creato nuove leggi e ci siamo sentiti sicuri, indenni da quel problema. Poi sono successe tante, tantissime cose che ci hanno fatto capire che il fenomeno non era affatto debellato, giusto per citare gli ultimi fatti: Expo a Milano, Mose a Venezia, Mafia Capitale a Roma… E allora, cosa abbiamo fatto, che risultati abbiamo ottenuto in tutti questi anni? NULLA!!! Non abbiamo risolto nulla: abbiamo fatto tante nuove leggi, abbiamo aumentato le pene ma nulla è cambiato, anzi, le cose sono peggiorate. E allora, se la cura non è stata azzeccata, se la malattia ha dilagato, se corrotti e corruttori sono aumentati, come mai nessuno si chiede perché? Come mai non si pone l’accento sulla correttezza della cura, come mai non si impara la lezione? Prendiamo ad esempio la droga e la prostituzione: abbiamo fatto tante nuove leggi, abbiamo aumentato le pene, ma cosa è cambiato? Pare che ci sia una rassegnazione in tutti noi, nei politici, nelle forze di polizia, nei giudici, anzi, pare proprio che non ci sia alcuna volontà di debellare queste piaghe, quasi che ci siamo resi conto che siano insite nell’animo umano. Per cui, si, certo, le combattiamo, ma sappiamo benissimo che è una battaglia persa. E allora, perché non partire da questo dato: le battaglie contro la corruzione, contro la droga, contro la prostituzione sono perse dall’inizio, queste “negatività” sono insite nell’animo umano e non c’è nulla da fare. Lasciando da parte la droga e la prostituzione, cose di cui ci occuperemo in seguito, partiamo dal dato di fatto della corruzione, come fare per debellarla se fa parte dell’animo umano? Qualcuno ha detto in passato che tutti abbiamo un prezzo: se questo è vero, non ci sarà mai un funzionario pubblico assolutamente incorruttibile. Si, certo, magari si troverà qualcuno che, fino ad oggi è stato onesto, ma poi, se lo si mette in una posizione chiave, di potere, dove può gestire tanti soldi pubblici, cosa succederà? Quanti saranno  come il famoso antico romano Muzio Scevola, che ha bruciato sul fuoco la sua mano che aveva sbagliato? D’altronde, anche lui, che era onesto ed irreprensibile, aveva sbagliato. Ma come possiamo pensare di trovare tutti uomini incorruttibili da mettere nelle posizioni politiche e governative di potere? Non ci dimentichiamo che anche la più bella e famosa preghiera cristiana: il Padre Nostro, alla fine, recita: “ …. e non ci indurre in tentazione…”, quasi a voler dire che, se siamo indotti in tentazione, alla fine ci caschiamo. E allora, come risolvere il problema? Secondo me lo si risolve eliminando al massimo il denaro pubblico, togliendo quindi il motivo della corruzione. Se le cose le fanno i privati e, soprattutto se c’è una bella legge contro i monopoli, in difesa del libero mercato, si eliminerà il campo in cui pascolano corrotti e corruttori. Il socialismo, visto come quella politica che ha portato il massimo livello di statalizzazione, ossia che ha visto lo stato come maggiore imprenditore, ha reso disponibile una grandissima massa di denaro pubblico, che ha inequivocabilmente portato alla corruzione. I funzionari pubblici non gestiscono il denaro loro, per cui sono irrimediabilmente portati a fare sì che parte di quel denaro torni, in un modo o nell’altro, nelle proprie tasche personali di privati cittadini. Se le stesse opere fossero gestite da privati, nessuno parlerebbe di corruzione, non trattandosi di soldi pubblici, provenienti dalle tasse “confiscate” ai cittadini. Se proviamo ad andare sul sito: www.transparency.org ci rendiamo subito conto che i paesi meno corrotti, ossia i più trasparenti sono quelli dove c’è il massimo del libero mercato, la minore quantità di socialismo e, soprattutto, non c’è dittatura.

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