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LA CORSA DEL RICORDO DELL’ESODO GIULIANO DALMATA A ROMA IL 7 FEBBRAIO

pamich ricordo(SC) – AG.RF 05.02.2016 (ore 11:32)

(riverflash) – Un uomo che perde la memoria ha un grave handicap, non sa più chi è e come si è comportato. Lo stesso si può dire di un popolo che colpevolmente non ricorda il proprio passato. Colpevolmente perché alla fine della Seconda Guerra Mondiale italiani hanno contribuito all’eccidio di altri italiani. A quei tempi Trieste subì l’occupazione slovena e gli italiani del CLN (Comitato Liberazione Nazionale) erano favorevoli al leader jugoslavo Tito, perché avevano la stessa estrazione comunista e avevano subito la prepotenza dei fascisti. Dall’autunno del 1943 chi si opponeva a loro venne assassinato nelle foibe, grotte carsiche che si aprivano nel sottosuolo. Un tentativo di installare un nuovo regime comunista con conseguente feroce repressione di chi non la pensava come loro. Per nascondere l’atroce fine di tanti italiani la Foiba di Basovizza divenne una discarica dal 1950 al 1959, quando venne chiusa con una lastra di cemento. Per 40 anni nelle scuole italiane non si è parlato dell’eccidio del popolo giuliano-istriano, più numerosi, purtroppo, di quello delle Fosse Ardeatine di cui si è parlato diffusamente, con visite di esponenti del governo. In tempi di compromesso storico il PCI faceva la voce grossa e guai a raccontare le sue nefandezze. Nel 1980 la Foiba di Basovizza è stata dichiarata monumento di interesse nazionale, memoriale di tutte le vittime delle stragi del ’43 e del ’45, per poi diventare vero e proprio monumento nazionale nel 1992. Nell’immediato dopoguerra chi aveva casa, lavoro e affetti ha rinunciato alle proprie radici pur di non vivere sotto il regime comunista jugoslavo. Parliamo di 300.000 profughi che lasciarono l’Istria, il Quarnaro e la Dalmazia per riparare in Italia perché erano italiani. Trieste perse quasi tutta la sua provincia visto che il confine è a Muggia. Città italiane come Capodistria, Pola, Pirano e Rovigno vennero tolte all’Italia con la complicità degli inglesi. Quei profughi non vennero accolti a braccia aperte, erano accusati di simpatie fasciste. Gli oggetti che avevano portato via dalle loro case vennero ammassati a Trieste, come racconta il cantautore Simone Cristicchi nella sua «Magazzino 18». Alcuni arrivarono a Roma, dove alloggiarono in capannoni sulla Laurentina che poi è diventato il quartiere Giuliano Dalmata, inserito nel Municipio 9, ex 12.

Per tenere viva la memoria da tre anni viene organizzata la Corsa del Ricordo, che prevede una 10 chilometri competitiva e una non competitiva di 5 km, si snoderà sullo stesso impegnativo percorso dello scorso anno, due giri per gli atleti agonisti uno per gli amatori, con partenza ed arrivo da in Via Oscar Senigaglia, dove alla presenza di autorità e campioni del passato, si svolgerà la cerimonia di premiazione. L’evento, per i suoi contenuti storici e culturali, va naturalmente oltre l’aspetto sportivo.

La presentazione della 3ª edizione della Corsa del Ricordo si è tenuta ieri, 4 febbraio a Roma, nella sala del Palazzo delle Federazioni del Coni dove è stata presentata la

Come tradizione la presentazione della gara istituita per commemorare gli eccidi delle Foibe e l’esodo delle popolazioni Giuliano-Dalmata, ha avuto visto la partecipazione di grandi campioni dello sport, di autorità sportive e politiche che ne hanno decretato ancora una volta l’importanza oltre che sportiva anche di contenuti storico-culturali.

Testimonial dell’evento il Campione Olimpico Abdon Pamich, vincitore dell’oro nella marcia a Tokyo nel 1964, fiumano di nascita e quindi memoria storica di quei terribili anni.pamich e damiano

“Questa corsa- ha detto Pamich visibilmente commosso – ha un valore che va al di la degli aspetti tecnici pure importanti. Permette di sfogliare pagine dolorose di un libro che devono rimanere nella memoria di tutti noi e delle nuove generazioni”.

Con lui anche Sandro Bellucci, altra medaglia Olimpica (bronzo a Los Angeles 1984) perché quest’anno nell’ambito della Corsa del Ricordo si svolgerà la Marcia del ricordo-Trofeo Tokyo 1964 gara di marcia di 5 chilometri, aperta a uomini e donne, che prenderà il via contemporaneamente alla gara podistica.

Oltre ai due grandi atleti, al fianco degli organizzatori, rappresentati dal presidente di Asi Roma cipolletta ricordoRoberto Cipolletti (nella foto), sono intervenuti il Presidente della Fidal Lazio Fabio Martelli, il Vice Presidente della Regione Lazio Francesco Storace, Roberto Tavani, in rappresentanza del Presidente Nicola Zingaretti, Laura Crivellaro Assessore del Municipio 9 dove avrà luogo la gara, Claudio Barbaro, presidente di Asi Nazionale, Svetlana Celli e Alessandro Cochi, amministratori delle precedenti Giunte Capitoline, Federico Ascani Delegato allo Sport della Città Metropolitana e i rappresentanti delle Associazioni Giuliano-Dalmate che operano in Italia Carla Cace, Donatella Schurtel e Marino Micich.

Con soddisfazione ASI ha visto premiato il suo impegno. La Corsa del Ricordo è decisamente cresciuta nel corso di soli due anni. Per l’imminente edizione sono previsti alla partenze oltre 800 atleti, numero che frantumerà quelli degli anni passati, fra i quali ovviamente tanti romani ma anche podisti provenienti da Marocco, Spagna e Finlandia che daranno un tocco di internazionalità.

ISCRIZIONI- Il costo delle iscrizioni è di € 10,00 per la gara competitiva e di € 5,00 non competitiva.

Le iscrizioni si possono effettuare tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle ore 15.00 alle 18.00 presso la sede dell’ASI Roma in Via Valle Viola, 20 a Roma (zona Nomentana – Montesacro), oppure presso l’ASI Point di Lanuvio in Via M. A. Commodo 9, il mercoledì ed il venerdì pomeriggio, oppure per appuntamento chiamando il numero 339.1061947.

On line all’indirizzo atletica@asiroma.org indicando nome, cognome, data di nascita, telefono, società e numero di tessera FIDAL/EPS.

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