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JOBS ACT E’ LEGGE. RENZI:”ORA L’ITALIA CAMBIA DAVVERO

436240-593x443AG.RF.04.12.2014 di Giuseppe Licinio

“riverflash” – Il Senato ha voltato ieri la fiducia al Jobs Act, che diventa così legge dopo l’ok definitivo. Le novità sono quelle relative alle modifiche dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, estensione degli ammortizzatori sociali, le nuove regole per l’Aspi, i cambiamenti nelle norme sui controlli a distanza, l’introduzione del contratto a tutele crescenti e il superamento delle collaborazioni coordinate e continuative.

Con la nuova legge, arriva il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti in relazione all’anzianità di servizio per tutti i neoassunti e cambia al’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori con la possibilità di essere reintegrati nel posto di lavoro in caso di licenziamenti illegittimi limitata solo a quelli nulli e discriminatori e a “specifiche fattispecie” di quelli disciplinari (legati al comportamento del lavoratore) e saranno i decreti delegati a stabilire quali. Sui licenziamenti per motivi economici (esigenze aziendali) giudicati ingiustificati sarà previsto solo l’indennizzo.

Se i decreti arriveranno entro dicembre il nuovo contratto potrà usufruire degli sgravi contributivi previsti dalla legge di stabilità per le assunzioni fatte nel 2015.  Come cambierà l’articolo 18? Sarà valido ancora per i vecchi assunti con contratto a tempo indeterminato. Per i nuovi assunti scompare il diritto al reintegro per i licenziamenti di natura economica, mentre resta per quelli discriminatori e per alcune fattispecie di quelli disciplinari. Nel caso del licenziamento per motivi economici (che andranno specificati nei decreti attutivi), il governo vorrebbe garantire indennizzi più vantaggiosi, magari defiscalizzati, a chi rinuncia al contenzioso con il datore di lavoro. Nel caso invece del licenziamento disciplinare, dovranno sempre essere precisati, quali saranno i comportamenti sanzionabili. Inoltre, i licenziamenti per motivi disciplinari non saranno appellabili, così come quelli adottati per motivi economici e verrà dato l’addio ai co.co.co e ai co.co.pro.

Verrà anche riveduta la disciplina delle mansioni in caso di riorganizzazione, ristrutturazione o conversione aziendale con l’interesse del lavoratore alla tutela del posto di lavoro, della professionalità e delle condizioni di vita, prevedendo limiti alla modifica dell’inquadramento. Il passaggio da una mansione all’altra diventerà così più semplice (con la possibilità anche di demansionamento) e viene rivista anche la disciplina dei controlli a distanza con la possibilità di controllare impianti e strumenti di lavoro. Con l’approvazione del Jobs Act, viene anche riformata la Cassa integrazione: sarà impossibile autorizzare la cig in caso di cessazione «definitiva» di attività aziendale con l’obiettivo di assicurare un sistema di garanzia universale per tutti i lavoratori con tutele uniformi e legate alla storia contributiva del dipendente. Saranno rivisti i limiti di durata del sussidio (adesso il tetto è di due anni per la cassa ordinaria e di quattro per la straordinaria) e sarà prevista una maggiore partecipazione da parte delle aziende che la utilizzano. Si punta alla riduzione delle aliquote di contribuzione ordinarie (ora all’1,9% della retribuzione) con la rimodulazione delle stesse tra i settori in funzione dell’effettivo impiego. La durata del trattamento di disoccupazione dovrà essere rapportata alla «pregressa storia contributiva» del lavoratore con l’incremento della durata massima (per ora fissata a 18 mesi a regime nel 2016, ndr) per quelli con le carriere contributive più rilevanti. L’Aspi verrà estesa ai collaboratori fino al superamento di questo tipo di rapporto di lavoro. Per le persone in situazione di disagio economico potrebbe essere introdotta dopo la fruizione dell’Aspi una ulteriore prestazione eventualmente priva di contributi figurativi. Infine le assunzioni: verrà istituita un’Agenzia nazionale, con l’obiettivo di semplificare e razionalizzare le procedure di costituzione e gestione dei rapporti di lavoro al fine di ridurre gli adempimenti a carico di cittadini e imprese. Le leggi e i decreti entreranno in vigore il giorno dopo la pubblicazione in Gazzetta.

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