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ITALIA PAESE INVIVIBILE PER CHI PERDE IL LAVORO E PER IL 12% LO STIPENDIO NON BASTA

AG.RF.(MP).22.01.2014.(ore 10.06)

“riverflash” – Nel nostro Paese, chi perde il lavoro ha enormi difficoltà ad andare avanti, anche rispetto agli altri Paesi Europei. La Ue ha dichiarato infatti che al 12% dei lavoratori, lo stipendio non basta e l’Italia è il paese che, dal 2008, ha conosciuto il peggior declino della situazione sociale per chi appunto lavora o lavorava. Peggio di noi solo la Romania e la Grecia. Gli stipendi delle famiglie, sono notevolmente diminuiti dal 2010 e il forte “calo”, è stato avvertito specialmente in Grecia, Spagna, Italia, Irlanda, Cipro e Portogallo, secondo il rapporto della Ue. In generale in Europa dal 2008 al 2012 il numero di persone a rischio di povertà ed esclusione sociale è salito di 7,4 milioni, ossia oggi, un quarto della popolazione europea (125 milioni) è a rischio di povertà.  Dunque alla luce dei dati forniti dalla Ue, l’Italia è il peggior Paese d’Europa per chi perde il lavoro e sono anche bassissime (tra il 14 e il 15%, le più basse di tutti), le possibilità di trovarne un altro. Inoltre, il 201, ha quasi azzerato lo “spread” tra l’inflazione subite dalle famiglie più povere (quelle che spendono meno), e quelle che spendono di più, mentre la situazione nel 2012, era leggermente diversa perché i più poveri si trovarono a dover fronteggiare un’inflazione pari al 4,2% contro il 2,9% delle famiglie che acquistavano di più. Attualmente, la differenza di inflazione tra le famiglie che spendono di più e quelle che spendono di meno  (rispetto all’anno scorso) si è ampliata, anche se di poco e la situazione rimane quindi molto molto complicata soprattutto per tutti coloro che ha subito la perdita di un lavoro.

 CONFINDUSTRIA-LAVORO-PERDITA-POSTI

 

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