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IL NAZARENO RISORGE COME DA COPIONE E DA UN FUORI ONDA TRA MONTI E TOTI

toti-monti-nazareno-ape10AG.RF 02.02.2015 (ore 17:42)

(riverflash) – Reggerà il Patto del Nazareno dopo l’elezione al Quirinale di Sergio Mattarella? È una domanda che si fanno in molti. Cosa può succedere nel PD in caso di nuovo avvicinamento di Renzi a Silvio Berlusconi, che per la legge italiana è un delinquente in regime di semilibertà? Nel giorno dell’Elezione del nuovo Presidente della Repubblica, il patron di Mediaset non era a Roma perché nei week-end deve ritirarsi a casa al tramonto e non abbandonarla fino all’alba del giorno dopo. Se contravviene a tale disposizione, per lui c’è il carcere. Alla sinistra PD non va giù vedere il loro segretario in atteggiamenti amichevoli con Silvio Berlusconi. La cosa non va giù a Rosy Bindi e neppure a Pierluigi Bersani, anche se Renzi ha trasformato in vincente un PD che non riusciva a vincere le politiche con un margine per poter governare. All’interno di Forza Italia volano accuse incrociate tra il gruppo di Fitto e i fedelissimi del Cav sul voto in Aula per Mattarella. L’indicazione di Berlusconi era quella di votare scheda bianca, mentre a quanto pare qualcuno avrebbe votato per Sergio Mattarella.  Una rottura con Renzi avrebbe potuto rilanciare Forza Italia, ormai non più partito d’opposizione, ma ridimensionato a stampella del governo. Sul futuro del patto del Nazareno irrompe un fuorionda dell’agenzia Vista che ha intercettato una discussione a microfoni spenti tra Giovanni Toti e Mario Monti. 

Il fuorionda – I due scherzano proprio sulle ultime tensioni tra Renzi e Berlusconi. Monti afferma: “Certo che quello che è successo non segna proprio il miglior momento per il Nazareno”. Pronta arriva la risposta di Toti: “Presidente, lei sa bene che il Nazareno risorge dopo pochi giorni, questo lei lo sa no?”. Chiosa Monti: “Se non sbaglio avviene sempre di sabato…”.

Oggi arrivano buone notizie per il patron di Fininvest perché il giudice di sorveglianza di Milano Beatrice Crosti ha dato il suo assenso alla richiesta di liberazione anticipata. Uno sconto di 45 giorni con la seguente motivazione: Silvio Berlusconi merita uno sconto di pena. Perché, tolto l’episodio di Napoli al processo Lavitola, si è sempre comportato in modo corretto. Il leader di Forza Italia avrà pagato il suo debito con la Giustizia italiana il prossimo 8 marzo, ma a causa della legge Severino resta incandidabile per cariche politiche fino al novembre 2019, quando avrà 85 anni. Berlusconi attende il pronunciamento dell’Europa e avrà la benevolenza di Renzi per non avere intralciato il suo candidato nella corsa verso il Quirinale.

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