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Gli 007 nella storia: le spie che “controllano” il mondo

russia natale Murmansk, Prospekt LeninaRiver Flash- Lo spionaggio è storia dei nostri giorni ma anche del passato e sarà determinante anche in futuro. Siamo “controllati” sempre e comunque nonostante la nostra privacy sia tutelata da leggi. Sull’argomento eccovi alcune interessanti storie e documentazioni provenienti dalla Russia.

Nella Russia Imperiale come “copertura” per l’attività di spionaggio è stato usato il commercio. Ibn Hordab, cronista arabo del X secolo, nel suo “Libro delle vie e dei paesi” racconta che nel 838 gli ambasciatori del “khagan” russo sono giunti a Costantinopoli e poi a Bagdad, capitale del Califfato Abbaside, sotto le mentite spoglie dei commercianti russi e vi hanno raccolto importanti informazioni sulle relazioni bizantino-arabe.

Con il battesimo della Russia nello spionaggio dei principi russi il camuffamento religioso è stato utilizzato su vasta scala. E spesso a fare da 007 erano i sacerdoti che andavano in pellegrinaggio a Gerusalemme e in Terra Santa per raccogliere le informazioni spionistiche.

Per i principati russi, sotto la pressione dei khazari, cumani, pečeneghi e, più tardi, dei tartari-mongoli, lo spionaggio era una delle condizioni principali della propria sopravvivenza nazionale. Aleksandr Nevskij elaborava personalmente tutte le sue imprese militari e di politica estera. Quando nel 1240 gli eserciti svedese, norvegese e finlandese arrivarono alla foce del fiume Izhora, il loro comandante Birger inviò i propri ambasciatori al principe Aleksandr con la dichiarazione: “Se puoi prova a resistermi, io sono già qui, sto conquistando la tua terra”.

Ai confini delle terre di Novgorod il servizio di guardia è stato affidato ai fortini presieduti dalle tribù locali. Così sul litorale marino nei pressi della foce della Neva sono stati gli uomini armati appartenenti alla tribù vod a sorvegliare le coste. Pelghusij, comandante di uno dei fortini, scoprì la flottiglia svedese e comunicò tutto ciò che vide ad Aleksandr. Dopo aver ricevuto le informazioni i cittadini di Novgorod attaccarono a sorpresa contro i feudatari svedesi. I nemici vennero sconfitti e solo in pochi riuscirono a fuggire sulle navi rimaste intatte. Le perdite tra i cittadini di Novgorod furono insignificanti.

Anche durante la preparazione della Battaglia di Kulikovo, essendo stato ben informato dagli aiutanti segreti sulle forze e capacità del nemico, il Gran Principe Moscovita Dmitrij fece tutto il possibile per neutralizzare le formazioni del principato di Ryazan, fedeli al khan Mamaj. Quest’ultimo aveva inviato il boiardo Zaccaria Tiutcev, antenato del famoso poeta e diplomatico russo Fedor Tiutcev, nel Khanato dell’Orda d’Oro con una grande quantità d’oro, argento e con due interpreti. Laggiù tramite “gente affidabile” il boiardo seppe del tradimento di Oleg, principe di Ryazan, e dei piani del khan di recarsi alla conquista della Russia, unendosi agli eserciti del principe lituano Yagajlo e di quello di Ryazan, che intendevano incontrarsi in segreto sulle rive del fiume Oka per intraprendere da lì la campagna militare congiunta marciando su Mosca. Zaccaria Tiutcev, senza perdere un minuto, manda un messo con una notizia allarmante al Gran Principe. Dopo aver ricevuto la notizia, il principe Dmitrij decise di anticipare le mosse dei nemici e sconfiggere le armate di Mamaj prima dell’arrivo dei suoi alleati, non permettendo loro di unire le forze.

Quando l’esercito russo si mosse contro il nemico, il principe mandò in avanscoperta una squadra di ricognizione composto di cinque nobili scelti con il compito di prendere un prigioniero tra i nobili o i principi dell’Orda. I nobili riuscirono a prendere un prigioniero che faceva parte dell’entourage dello stesso Mamaj, il quale comunicò che il khan dell’Orda d’oro si era accampato al di là del fiume Don, aspettando l’arrivo delle squadre di Yagajlo e di Oleg. Così, grazie allo spionaggio, il principe Dmitrij riuscì a prevenire l’unificazione dei tartari e lituani alla vigilia della Battaglia di Kulikovo, il che predeterminò il suo successo.

Tuttavia c’era ancora tanta strada da fare per l’istituzione di un servizio professionale di spionaggio statale. La prima entità statale di questo tipo è stata istituita nell’epoca di Ivan IV, “il Terribile”. Storie interessanti e credetemi ve ne sarebbero molte altre da raccontare in tutto il mondo perché una spia è in grado di mutare le storie di intere generazioni senza farcelo sapere!

Raffaele Dicembrino

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