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ERA IL 24 AGOSTO DI UN ANNO FA’: IL TERREMOTO CANCELLA AMATRICE DALLA CARTINA GEOGRAFICA

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AG.RF.(redazione).24.08.2017

“riverflash” – ”Il paese non c’è più”. Sono stata queste le prime parole del sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi. Erano esattamente le 3,30 dello scorso anno, esattamente il 24 agosto 2016, mentre al buio, si consumava la tragedia: un fortissimo boato sconvolse l’Italia centrale, un terremoto di magnitudo 6.0 nella zona tra Lazio, Marche e Umbria. La terra ha tremato per 142 lunghissimi secondi, radendo letteralmente al suolo i paesi di Accumoli (Rieti), Amatrice (Rieti), Arquata del Tronto e la frazione di Pescara del Tronto (Ascoli Piceno). Dopo meno di un’ora, alle 4:33, un’altra scossa di magnitudo 5.3 fece tremare Norcia, la cittadina di San Benedetto. ”C’è gente sotto le macerie, al momento la cosa più importante è sgomberare le strade di accesso per far arrivare i mezzi di soccorso”, era stato  l’appello del sindaco di Amatrice. ”Vedo crolli dappertutto, siamo inermi, non abbiamo mezzi”. E subito dopo, le prime immagini paurose dei paesi devastati dal terremoto e macerie dappertutto. 299 morti, 4.000 sfollati e 238 persone messe in salvo. Un vero e proprio dramma e ancora la scia sismica andò avanti per giorni, seminando il terrore. Ad ottobre la terra del centro Italia è tornata a tremare, quando alle 19:10 una scossa di magnitudo 5.4 colpisce Castelsantangelo sul Nera (Macerata). Poco dopo, alle 21.18 magnitudo 5.9, tocca ad Ussita (sempre nella zona di Macerata), fino ad arrivare al 30 ottobre quando alle 7:40 un terremoto di magnitudo 6.5 metterà in ginocchio Norcia. La scossa, la più forte registrata in Italia negli ultimi trent’anni, provocherà altri danni, altri crolli ma fortunatamente non altre vittime. ”Dal 24 agosto ci sono state 71mila scosse nel Centro Italia, 9 superiori a magnitudo 5”, è il bilancio stilato dal capo della Protezione civile a inizio luglio. E la situazione ad oggi, non è certo migliore: alcune casette sono state costruite e consegnate, ma la gente è devastata, distrutta e senza più un’identità. Molti sono stati costretti ad abbandonare i luoghi natii, ma molti altri non si arrendono e stanno lottando per ricostruire i loro adorati Paesi. Oggi dunque, ricorre l’anniversario di quel triste evento ed è stato chiesto un momento di condivisione e preghiera, per tutte le povere vittime che hanno trovato la morte in questo tremendo evento.

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