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DIKTAT DI BERLINO ALL’EUROPA: SARANNO I PRIVATI CITTADINI A SALVARE LE BANCHE IN DIFFICOLTÀ

Illustration GeldautomatAG.RF 13.07.2014 (ore 10:21)

(riverflash) – Mettere le mani nelle tasche dei privati cittadini per salvare le banche a rischio di fallimento senza ricorrere ai soldi dello Stato e non incidere sul suo bilancio. Una normativa che doveva entrare in vigore nel 2015, ma anticipata da Berlino, sempre più guida dell’Europa con obbligo di adeguamento per gli altri paesi. L’obiettivo è creare strumenti comunitari che permettano la liquidazione forzosa delle istituzioni finanziarie rilevanti a rischio default, senza intaccare il sistema finanziario statale.

Il provvedimento ricorda quanto avvenne per il salvataggio di Cipro. I prelievi forzosi nelle tasche dei cittadini della UE sono già stati ventilati dall’olandese Jeroen Dijsselbloem, eletto il 21 gennaio 2013 Presidente dell’Eurogruppo, e dal Fondo Monetario internazionale si avvicinano sempre più.

Il 9 luglio scorso il governo tedesco ha approvato di introdurre in Germania la nuova normativa europea prevista per i fallimenti bancari, che prevede un unico supervisore centralizzato per tutta la zona euro che organizzi il salvataggio e la liquidazione dell’Istituto. In un rapporto di esperti presentato mercoledì 9 luglio, la commissione indipendente tedesca Monopoly Commission, che consiglia il governo su concorrenza e regolamenti, si è dichiarata scettica che si possano trovare dal mercato capitali sufficienti “per impedire che sia reso responsabile il pubblico”.

Questo significa che i contribuenti non saranno, in linea teorica, chiamati in prima istanza a salvare le banche in fallimento. Le autorità tedesche hanno dichiarato che questo meccanismo “assicura che in tempi di crisi molti proprietari e creditori contribuiranno a risolvere la crisi e non i contribuenti“. All’interno dei creditori, però, ci sono anche i titolari dei conti correnti, quindi anche i contribuenti. Sembra che l’Europa tratti i correntisti come speculatori finanziari, mentre in realtà si tratta di risparmiatori per la grande maggioranza.

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