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Cronaca – Si continua ad indagare sugli scontri di sabato sera a Roma

101313622-98842aeb-ddd4-464c-8db1-cccc7b33676eContinuano a trapelare indiscrezione sulla triste vicenda di sabato sera prima della finale di Tim Cup Fiorentina- Napoli, dove, nella zona di Tor di Quinto, è partito un colpo di pistola verso Ciro Esposito, tifoso partenopeo.

Il maggior indiziato sembra essere il tifoso romanista Daniele De Santis, “Gastone” come viene chiamato in Curva Sud, noto alle cronache romane per aver minacciato nel 1996 l’allora presidente giallorosso Franco Sensi, ma soprattutto per essere stato uno dei protagonisti di quel Roma – Lazio del 2004 sospeso al 4′ della ripresa, a causa di voci, poi rivelatesi infondate, secondo le quali un bambino era stato investito da una volante della polizia.

E’ notizia di stamattina dell‘esito negativo dell’esame del guanto di paraffina su De Santis, il quale, precisa la Questura di Roma, è comunque compatibile con la polvere da sparo. Resta dunque ancora indagato per tentato omicidio.

Nel frattempo, Ciro Esposito, ricoverato al Policlinico Gemelli, è stato sottoposto ad un altro intervento di chirurgia addominale. A parlare è la mamma  Antonella Leardi: “Mio figlio ha avuto un altro intervento, gli è stato tagliato un pezzo di colon, insomma la situazione è ancora delicata. Come sto io? Sono stanca“.

L’attenzione di oggi sarà tutta spostata alla partita delle 21.00, quando il Napoli scenderà in campo al San Paolo contro il Cagliari. Sarà sicuramente una gara dal clima surreale: in tarda mattinata erano circolate delle voci secondo le quali ci sarebbero stati 30mila tifosi napoletani con le maglie “Speziale libero” (maglietta indossata da “Genny ‘a Carogna”, capo Ultrà del Napoli, durante la Finale di Coppa Italia), poi queste voci sono state subito smentite da un tifoso napoletano in una nota radio campana.

Intanto arrivano anche le dichiarazioni della vedova Raciti (coinvolta nella vicenda in quanto Antonino Speziale sembra sia la persona che nel 2007 abbia ucciso l’ispettore di polizia Filippo Raciti durante degli scontri fuori dallo stadio, al termine del derby siciliano Catania – Palermo): “A questa notizia dovrebbe dare una risposta il presidente del Consiglio… Chiudete, non fate giocare, basta. Uno Stato forte prende delle misure forti, non è essenziale una partita di calcio, se ne può fare anche a meno. Ognuno sta a casa sua e si evitano problemi, vabbè c’è una perdita economica ma non è colpa mia. Un lavoro non può creare così tanti problemi, il lavoro deve rendere a una persona dignità perché porta onestamente a casa i soldi, ma alcuni lavori tolgono serenità a chi dovrebbe svolgere un servizio che dovrebbe garantire sicurezza ai cittadini. Questa delle magliette, invece, è la risposta che incassa lo Stato. Se lo Stato fosse forte – aggiunge Marisa Grasso – queste cose non sarebbero accadute. Io purtroppo mi aspetto che oltre a mio marito, che avrei voluto fosse l’unico sacrificio, ci siano altri Filippo Raciti. Lo Stato è debole, aspettiamoci di tutto. Questo Speziale, che io non nomino mai, è un assassino e uno spacciatore di droga. E’ un mercante di morte. Questo si pubblicizza“.

Indipendentemente da come andranno a finire le cose, le istituzioni deovno prendersi le giuste responsabilità di quanto successo ed agire di conseguenza, altrimenti non sarà, purtroppo, l’ultima volta che ci troviamo ad affrontare situazioni del genere, che non fanno parte con il mondo del calcio.

 

Francesco Guerrieri

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