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CHI È NIGEL FARAGE E PERCHÉ IN ITALIA C’È CHI PARLA MALE DI LUI

farage441Articolo tratto dal Blog di Francesco Amodeo:

Un anno e mezzo fa, in tempi non sospetti, decisi di dedicare un capitolo del mio libro a Nigel Farage totalmente sconosciuto in Italia e censurato ed ignorato dai media italiani per le sue posizioni contro la dittatura europea. Oggi i media si sono ricordati di lui e dopo l’alleanza con Grillo in Europa gli dedicano intere pagine di giornali e servizi giornalistici. I poteri forti hanno commissariato ai media servili la distruzione della sua immagine per evitare che possa diffondere la verità su quanto sta accadendo in Europa.

Ghandi diceva che quando lotti contro il sistema: Prima ti ignorano…poi ti derido…poi ti combattono…poi Vinci. Farage è appena passato alla penultima fase.

Nigel Farage

“Anni fa la signora Thatcher ha capito che cosa si nascondesse dietro al progetto europeo. Ha capito che l’intento era quello di togliere la democrazia agli stati nazionali, per mettere quel potere in mano a persone che non possono essere chiamate a rispondere di ciò che fanno. (Nigel Farage, Parlamento europeo, 17 aprile 2013)

È una lanterna nel buio Nigel Farage, politico britannico, euroscettico e conservatore,
leader dell’UKIP, il Partito per l’Indipendenza del Regno Unito, che ha come primo obiettivo il ritiro dall’Unione Europea. Farage è anche deputato europeo e co-presidente del gruppo “Europa della libertà e della democrazia.”
Famosi sul web i discorsi che hanno reso celebre ed amatissimo l’europarlamentare britannico Nigel Farage, scagliatosi contro lo stato maggiore delle istituzioni europee, schierato in aula a pochi metri da lui: da Herman Van Rompuy a Josè Barroso, fino a Olli Rehn. Discorsi, è inutile dire, passati completamente sotto silenzio della stampa e dei TG italiani, che hanno messo la sordina persino al trionfo del suo partito alle elezioni britanniche. Quasi nessuno, infatti, ha dato la notizia in prima pagina, ma solo all’interno, con titoli nei quali è apparsa subito la parola magica: “populista”, l’aggettivo che da un paio di decenni serve a marchiare chiunque osi sfidare le élite europee. È un riflesso condizionato che ha un certa efficacia, in quanto riduce il pericolo di un contagio e di un effetto emulativo negli altri paesi. Il 13 giugno 2012, in un suo intervento al Parlamento Europeo, Nigel Farage ha concluso il proprio
discorso affermando che: “L’Euro Titanic ha ormai colpito l’iceberg, e non ci sono abbastanza scialuppe di salvataggio.” Farage si è anche schierato attivamente nel denunciare le modalità attuative del Trattato di Lisbona, che non hanno visto coinvolti direttamente i popoli europei. Ma il suo discorso, che ha letteralmente infuocato il web, è stato quello pronunciato al Parlamento Europeo il 16 novembre 2011:

“Eccoci qui, sull’orlo del disastro economico e sociale, e in questa stanza oggi abbiamo quattro uomini che dovrebbero essere responsabili. Eppure abbiamo ascoltato i discorsi più insipidi e tecnocratici di sempre: state tutti negando. L’euro è un fallimento sotto tutti i punti di vista. Di chi è la colpa? Chi è che ha in mano il vostro destino? Ovviamente la risposta è: nessuno di voi. Perché nessuno di voi è stato eletto. Nessuno di voi ha avuto la legittimazione democratica necessaria per arrivare ai ruoli che state attualmente ricoprendo. E in questo vuoto è arrivata Angela Merkel. Viviamo in un’Europa dominata dalla Germania, qualcosa che il progetto di Europa unita avrebbe dovuto effettivamente
impedire. Qualcosa che chi venne prima di noi ha impedito, pagando con il suo sangue. Io non voglio vivere in un’Europa dominata dalla Germania, e neanche i cittadini europei lo vogliono.”Esaurita la premessa, il parlamentare ha poi portato all’attenzione dell’aula esempi precisi di euro-ingerenza: “Siete voi che lo avete permesso. Perché quando Papandreu decise di chiedere un referendum, lei, signor Rehn, parlò di “violazione della fiducia”, e i suoi amici si sono riuniti qui come un branco di iene, hanno circondato Papandreu, lo hanno cacciato via e rimpiazzato con un governo fantoccio. Che spettacolo disgustoso.”

Il suo discorso continua, ed è veramente assurdo che ci sia voluto un europarlamentare britannico per difendere la sovranità popolare italiana, come ha fatto Farage scagliandosi contro il governo “tecnico” di fatto imposto dall’UE e dalla BCE:

“E non ancora soddisfatti”, ha poi dichiarato il leader dell’UKIP, “avete deciso che Berlusconi se ne doveva andare. Quindi fu cacciato e rimpiazzato con il signor Monti, ex commissario europeo, anch’esso architetto di questo euro-disastro.
Un uomo che non era neanche membro del Parlamento. Sta diventando come un romanzo di Agatha Christie, dove cerchiamo di indovinare chi sarà il prossimo ad essere fatto fuori. La differenza è che sappiamo benissimo chi sono gli assassini: dovreste essere ritenuti responsabili per ciò che avete fatto. Dovreste essere tutti licenziati. E devo dire, signor Van Rompuy, che diciotto mesi fa, quando la incontrai per la prima volta, mi sbagliai sul suo conto. Dissi che avrebbe ucciso silenziosamente la democrazia degli stati-nazione, ma non è più così: lo sta facendo molto rumorosamente. Lei, un uomo non eletto, è andato in Italia a dire: «non è il momento di votare, è il momento di agire». Cosa, in nome di Dio, le dà il diritto di dire al popolo italiano cosa fare?”

Farage sembra avere particolarmente a cuore la situazione dell’Italia, paese in cui ha lavorato prima di entrare in politica: ed, infatti, si lascia spesso intervistare da bloggers o da giornalisti indipendenti, essendo un vero idolo del web, totalmente ignorato e censurato dai media tradizionali.
Egli, come abbiamo visto, ha avuto spesso parole forti contro il Governo Monti, e contro tutti quelli che ne hanno permesso la realizzazione, come quando ha dichiarato che: “Berlusconi è stato sostituito (anzi, destituito) da Monti, che non faceva nemmeno parte del Parlamento. Questo signore ha formato un governo senza nemmeno un politico eletto. Penso che sia una delle cose più incredibili che possa accadere per un grande paese occidentale come l’Italia. È assurdo! Non riesco a capire perché i politici italiani non stiano ancora lì a gridare. I vostri politici dovrebbero denunciare che il governo democratico è stato esautorato. È così che iniziano le dittature, non ve lo dimenticate. Nel Regno Unito non sarebbe mai potuta accadere una cosa del genere.”
Rispondendo alle domande di un giornalista italiano inviato de “Il Giornale”, che gli chiedeva cosa avrebbe potuto fare Berlusconi, ha risposto: “Non capisco perché abbia accettato il Governo Monti. Certo, il vostro premier era indebolito dal fatto che fosse alla fine del suo ciclo, ma, a parte Berlusconi, la maggioranza dei parlamentari italiani si sarebbero dovuti alzare a protestare, e avrebbero dovuto dire che si trattava di una cosa inaccettabile. Avrebbero dovuto capire e denunciare che Monti è stato imposto dalla Merkel e da Van Rompuy. Siete governati da un fantoccio scelto da una potenza straniera. Avete rinunciato alla democrazia, e avete dato a questa gente un potere eccessivo.” Farage, a giusta ragione, non ha risparmiato nei suoi attacchi neppure il Capo dello Stato:

“Napolitano è colpevole, perché lui, come Presidente, ha consentito questo abuso della democrazia. Non è in grado di essere il vostro Presidente. Il suo ruolo è difendere la Costituzione, ed ha fallito nel farlo. Dovreste licenziarlo”, poi ci va giù pesante, “è complice di questo delitto alla democrazia (…). Non mi stupirei quindi – visto che persino in Gran Bretagna si sono scandalizzati per il suo comportamento ai limiti e, si può pensare
legittimamente, anche oltre i limiti della Costituzione -, se qualcuno in Italia ne chiedesse l’impeachment.”
Con le seguenti parole pronunciate a Strasburgo, invece, l’eurodeputato inglese Farage si è rivolto al Presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy, lamentando un deficit nella legittimazione democratica delle istituzioni europee, e paventando al contempo una deriva delle stesse in senso oligarchico, a discapito di tutti i popoli europei.

“Ci è stato detto che quando avremmo avuto un presidente, avremmo visto una gigante e globale figura politica: un leader politico per 500 milioni di persone, l’uomo che deve rappresentare noi tutti sulla scena mondiale, l’uomo con un lavoro così importante che, naturalmente, è pagato più del presidente Obama. Be’, ho paura che quello che abbiamo avuto sia lei. E mi dispiace, ma dopo la sua precedente performance – e non voglio essere scortese, ma sa, onestamente, lei ha il carisma di uno straccio umido e la presenza di un impiegato di banca di basso grado – le rivolgo una domanda a nome di tutti noi. Chi è lei? Io personalmente non ho mai sentito parlare di lei, nessuno in Europa ha mai sentito parlare di lei; le chiedo, signor Presidente, chi l’ha votata? Con quale meccanismo?” Nel momento in cui si alzavano le proteste, Farage ha risposto continuando a rivolgersi al presidente:
“Lo so, voi non apprezzate la democrazia; con quale meccanismo noi europei possiamo allontanare lei da questo Parlamento? È questa la democrazia europea?
Ritengo, tuttavia, che lei sia competente e astuto e pericoloso. Non ho dubbi sul fatto che sia sua intenzione disintegrare in silenzio la democrazia e gli stati sovrani in Europa, sembra che lei abbia un odio verso la stessa esistenza di stati sovrani.”

Farage non ha mai esitato, nei suoi discorsi, ad attaccare in maniera diretta chiunque ritenesse responsabile della crisi dei paesi europei, denunciandone le cause ed i colpevoli, come quando fece sfoggio di tutto il suo temperamento per denunciare che:

“Ci troviamo nel bel mezzo di una crisi economica e umanitaria, ed il Presidente della Commissione non è qui; a proposito: neanche Van Rompuy è qui. Poco importa, perché loro non sono pronti ad ascoltare alcun argomento, nè a partecipare ad alcun dibattito. Loro hanno solo intenzione di seguire il loro sogno degli Stati Uniti d’Europa. Si preparano a commettere un suicidio per l’intero continente. E domani sera Mr Van Rompuy ha indetto un altro vertice durante il quale presenterà una strategia per la crescita ed il lavoro. Signori deputati, rappresentanti dei popoli europei di destra e di sinistra, abbiamo già ascoltato queste parole. Ricordatevi che l’euro stesso avrebbe dovuto creare crescita e lavoro, ed alla fine ha distrutto entrambe le cose. Il rimedio che ci hanno proposto sta peggiorando le cose, è come un medico che sta uccidendo il paziente, e vuole aumentare ancora le dosi di quella stessa cura. È una follia. Non ascoltate quelli che vi diranno che l’unica alternativa per la Grecia è di restare nella zona euro. Tutti i leader dicono che dobbiamo mantenere la Grecia nell’euro: se esce, il cielo ci cadrà sulla testa.
Non è vero, avrà qualche settimana difficile, ma poi le cose si calmeranno. Ci sarà un boom nel turismo, gli investimenti faranno il loro ritorno in Grecia, le innovazioni ritorneranno in Grecia, quando la gente comincerà a produrre per battere le
costose importazioni. La Grecia fuori dalla zona euro potrà essere un’ispirazione per la Spagna, per il Portogallo e per molte altre nazioni. Noi dobbiamo riconoscere il terribile errore che abbiamo commesso, dobbiamo rimediare, dobbiamo ridare speranza alla gente, perché quello che abbiamo oggi è solo una profonda disperazione. Tutti noi ci ricordiamo dell’ex farmacista di settantasette anni che si è suicidato davanti al Parlamento greco, ma è solo una persona di fronte ad una catastrofe umanitaria che si sta espandendo. C’è un grande aumento dei suicidi in Italia ed in Grecia, particolarmente tra le persone che hanno piccole aziende e tra coloro che non sanno come uscire dai loro problemi. Un numero sempre più grande di bambini abbandonati davanti alle chiese perché i genitori non possono nutrirli.
I nostri dirigenti sono troppo poco sensibili per ascoltare questi discorsi e prestare la dovuta attenzione, voi potete invece fare qualcosa, perché io ho parlato con voi, e so che in molti siete d’accordo con me, quindi voi potete alzarvi e dire: dobbiamo finirla con l’euro, dobbiamo restaurare la democrazia, dobbiamo restaurare la dignità umana, dobbiamo ignorare Barroso e Van Rompuy che hanno loro stessi provato che avevano torto. Noi dobbiamo dare speranza alla gente.”

Il 6 maggio 2010 – badate bene alla data, perché era proprio il giorno delle elezioni generali in Inghilterra – a poco più di due mesi di distanza dai discorsi al vetriolo pronunciati a Strasburgo dal leader del partito indipendentista inglese, accadde che proprio lui, Nigel Farage, fu vittima di un “incidente”con il suo bimotore, che si è letteralmente capovolto dieci minuti dopo aver spiccato il volo. A bordo del veicolo c’erano solo l’europarlamentare ed il pilota, usciti miracolosamente illesi. Non sono chiare le cause dell’incidente. Come abbiamo visto, due uomini che si sono scagliati contro i leader dell’Unione Europea con i loro discorsi e con le azioni politiche, Farage ed Orbán, sono stati entrambi vittime di strani incidenti, ma, fortunatamente, entrambi sono miracolosamente sopravvissuti, deludendo, forse, le aspettative di chi li avrebbe voluti definitivamente fuori dai giochi.

Non spetta a me parlare di attentati piuttosto che di incidenti, e preferisco attenermi alla cronaca dei fatti senza esprimere la mia personale idea al riguardo, ma questi due casi, se non altro, dimostrano che qualcosa di divino è al servizio della giustizia e della verità. Onore a Viktor Orbán e Nigel Farage, aspettando in Italia la nostra lanterna nel buio.

Tratto dal libro “Azzannate le iene” di Francesco Amodeo http://www.francescoamodeo.net

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