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SECONDO APPUNTAMENTO DEL SANGEMINI CLASSIC IL 9 LUGLIO, COMMENTI ED EMOZIONI

di Francesco Angellotti (AG.RF 11.07.2019)

(riverflash) – È importante osservare la direzione che prende l’Evoluzione Storica, per non farsi circuire e lasciarsi ricondurre entro le fila di una Società che, intrapresa una parabola autolesionista, la mantiene informe fino a conclusione.

   Occhio, quindi, alle Manifestazioni come quelle che si stanno svolgendo a Sangemini, in cui il discorso musicale è impostato in maniera da coinvolgere il pathos dei partecipanti, nella loro espressione e nella loro dinamica.

   La tematica presentata viene espressa in modo bellissimo e trascinante, porgendo all’ascolto le Musiche più rifinite ed interessanti, che hanno impostato messaggi umani, scandendo l’impostazione della Vita. Eppure, i Grandi Musicisti che hanno dato vita a questo Festival, hanno espresso con senso dinamico la loro bravura, perché hanno condotto sulle vie dell’Arte tanti giovani allievi d’accademia: oramai capaci di suonare perfettamente i più grandi Autori, ed ora, dopo aver impostato con scioltezza gli spartiti correttamente, manca solo l’interpretazione artistica.

   Certo, musicisti da 12 a 15 anni, non possono aver già fatto proprio un bagaglio interpretativo personale; e meno male, perché svolgere questo passaggio troppo presto avrebbe voluto dire che non si si sarebbero impadroniti ancora delle Basi per poter entrare nelle Note.

   E questo è quel che ci vuole: i bravissimi Allievi hanno esaltato le loro capacità, condotti da grandi Artisti, professori in Centri Musicali importanti, in tutt’ Italia.

   La serata è iniziata con un racconto sull’evoluzione dello strumento del pianoforte. Dal clavicembalo, la tastiera a coda iniziò ad essere concepito alla fine del ‘700; ma il “saggista,compositore,clavicembalista e cantante” GINO NAPPO, ne ha parlato da quando sono state concepite le musiche sui tasti; ed è risalito fino a Pitagora (nato a Samo nel 569 a.C.n.); ma importanti sono state tutte le evoluzioni narrate, fino alla sua costruzione ancor prima del XIX secolo, che suscitò un po’ di diffidenza da parte di grandi Compositori tipo Joan Sebastian Bach, che ha fatto stupendi concerti per organo, ed Franz Joseph Haydn, che ha dato uno spunto essenziale a Beethoven. Però ambedue i musicisti citati, che sono solo 2 grandi in una folta schiera di scettici, sono stati coinvolti dalla nuova scoperta, perché, per esempio, Bach lasciò molti spartiti volti ad istruire allievi ai tasti, tra cui anche i suoi figli; ed erano al pianoforte. Ma questo solo per dire, perché lo strumento a coda si è imposto presto, ed i concerti per pianoforte sono veramente Bellissimi. Ed hanno iniziato subito gli allievi, interpretando brani di grandi compositori: Baldassarre Galluppi (18-10-1706), M. Vanto di cui è stato interpretato un “largo”, il succitato Joan Sebastian Bach, Wolfgang Amadeus Mozart (Salisburgo (27-1-1756). Quest’ultimo brano è stato suonato dia a Terni. Ma il maestro, dopo aver ascoltato un brano di Beethoven che ha composto il languido “Addio al piano” suonato  da un ala PIER NARCISO MASI: maestro dei maestri, perché è stato l’istruttore della conduttrice VIRNA LIURNI , diventata sua seguace dopo aver finito l’Accademlievo, ha stretto il cuore con una delle composizioni più famose. “Al chiaro di luna”, che è un punto fermo di Beethoven.

   Il compositore clavicembalista e saggista GINO NAPO, si è presentato dall’inizio con una dettagliata storia del pianoforte, ma con tono di burla, la moglie dell’espositore, SERENELLA ISIDORI (regista, attrice, cantante, istruttrice d’Accademia), nascosta dietro un telo, portava una nota di colore con le composizioni che son sua Arte per tradizione: calando la mano nei burattini da lei cuciti, discorreva con GINO porgendo dubbi e sembrando esser colta da scetticismo; una tattica brillante e divertente, per portare naturalmente gli spettatori a capire qual’è l’importanza da attribuire alla Musica e all’Arte.

   Bellissimo che le interpretazioni dei giovani fossero rappresentate da 3 ragazzi che mimavano i suoni ascoltati. A pensarci bene, la musica produce movimento, e l’espressione è unita. Questi 3 giovini, studiosi di 3 specialità diverse della Break Dance, andavano a tempo dei brani eseguiti con un’abilità incredibile; un’agilità ed un’espressività veramente stupefacente, pur rispettando i 3 generi di scuola che distinguevano l’esposizione. E con sorriso simpatico, dopo la rappresentazione, i 3 interpreti hanno detto che su basi impostate, si son mossi istintivamente, seguendo ognuno la propria preparazione; inserendosi negli spazi e cercando d’agevolare l’ottica, che non era sempre facilitata per tutti. Bravissimi questi 3 ballerini che hanno messo in luce, con tattiche atletiche agilissime, come la Musica, entrando nel Cuore, porti ad una espressione di “Movimento”, in quanto tutte le Arti si riuniscono al singolare, esprimendo l’Arte.

   Altre esecuzioni al piano sono seguite, ed i particolari erano senz’ altro avvincenti. Gli Autori presentati sono stati quelli che hanno trasportato un basilare contenuto, evidenziando sentimento e spirito creativo: Friederyk Chopin (Zelazowa Wole in Polonia 22-2-1810), che ha svolto composizioni per pianoforte uniche; Robert Schumann (Zwickau, tedesco, 8-6-1810 e notate la concomitanza delle date di nascita di questi due autori ora citati); Erik Satie (Honfleur, un francese molto avanguardista 17-5-1866); Claude Debussy (Sain Germain in Francia 22-8-1862); il polacco Zilcher Valse (1855); Rachmaninoff (Starorussky, un russo che si è naturalizzato America 28-3-1943); Johann Strauss (quindi il figlio, Monaco ma anch’egli trasferito negli USA 11-6-1864). E’ stata data vita, sulle note diversissime di questi autori, ad un entusiasmo  che ha condotto gli allievi della maestra LIURNI (Accademia musicale di Firenze ed organizzatrice del Festival) ad esprimersi non in un modo specifico, ma in una maniera che comprendeva tutte le doti proprie d’ogni giovane allievo: la musica, la danza, le interpretazioni solistiche ed a gruppi: pianoforte suonato a 4 mani, poi a 6, addirittura ad 8; ma il massimo è stata un’esecuzione a 10 mani: ovviamente con 3 strumenti, uno a coda e 2, diversi tra loro, elettrici.

La maestra VIRNA LIURNI ed il compositore che ha composto anche Jazz, ROBERTO CIAMMARUGHI si sono mostrati bravissimi, non solo nella loro arte alla tastiera che è cosa quasi scontata, ma nel condurre tutti gli allievi in un’armonia ed un insieme interpretativo che ha entusiasmato tutto il pubblico, non separati con palchi o gradini dalla scena.

   Unica cosa che poteva essere più sviluppata, era la specialità delle percussioni, condotta dal magico GIACOMO SEBASTIANELLI. I giovani pianisti, che hanno dato lustro alla danza cambiando a turno le posizioni di scena, si sono fatti sentire anche alle percussioni. Disposti in ordine, col maestro dietro, hanno fatto una bellissima lezione, cercando i tempi e l’intensità del suono, che veniva articolata iniziando con un ritmo delicato, ma si arricchiva portando allegria. Alfine tutto l’insieme dei vari suoni, che era partito con timidezza finendo entusiastico, è stato coordinato da SEBASTIANELLI che si era posto con le sue percussioni dietro il gruppo diviso per 2; ed è stato un momento molto appassionante. Sarebbe stato il momento giusto per GIACOMO di lanciarsi in un a-solo, perché l’euforia di tutto il pubblico era alle stelle; ma SEBASTIANELLI si è riservato dal trascinare la scena, già giunta all’apice dell’entusiasmo. Lo aspetteremo alla prossima esibizione!.

   L’Evento è stato tanto eccitante da poterne scrivere ancora un’Enciclopedia, avendo stralciato tanto, forse troppo.

   L’indirizzo intrapreso è palesemente errato, perché non arriverà mai ad essere omogeneo per la Collettività. Per cui, appare naturale che un Cambiamento sia essenziale: del modo di Vita, d’ Unione e Collaborazione. Non si possono creare contrasti per ottenere Dominio, ma è evidente che si deve cercare l’ Operosità e la Scienza per sviluppare il Progresso. E non ci mettiamo a fare esempi perché superflui; basta non cominciare a dire: sì, ma …

   Ma una cosa dobbiamo rilevarla, ed è stata già accennata all’inizio.

 Siamo in un’Epoca in cui i Punti Fissi ed i Dati Dogmatici si sono sfaldati: a livello Sociale, Morale, Personale e Comunitario Quel che apparentemente si cerca di fare, è Raddrizzare la Situazione, mettendo una toppa di qua, una pecetta di là, ricucendo gli strappi, rammendando gli orli, e la coperta rimarrà scoperta se non ai piedi, senz’altro al capo. Perché non è come attuato che si può conformare un Sistema adeguato per attuare un’Evoluzione corretta e progressista: semplicemente Umana.

   La Musica è l’Arte che tende ad Unire; a parte quella svolta nelle Grandi Rappresentazioni negli enormi Teatri; perché all’Olympia de Paris o al Metropolitan di New York si arriva a proporre  il massimo dell’Arte,  con tutti i particolari espressi in modo superbo; però chi esegue sul Palco è sempre diviso dal Pubblico, che segue e batte le mani, ma le 2 schiere sono separate.

   L’attualità vuole che l’Arte filtri nelle persone che la partecipano; anche se non eseguono, perché sono gli interpreti che svolgono la Composizione; che, però, viene condivisa ed arricchita da chi si trova vicino all’Artista che esegue percependo l’umore irradiato dai presenti. Funziona così anche alla Scala ed in tutti i Grandi Posti d’esecuzione; ma la separazione tra Interpreti e Pubblico e Netta.

   Questo è il significato delle serate come vengono tenute nel SANGEMINI CLASSIC,  che propone il Massimo del Contenuto Artistico per condividerlo con il pubblico che è accorso, per unire i Valori che vengono proposti dai Suoni, che sono l’espressione più profonda e sensibile di ogni Uomo.

“La musica è superiore a qualsiasi scienza e filosofia” : Ludwig van Beethoven

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