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ROYAL WEDDING: IL PRINCIPE HARRY E MEGHAN MARKLE HANNO PRONUNCIATO IL SI’ E SONO UFFICIALMENTE MARITO E MOGLIE

AG.RF.(redazione).20.05.2018

“riverflash” – In una cornice da sogno, davanti all’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, nella St. George Chapel del castello di Windsor, il principe Harry e l’attrice americana Meghan Markle hanno pronunciato il fatidico sì: “i will” ha detto Henry, mentre la neo sposa, non ha pronunciato la “classica” formula di obbedienza, mentre lo sposo si lasciava andare alla commozione. Harry, 33 anni, sesto in linea di successione al trono britannico, è arrivato in chiesa, accompagnato dal fratello William, suo testimone e ambedue indossavano l’alta uniforme militare dei Blues and Royals. Meghan, 36 anni è giunta con la madre a bordo di una Rolls Rolls Royce Phantom, bellissima nel suo abito bianco “semplice” (dalle linee semplici), con un bellissimo strascico di pizzo e una tiara sul capo, ornata di diamanti ed è stata accompagnata all’altare dal principe Carlo. Particolarmente suggestivo è stato il coro di un gospel americano che ha intonato la celebre “Stand by me”, seguito dall’animato sermone del vescovo episcopale di Chicago, Michael Curry, incentrato sulla forza dell’amore. E in qualche modo ieri c’è stata una piccola “rivoluzione” dell’etichetta: non è stata dunque pronunciata la “formula classica”, Williams ha indossato la fede ed è stato il primo della famiglia a farlo, decidendo di indossarla sempre (mentre gli uomini della famiglia reale non portano la fede per tradizione) e i due sposi sono usciti dalla Chiesa per mano rompendo e cambiando di fatto, anche questa tradizione. Alla fine della cerimonia, tutti i presenti alle nozze reali, Harry e Meghan compresi, hanno cantato l’inno britannico “Dio salvi la Regina” e sempre come tradizione, l’unica a non cantare è stata la regina stessa. Poi gli sposi si sono avviati fuori dalla Chiesa, baciandosi all’uscita. Marito e moglie sono saliti infine su una carrozza scoperta, un landeau, a bordo del quale attraverseranno le vie di Windsor salutando la folla. Erano poi previsti due ricevimenti: uno al castello per i 600 ospiti nella St. George Hall offerto dalla Regina Elisabetta e un secondo in serata, per “soli” 200 ospiti a Frogmore House, offerto dal Principe Carlo. La regina Elisabetta, accompagnata dal marito Filippo, era come sempre elegantissima, non ha tradito particolari emozioni ed ha insignito gli sposi, del titolo di duca e duchessa di Sussex. Particolarmente emozionante è stato il sermone pronunciato dal reverendo afroamericano, Michael Curry, (fortemente impegnato contro le discriminazioni razziali), sul potere dell’amore: “Dobbiamo scoprire il potere dell’amore, il potere redentore dell’amore e quando lo faremo renderemo nuovo questo vecchio mondo”, ha detto il reverendo, convinto del fatto che il potere dell’amore sia in grado di aiutare e guarire tutti i mali. Infine, gli sposi non hanno voluto regali di nozze, ma hanno chiesto donazioni per una serie di enti benefici. La lista di sette associazioni è stata diffusa il 9 aprile da Kensington Palace, che ha sottolineato come nessuna di queste sia direttamente collegata agli sposi. Fra le organizzazioni c’è anche Crisis, principale ente benefico britannico per i senza tetto. E la favola ha così avuto inizio…

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