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L’ITALIA È IL SECONDO PAESE PIU’ CORROTTO D’EUROPA

corruzione in europaAG.RF 11.07.2016

(riverflash) – L’Italia è, dopo la Bulgaria, il Paese più corrotto d’Europa. A livello mondiale si posiziona al 61esimo posto. Lo afferma Transparency International, l’associazione che ogni anno stila la classifica sulla corruzione. Sergio Valentini di Transparency International, ha risposto alle seguenti domande.

– Che cosa è Transparency International?

(SV) Transparency International è la più importante organizzazione per il contrasto alla corruzione nel mondo. In Italia è attiva dal 1993 e stila la classifica di percezione della corruzione, ma anche quelle di chi paga le tangenti e l’effettivo livello di corruzione. Il nostro obiettivo è quello di avere una idea di come i Paesi si muovono nel contrasto della corruzione da un anno all’altro. Vogliamo dare consigli e provocare dei miglioramenti.

– Come si calcola il livello di corruzione in ogni Paese?
(SV) Bisogna distinguere fra l’indice di percezione della corruzione e l’indice di effettivo del pagamento della corruzione stessa. Questa è calcolato per metà sulla base di interviste e commenti di opinion makers, persone che lavorano nel campo amministrativo, per l’altra metà sulla base di analisi che vengono fatte con un metodologia identica in tutto il mondo. Queste due classifiche in Italia non coincidono, ma quello che è peggio in Europa non sono le stesse. Quattro Paesi europei che sono fra i migliori dieci Paesi con il più basso indice di percezione percepita, sono fra i primi 10 posti dei Paesi che pagano più tangenti al mondo. La corruzione è una tassa sulla povertà. Chi paga la mazzetta ha più soldi di chi la riceve. Facciamo dei nomi: Svizzera, Olanda, Germania e Gran Bretagna sono fra i primi posti assoluti per pagamenti di tangenti.

– Come si posiziona l’Italia in questa classifica?
(SV) Male. È il penultimo Paese dell’Unione europea. È pressoché stabile come posizionamento negli ultimi anni, prima però peggiorava, dunque ci sono segnali di miglioramento. Va sottolineato che, da un punto di vista legislativo, l’Italia è nel contrasto alla corruzione molto avanti. Bisogna fare una differenza fra l’obbligo di legge e quella che è la percezione della corruzione in Italia e dell’Italia nel mondo.

– All’Italia serve un piano speciale contro la corruzione?
(SV) Probabilmente all’Italia serve una applicazione rigorosa delle leggi esistenti. Che poi ci sia una sottovalutazione della criminalità in tutta Europa è un dato di fatto visto che ogni Paese la misura e la verifica in modo diverso. E devo ammettere che l’iniziativa del Movimento 5 Stelle porta all’attenzione la transazionalità delle filiere criminali.

– Cosa bisogna fare?
(SV) Quello che manca oggi è un serio sistema di reporting che tuteli chi lancia l’allarme, che in inglese si chiama whisteblowing, i cosiddetti lanciatori di allerta. Chi ha il coraggio di parlare, anche se in passato ha avuto dei problemi, deve essere protetto dalle ritorsioni. Questo oggi in Italia non è credibile.

– Come deve essere protetto il whisteblower?
(SV) Con l’anonimato assoluto. Con la possibilità di fornire dati oggettivi e inoppugnabili e consentendo di avere un sistema di doppio controllo – il sistema di check and balance britannico – perché a volte chi riceve la segnalazione è implicato. Di norma chi ẻ più in alto conosce meglio le dinamiche corruttive di chi è in basso.

Fonte: Il Blog delle Stelle

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