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LA TRAVIATA di Giuseppe Verdi al teatro Manini di Narni

di Francesco Angellotti (AG.RF 29.07.2018)

(riverflash) – Un’espressione Artistica così importante, preparata con perfezione e precisione così dettagliata, non poteva non volgere al termine che in maniera Grandiosa. Così, sabato 28 luglio, è andata in scena una delle Opere più famose di Giuseppe Verdi: “La Traviata”.

   All’esordio, si narra ora con ironia, l’esecuzione non ebbe affatto successo. Infatti, debuttando nel 1853 al teatro La Fenice di Venezia, sembrò essere assimilata un po’ freddamente nel 1° atto. Ma quando la Trama entrò più nel dramma e nel tormento, il pubblico non ebbe una bella impressione; stesso Verdi riconobbe “il Fiasco”, che imputò, più che alla morale oscurantista dell’Alta Borghesia, soprattutto a un’Orchestra inadeguata ed ai Cantanti che non erano portati a sostenere la Parte: nelle qualità canore e nella presenza fisica.

   Ma dopo diversi frammenti, tagliati e storpiati per non oltrepassare quel che era ammesso dal Convenzionale, in vari Teatri, l’Opera intera ebbe nuova rappresentazione, sempre a Venezia, e fu un Gran Successo.

   Da allora, dire La Traviata è dire Giuseppe Verdi. Anche perché la Mentalità del Pubblico si è allargata, capendo certe problematiche, che non bisogna giudicare aprioristicamente, perché ricche di retroscena che bisogna valutare.

   Seguendo la linea dell’evoluzione lanciata da Verdi, c’è stata una introduzione all’Opera prima della sua rappresentazione al Teatro Manini di Narni,da parte degli Organizzatori, che hanno studiato come renderla attuale.

   I temi sono diversi, ed è interessante studiarli per capire ov’è diretta l’attuale Impostazione Culturale.

   Prima cosa, la scena non si svolge a Parigi, ma a New York, se pur in un fantomatico “Hotel Parigi” di incerta collocazione. Inoltre la Trama è attuale, perché non si svolge nella Parigi Aristocratica della Belle Epoque, ma in America in un Hotel di lusso: come sono da quelle parti, niente a che vedere con una certa tradizione.

   Lo stupore di un cambiamento così “artefatto” si può placare, inserendo l’esecuzione nell’Attualità. C’è da dire che la Trama, la Musica ed il Canto sono avvenuti nel modo e nella forma trascritta da Verdi, come ha apprezzato lo straordinario chitarrista Umberto Realino di cui avremmo riportato del suo bellissimo concerto a Sangemini; casomai un po’ tagliata, perché in origine l’Opera è di 3 atti, mentre se ne sono eseguiti 2; ma perfettamente, come è stata scritta; ed il contenuto, nella trama e nella musica, è stato rispettato fino al dettaglio. A parte un intermezzo recitativo, ma molto ben riuscito ed adeguato alla scena, che ha aumentato il Pathos struggente del dramma, adombrato in modo latente prima di irrompere.

     Però, a chi avrebbe voluto attribuire il Senso di quanto scritto su un certo ambiente ed in una certa città, è stato chiarito che certi messaggi Non hanno Tempo, Non essendo delimitati dallo Spazio. E’ il concetto che bisogna apprendere, riguarda la composizione che ha il suo Valore: Sempre ed Ovunque.

   Un altro particolare è stato messo in rilievo: l’Organizzazione e la Regia erano state eseguite da 2 Donne.

   Ci fa molto piacere, ma avremmo voluto solo constatare cosa erano capaci di fare, queste 2 donne. Certo, noi Uomini nella Società abbiamo dominato, fino a portare la condizione del Mondo ad essere precaria, al limite della sopravvivenza; ma io penso che non basta essere Donna per ricevere applausi, soprattutto se si inserisce nel Sistema ideato e stabilito da noi Uomini. Certo, le Donne hanno una sensibilità ed una capacità di ricezione e percezione spiccata e diversa; allora è interessante la loro proposta; soprattutto affrontando una Trama come esaminata in quest’Opera. Perché, obbiettivamente, la psicologia ed il Dramma Interiore di una Donna è stato considerato sempre da Uomini; mentre invece, adesso, era una Donna che analizzava il comportamento della Protagonista. Così ha messo in evidenza lo stato psichico alterato fino alla schizofrenia; e quando non è stato più possibile mascherare il male incipiente che velava tatticamente, è crollata in una Crisi Esistenzialista che ha sconvolto l’Uomo che Amava, il Padre, il Dottore, la Governnate, tutti quelli che hanno potuto partecipare ai risvolti di un male tenuto nascosto: nell’Alta Società della Belle Epoque, che a Narni era diventata la benestante New York.

   Ore 21,00 ed inizia l’esecuzione. Così era previsto, ma guarda caso tra il pubblico c’è sempre qualcuno che crede di dover essere atteso, per permettere che il Mondo prosegua nella sua rotazione. Infatti, in un Teatro che da 700 è stato ricomposto a 350 posti a sedere, ogni poltrona era nominale, perché si è dovuta prenotare la presenza, che non poteva essere contenuta Oltre. E meno male che son riuscito a fermare il posto in tempo, perché molte persone avrebbero voluto assistere, ma Teatro stracolmo.

   Il giudizio dell’Opera resa in 2 atti è Ottimo. I Cantanti, tutti stranieri tranne uno, che hanno preparato la rappresentazione in sole 3 settimane, erano bravissimi: tutti. Anche se, mi permettete, i protagonisti hanno avuto un ruolo evidenziato con Grande Arte: Violetta (soprano Devony Smith), Alfredo Germont (tenore Victor Starsky), Giorgio Germont (beritono Hyung Joo Eom), non nominiamo gli altri, che sono stati comunque bravissimi, nei diversi ruoli.

   L’Orchestra del Narnia Festival ha eseguito lo spartito in modo veramente eccellente; soprattutto perché nel Teatro lo spazio era sufficiente solo per ospitare 10 strumenti, dato che c’era anche 1 pianoforte; e qualche musicista doveva stare attento quando si alzava, per non sbattere la testa al palco, sotto a cui s’era infilato. Ma nonostante questo limite, la musica di Verdi veramente è stata esaltata nell’esecuzione, fino ad esaltare il cuore.

   Buona la direzione della bella signora Audrey Saint-Gil, che aveva già diretto quest’Opera a New York, ma era una “Prima” italiana. La caratteristica era quella che, più che dare i Tempi, armonizzava la musica; ma ogni direttore ha la sua caratteristica nell’esecuzione, e con un Orchestra di soli 10 elementi, seguire l’armonia dei passi musicali, può essere la soluzione più riuscita. Infatti il risultato è stato Ottimo.

   Una innovazione è stata eseguita, non nella trama ma nella scenografia.

   Durante tutta l’Opera, sullo sfondo c’era un letto velato da un lenzuolo trasparente, su cui era seduta il simbolo di Violetta malata; che ha recitato un intramezzo drammatico, in cui veniva dichiarata l’ angoscia e la contraddittoria situazione del personaggio, che fingeva nella Società nella sua professione d’entreneuse, ma dentro il morbo la consumava. Parlando all’intervallo dopo il 1° atto con la figlia di Debussy, che fu interpretata da Claudia Natale, che senza costume da ragazzina ha potuto mostrare la sua bellissima personalità, che ho avuto difficoltà nel riconoscere, questo ruolo sembrava troppo statico, e si supponeva avvenisse uno svolgimento. Infatti, nel 2° tempo, c’è stata la svolta  di questa bivalenza nella personalità. Violetta, malata, si era rifugiata nel letto, ma si disperava perché rifiutava un Destino che sentiva arrivare, nell’angoscia. Invece Violetta malata, uscita dal letto, si abbandonava nelle braccia d’Alfredo, perché aveva bisogno d’essere sorretta dal suo Amore. Ed è stata questa una espressione riuscitissima della evidente bivalenza della Personalità di Violetta, che si struggeva nella contraddizione, cercando quel che sentiva di perdere. Ed alla fine, un po’ diversamente che nella trama dell’Opera, Violetta viene colta da crisi d’isteria violenta nel letto ove, messa in ginocchio, strapazza il cuscino, però d’improvviso s’accascia e muore: the End.  

   Bellissimo ed importante il significato di questo Narnia Festival; che ha portato la Cultura in tutti gli spettacoli, di cui la maggior parte gratis, offerti ad un pubblico che si è appassionato; speriamo si divulghi la ricerca di far capire qual è il Contenuto che dovrebbe essere assunto, per ritrovare il senso di cui dovremmo investirci per arricchirci del significato d’essere Uomini.

   A tutti gli interpreti ci si è potuto avvicinare, non sono Mostri Sacri, ed è bellissimo scoprire che insieme si può riuscire nell’esecuzione di un contenuto che sviluppa la Ragione dell’Essere.

   Domenica 29 luglio conclusione con una Fiaba Musicale basata su “Il Barbiere di Siviglia” di Giacomo Rossini; ancora sabato 8 dicembre, nella Basilica del Sacro Cuore ai Parioli di Roma, avverrà un Concerto dei Vincitori del Concorso Internazionale “Olimpiadi della Musica”; che se vi scappa, potrete recarvi ad ascoltarlo mercoledì 30 gennaio, presso il National Opera Center of America, a New York; ove, sempre a New York ma nel Weili Recital Hall at Carmegie Hall, il 13 marzo si porterà una “Fantasia Italiana”, in cui sarà ascoltato un saggio di come siamo i più Grandi Esecutori Artistici, suonando  i due interpreti tanto ascoltati a Narni: Cristiana Pegoraro e Lorenzo Porzio.

   Fate presto per la prenotazione dei biglietti dell’aereo; poi va a finire che sono esauriti e dovrete trovarli con una Compagnia che non conoscete.

 

Ci scusiamo per il ritardo dovuto a una nostra errata lettura delle abitudini delle persone. In piena estate, con le città bollenti per l’afa, avevamo pensato che ci sarebbe stata una meritata pausa per chi ha lavorato tutto l’anno. Ad agosto chiude il Parlamento, è fermo il campionato di calcio, sono chiusi molti teatri. Non pensavamo che a Narni, in piena estate, si esibissero star internazionali della musica e non le abbiamo considerato nel piano ferie. Ci scusiamo per il ritardo, dovuto ai nostri errori.

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