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Fan Zeng e l’arte della conciliazione

Michelangelo

Ritratto di Michelangelo

di Sabrina Sciabica (AG. RF. 17.07.2015)

(riverflash) – Fan Zeng è riconosciuto a livello internazionale come uno dei più apprezzati artisti cinesi contemporanei. Le sue opere sono state esposte nei più prestigiosi musei del mondo e le quotazioni dei suoi dipinti sono altissime. L’Italia ospita per la prima volta al Vittoriano la personale dedicata al maestro: “Fan Zeng, la sinfonia delle civiltà”, realizzata da Comunicare Organizzando, in cui ammiriamo opere di rara bellezza che mostrano un artista completo, contemporaneo ma classico, innovativo e tradizionale allo stesso tempo.

Caratteristica che salta subito all’occhio è la presenza della scrittura all’interno dei quadri. Questo è il primo  collegamento di Fan Zeng con la sua cultura, in quanto nella tradizione occidentale raramente un pittore crea qualcosa di diverso da un quadro; in oriente, invece, l’artista completo è esperto nelle tre arti della calligrafia, della pittura e della poesia.  Fan Zeng, nato a Nantong 77 anni fa, è appassionato di storia e filosofia. È professore e capo del Dipartimento di Pittura Cinese all’Università di Pechino, proviene da una famiglia di intellettuali e letterati ed è autore di oltre 100 libri. Da abile calligrafo, sottolinea il valore estetico dei segni cinesi spiegando in un’intervista che, come di Beethoven amiamo l’Eroica senza sapere a chi è dedicata, allo stesso modo il pubblico europeo apprezzerà gli ideogrammi anche senza capirne la traduzione. In particolare, nella mostra al Vittoriano, 4 opere sono dedicate a Le quattro arti degli intellettuali classici cinesi, ovvero la calligrafia, la pittura, il gioco del Go e suonare il Guquin. Un intero piano è dedicato, ancora, all’arte calligrafica con i poemi dell’artista e testi composti dai suoi illustri antenati nell’elegante calligrafia dello stesso Fan Zeng.

Sempre riprendendo l’uso orientale, il maestro utilizza la tecnica della pittura a inchiostro, come nella più antica pittura cinese, a differenza degli oli usati dagli occidentali. A tal proposito spiega che fu proprio questa la caratteristica che elevò l’arte cinese. Gli orientali hanno avuto una così vasta conoscenza dell’inchiostro, nella creazione di innumerevoli effetti e sfumature – a secco, bagnato, concentrato, liquido per citarne solo alcune – da padroneggiare una tecnica tutta loro che ha fatto della pittura cinese un’arte impareggiabile e soprattutto immediatamente riconoscibile. All’ingresso della prima Sala sono esposti materiali usati dall’artista e spiccano pennelli di varie dimensioni e ben più grossi di quelli che siamo abituati a vedere in occidente.

Al di là di ogni tecnicismo, il maestro ci sorprende per la ritrattistica: nel percorso espositivo figure intere emergono dal bianco della carta. Pochi tratti per disegnare il corpo, sono invece molto curate le linee del viso, dettagliato ed espressivo. Occhi eloquenti, sia nei personaggi della mitologia cinese (Gli 8 immortali ad esempio) che nei grandi europei (e qui si ammirano Marco Polo, Victor Hugo, Rodin e Balzac, Einstein e tanti altri). Scelto come emblema della mostra troneggia un barbuto Michelangelo, punto di riferimento fondamentale per Fan Zeng. In primo luogo in quanto artista completo perché fu scultore, pittore, architetto, poeta. Inoltre, l’arte del maestro cinese mostra come, a livello internazionale, il Rinascimento Italiano – incontenibile laboratorio di geni –  sia stato fonte di ispirazione primaria. L’arte di Fan Zeng, nella sua tecnica che mira all’essenziale, nella volontà di ritrarre il carattere principale del soggetto, nella figura dal tratto preciso, in quegli sguardi comunicativi ma, allo stesso tempo, rivolti verso un misterioso infinito, riprende tutti gli elementi rinascimentali. Tende, senza dubbio, a quell’ impareggiabile capacità di immortale un personaggio, di fissare elementi che diventano eterni ed eterei che fu dei nostri Raffaello, Leonardo, Michelangelo.

Notiamo, ancora, l’abilità nel ritrarre gli animali, sempre caratterizzati da sguardi acuti. Ciò denota un ritorno al classico e al naturale, elementi che hanno portato la Critica a definire lo stile di Fan Zeng come Neoclassico. Si prenda ad esempio lo splendido inchiostro su carta dal titolo Animare il drago dipingendo gli occhi.

Animare il drago dipingendo gli occhi

Animare il drago dipingendo gli occhi

Per la purezza delle linee e le forme essenziali, il maestro dimostra una matura semplicità e una profonda saggezza che lo hanno fatto apprezzare in tutta l’Europa: è stato recentemente decorato della Legione d’Onore dall’ex presidente Sarkozy. L’Unesco gli ha attribuito la carica di Ambasciatore Speciale del Multiculturalismo. Viene definito, inoltre, l’ultimo pittore della Cina classica e il primo dei contemporanei in quanto la sua arte è una personalissima riscrittura dei classici orientali.

Fan Zeng sembra essere dotato della meravigliosa e rara arte della conciliazione, tra passato e presente, tra tradizione e innovazione, tra oriente e occidente, tra uomo e natura, tra disegno e scrittura, tra vari universi che si ricongiungono in una finale eterna armonia.

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