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CORONAVIRUS: RICOVERI IN CALO, SEGNALI DI OTTIMISMO MA NON E’FINITA

AG.RF.(redazione).25.02.2022

“riverflash” – Scende ancora il numero dei ricoveri per Covid in Italia per la quarta settimana di fila. I pazienti sono diminuiti del 12% nell’ultima settimana. Ciò è quanto emerge dalla rilevazione Fiaso negli ospedali sentinella del 22 febbraio. Nei reparti ordinari il calo dei pazienti si attesta al 12,6%, mentre nelle terapie intensive, dove una settimana fa c’era stata una significativa riduzione del 25%, è stato molto più lieve, pari al 3,8%. Negli ospedali del Nord i ricoveri, sia nei reparti ordinari sia nelle rianimazioni, sono diminuiti del 14%; nelle strutture del Centro sono scesi del 10%, al Sud del 12%.

“Nei reparti ordinari i ricoverati ‘con Covid’, ovvero pazienti con infezione accertata da Sars-Cov-2 ma senza segni clinici, radiografici e laboratoristici di interessamento polmonare, e ricoverati per altre patologie, costituiscono il 42% del totale. In rianimazione la percentuale dei pazienti ‘con Covid’ sale al 28% (la settimana scorsa era al 23%): si tratta per il 44% di pazienti con malattie croniche di tipo internistico (diabete, malattie respiratorie, cardiopatie) in fase di scompenso, per il 20% di ricoveri per ischemia o emorragie del cuore o del cervello e per i restanti casi di traumi e interventi chirurgici indifferibili. Di contro, i pazienti ‘per Covid’ nelle terapie intensive sono il 72% e proprio tra coloro che hanno sviluppato sindromi respiratorie e polmonari e sono finiti in rianimazione il 78% è non vaccinato, o comunque in ritardo rispetto alla tempistica delle tre dosi: un dato che evidenzia il ruolo protettivo svolto dalla vaccinazione e dai booster, soprattutto tra i soggetti fragili”, ha sottolineato  Fiaso.

In Italia c’è quindi “una netta discesa per i ricoveri dei pazienti pediatrici, la percentuale di ospedalizzazioni si è ridotta in una settimana del 36%”, evidenzia il report nel focus sui pazienti pediatrici monitorati nei 4 ospedali pediatrici e nei reparti di pediatria degli ospedali sentinella che aderiscono alla rete Fiaso. “Il 57% ha tra 0 e 4 anni, il 23% tra 5 e 11 anni, il 20% tra 12 e 18 anni. In particolare i neonati, da 0 a 6 mesi, costituiscono il 19% del totale e tra di loro il 31% ha entrambi i genitori non vaccinati”, secondo il report. Rispetto a questi dati c’è ottimismo, anche se l’ epidemia non è ancora finita: “Il virus, pur essendo meno aggressivo e non provocando gravi conseguenze grazie all’alta copertura vaccinale, circola ancora largamente tra la popolazione  e ne è prova l’alto numero di pazienti che arrivano in ospedale per curare altre patologie ma vengono trovati positivi al tampone pre-ricovero, per questo occorre ancora grande prudenza. Questo, però, è il momento di disegnare una strategia per affrontare i prossimi mesi e per evitare di essere impreparati il prossimo autunno con la ripresa delle condizioni più favorevoli alla diffusione dei contagi delle patologie respiratorie e la prevedibile riduzione dell’efficacia vaccinale”.”A distanza di due anni, abbiamo ancora uno sguardo rivolto alla pandemia con la quarta dose per i fragili e tumorali, ma negli ospedali l’obiettivo su cui stiamo lavorando è riprendere in carico le patologie croniche e rimettere al centro la prevenzione”, ha dichiarato Carlo Nicora, vicepresidente Fiaso e direttore dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano.

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