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BULLISMO, LA PIAGA DEL SECOLO. ECCO COME ACCORGERSI SE TUO FIGLIO NE E’ VITTIMA

BULLI

AG.(RF).15.03.2017

“riverflash” – Il bullismo è diventato ormai, una piaga sociale dilagante e sempre più spesso ne sono vittime ragazzi comuni, sicuramente fragili e sensibili e per questo facili “prede” per il branco in cerca di divertimento. Ne è testimonianza il caso di Vigevano, dove un 15enne è stato costretto a subire reiterate angherie e violenze sessuali da parte di un gruppo di compagni di scuola, ora rinchiusi in un carcere minorile. Ma qual è l’identikit del “bullo” e quali sono i segni da non sottovalutare? Il giovane, facile preda dei bulli è generalmente un insicuro, plagiabile e condizionabile,  che nella maggior parte dei casi, non ha la forza di raccontare ciò che succede e soprattutto, non ha la forza di chiedere aiuto, accettando quindi passivamente i soprusi e le violenze dei “bulli” che, con il loro comportamento, portano “le vittime” a soffrire di una vera e propria psicopatologia che può diventare sempre più pesante, perché questi ragazzi appunto, non solo non hanno la forza per chiedere aiuto, ma sono anche passivi rispetto alle minacce dei persecutori che gli impediscono di parlare con ulteriori minacce, dando così vita a un circolo vizioso. Ma quali sono i segnali da tenere maggiormente sotto controllo, i cosiddetti campanelli d’allarme che ci inducono a ipotizzare che nostro figlio sia vittima di bullismo? Il primo segnale è  l’isolamento sociale: un ragazzo che viene isolato dal gruppo e tenuto al di fuori delle attività socializzanti della scuola e fuori dai circuiti degli appuntamenti e delle feste. E ci si può facilmente accorgere di questo perché il giovane si dimostra triste e disagiato, non ha voglia di uscire e assume un umore di tipo crepuscolare. Tutto ciò è indice di disagio e non va sottovalutato, come anche un eccessivo aumento di peso o dimagrimento, che indicano aspetti di bulimia e depressione che non vanno assolutamente sottovalutati. In questo caso, è opportuno programmare subito una visita da uno psicologo, in grado di capire i problemi del ragazzo, aiutarlo ad aprirsi e intervenire prima che sia  troppo tardi.

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