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ROMA: RIFIUTI, MERCOLEDÌ 21 SCADE LA PROROGA PER MALAGROTTA

Giacomo Gabrielli Ag.Toiati Discarica di Malagrotta.di Andrea Pranovi (AG.RF. 18.05.2014) (ore 12,38) (riverflash) – Si fa sempre più delicata la vicenda dei rifiuti della capitale. Il 21 maggio, infatti, scadrà l’ultima proroga per l’utilizzo degli impianti di trattamento meccanico biologico di Malagrotta e del tritovagliatore di Rocca Cencia, sottoposti ad un provvedimento di interdizione firmato dal prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro. Nei giorni scorsi era circolata la voce di un possibile decreto legge del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti che avrebbe autorizzato il presidente della Regione Lazio o il sindaco di Roma a requisire gli impianti, ma al momento non è stato approvato.

Ama e il consorzio Colari, che gestisce i tre impianti, hanno trovato un accordo per il ruolo di fiduciario, che è stato affidato a Luigi De Sena, ex prefetto di Reggio Calabria. De Sena avrà la delega per operare sul conto concorrente sul quale Ama verserà al Colari i corrispettivi per l’opera prestata dal 21 febbraio, data in cui entrò in vigore l’ordinanza del sindaco Marino. Il Tar del Lazio ha fissato per il 26 giugno la discussione di merito sui ricorsi presentai dal Colari e da Pontina Ambiente contro i provvedimenti interdittivi. In un comunicato stampa, il neo presidente del consorzio Candido Saioni ha dichiarato: “utilizzando un Provvedimento Antimafia in relazione al quale, di fronte ad un preciso ordine del Giudice Amministrativo, non è stato presentato il benché minimo o remoto elemento probatorio, l’Ama prefigura un percorso di rimonopolizzazione pubblica che è contraria, non solo alla normativa comunitaria, ma anche alle attuali tendenze politico-legislative”.

In un’intervista al quotidiano Il Tempo, Manlio Cerroni, storico patron della dicarica di Malagrotta, ha parlato dell’inchiesta che lo vede coinvolto: “quel che è stato fatto ai miei danni è un complotto in piena regola finalizzato a scipparmi il business dei rifiuti che gestisco da una vita”. Dietro il complotto, secondo Cerroni, ci sarebbe “un mix di politica, giudiziaria, alta finanza. Si sono dovuti impegnare parecchio a far fuori il Supremo che persino in Australia è riconosicuto urbi et orbi imparadigmabile”. Sui rapporti con la politica Cerroni ha affermato: “provate a trovare un altro nel mondo, un altro imprenditore dei rifiuti che abbia smaltito quello che l’Italia produce in cinque anni, cioè 150 milioni di tonnellate. Lo spazio per il business me lo sono creato da solo, perché trattare rifiuti è sempre stato il mio mestiere. Ho avuto rapporti con tutti, presidenti, ministri, assessori, consiglieri, erano loro che non potevano dire di “no” alle mie proposte. Erano loro che mi chiedevano di trovare soluzioni alternative, erano loro che mi dovevano pagare, non io pagare loro”.

Intanto i radicali hanno presentato un esposto alla Corte dei Conti denunciando un presunto danno erariale di almeno 55 milioni di euro per gli scarsi livelli di raccolta differenziata a Roma. Il periodo al quale fa riferimento l’esposto, come spiegato dal consigliere comunale Riccardo Magi, è quello compreso tra il 2003 e il 2012, in cui la città è stata amministrata da Veltroni e Alemanno. Secondo i dati di Ama, la percentuale di raccolta differenziata è salita dal 10,75% del 2003 al 25,66% del 2012, meno di quanto previsto dal decreto Ronchi del 1997. Nell’esposto, che si basa una sentenza della Corte dei Conti della Liguria di maggio 2013, la stima del danno erariale è conteggiata tenendo i considerazione i costi dell’ecotassa regionale per il materiale che sarebbe dovuto essere oggetto di raccolta differenziata e non lo è stato e l’addizionale del 20% su tale ecotassa.

In merito ai siti per lo smaltimento dei rifiuti, giovedì scorso Il Tempo.it ha riportato la notizia secondo la quale sarebbe in fase di studio la realizzazione di un nuovo ecodistretto nei pressi di Cesano, su terreni di proprietà del Vaticano, con il quale sarebbero già in corso le trattative. “È una delle ipotesi”, ha commentato il presidente dell’Ama Daniele Fortini, che, a margine della presentazione della seconda edizione del volume Rifiuti, una questione non risolta, ha dichiarato: “abbiamo interpellato tutti i presidenti dei municipi, per ovvie ragioni ad esclusione di quello del centro storico, che sono impegnati a trovare aree e terreni dove potere edificare questa strumentazione di supporto per la raccolta differenziata».

Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente del XV Municipio Daniele Torquati: “come al solito il centrodestra del XV municipio ha un comportamento ridicolo ed oltremodo irresponsabile e come avvenuto per la vicenda dell’arsenico getta nel panico la nostra comunità senza avere la minima contezza di quanto viene detto. Sono state volutamente e coscientemente travisate le parole del Presidente dell’Ama Daniele Fortini (pronunciate tra l’altro all’interno di una conferenza stampa per la presentazione di un libro), che non ha mai parlato di ‘discarica’ ed ha oltretutto smentito il fatto che nuove discariche potranno essere costruite nel Comune di Roma”. Secondo quanto sostenuto da Torquati, “non c’e’ nulla di ufficiale, non c’è stata alcuna riunione e non è stata indicata nessuna area. Di vero c’è solamente che ci stiamo adoperando per trovare delle aree per le isole ecologiche, come quella dell’Olgiata, che accolgano materiali riciclabili e grandi oggetti affinchè si possa realizzare la raccolta differenziata e dare un’opportunità in piu’ ai cittadini per conferire i materiali ingombranti al fine di contrastare il fenomeno delle discariche abusive”.

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