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UN SICILIANO A SYDNEY: IL PITTORE GIUSEPPE MODICA ALL’ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA

 

1melanconia_cielo_di_nottedi Sabrina Sciabica (AG. RF. 13.12.2016)

(riverflash) – I colori mediterranei arrivano in Australia con la mostra di Giuseppe Modica, dal titolo Atelier di luce e di memoria, l’evento di chiusura dell’anno dell’Istituto Italiano di Cultura di Sydney.

Sono in tutto 15 le tele del pittore siciliano che rimarranno esposte fino al 31 gennaio 2017, ulteriore riconoscimento del suo apprezzato talento.

Nato in una cittadina di provincia (Mazara del Vallo 1953), è attualmente insegnante di pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. Ha esposto in prestigiose location italiane ed estere come il Complesso del Vittoriano a Roma, il Palazzo dei Diamanti a Ferrara, oltre che la galleria parigina Sifrein e nella città di Chong Qing in Cina.

Modica usa, sovente, linee geometriche in quadri dai colori tenui, con sfumature che vanno da un celeste chiaro, all’azzurro vivace, al blu profondo. Talvolta c’è la luce dell’alba, talvolta la notte, ma sempre in un’atmosfera sospesa. Luoghi deserti, di un tempo senza tempo, che richiamano il metafisico per eccellenza Giorgio de Chirico.

Caratteristica più esaltata dalla critica è la sua capacità di coniugare tradizione e innovazione. Infatti il maestro siciliano mette a fuoco il suo personalissimo stile in cui reinventa una realtà opposta a quella consueta, partendo da elementi concreti. Essi possono essere il mare, oppure le architetture, come nelle opere dedicate alla città eterna – una tela su Roma è esposta a Sydney e una fa parte, con altre due opere, della celebre Collezione d’Arte della Farnesina.

Con la sua geniale creatività, l’artista dà vita a paesaggi mistici e silenzi metafisici –  spesso nelle tele non c’è alcuna presenza umana –  in cui il tempo rimane in attesa e aleggia un soffio di malinconia – come in Melanconia, cielo di notte. 

Altro tema caro all’artista è quello della memoria: è frequente il riferimento alla classicità così come alle proprie radici. Nell’Omaggio ad Antonello (Annunciata) vediamo delle bifore arabeggianti verso l’infinità di un cielo solcato da morbide nuvole, e un quadro alla parete. Si tratta di una citazione del dipinto ad olio di Antonello da Messina L’annunciata di Palermo, esposto oggi al museo di Palazzo Abatellis nel capoluogo siciliano.

2omaggio_ad_antonello

Soggetto ricorrente nelle sue opere è l’atelier, luogo di meditazione e di creazione. L’artista ci mostra gli strumenti del mestiere: il cavalletto, le cornici, e un cubo irregolare che, oltre che elemento tipico dell’autore, è un richiamo a Dürer, anch’essi avvolti in un alone di mistero, accentuato dalla luce magica e da riflessi, specchi, simmetrie.

L’arte italiana, dunque, continuerà a stupire il pubblico dall’altra parte del mondo, grazie a questo “navigatore solitario”, come è stato definito, in quanto non omologabile alle consuete categorie di genere, tanto che Claudio Strinati lo descrive come “un artista che procede in costante sviluppo, con esemplare coerenza e continuità, sul filo di un tema visivo che è sempre lo stesso ma si moltiplica e si scompone in una miriade di idee nuove.”

3 R.Rag.(MR)Studium 2016 olio tela 130x162 copia

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