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UMBRIA GREEN FESTIVAL – QUATTRO GIORNI PER AGGIUSTARE IL MONDO

di Francesco Angellotti (AG.RF 08.10.2019)

(riverflash) – Le iniziative prese anche quest’anno da Umbria Green, sono di tal livello per capire che la Ricerca e i Valori adatti a cambiare le sorti della Terra devono entrare nella Cultura Popolare; questo non significa che, per essere alla portata di tutti, bisogna scadere nell’importanza delle testimonianze; invece bisogna offrire a tutte le Classi Sociali le materie per approfondire, onde far in modo che la Conoscenza si elabori, e non rimanga chiusa nella banalità.

   Abbiamo già parlato della serata inaugurale, e siamo grati alla Redazione che ha capito quanto la notizia coinvolga la realtà di tutti i lettori.

   L’importanza delle giornate seguenti è stata entusiasmante, partecipando a tanti incontri, che rappresentano la testimonianza dell’Uomo che vuol essere artefice del Cambiamento. Da rifiutare se frutto d’ignoranza, ma da conoscere e seguire quando guidato da Studio e Valori.

   Esperti e Tecnici hanno partecipato agli incontri, che avevano molte tematiche da svolgere, per indirizzare insieme verso lo sviluppo e la salvaguardia della Terra, che già si trova in precaria situazione; ma se pur sarà impossibile riportare le condizioni a come sarebbero state modificate da una normale evoluzione planetaria, si potrà tamponare la Crisi: anche perché, continuando così, la Fine delle forme di Vita è prossima

   Gli appuntamenti hanno avuto sede tra Terni, Narni e Todi; molto spazio è stato dato ai giovani e ai giovanissimi, perché quel che lasceremo nelle loro mani non sarà una situazione facile da affrontare; almeno è utile renderli coscienti del retroscena che troveranno incombente. Casomai sarebbe opportuno un po’ meno di paternalismo; ma i “piccoli”  son trattati da “piccoli”.

   Diversi professori hanno illustrato sul tema “Gli impatti socio-economici dei mutamenti ambientali e climatici in atto”. Gli strumenti d’avanguardia sono diventati imprescindibili nel verificare che i cambiamenti, che seguivano la  Storia tumultuosa ma plasmata nelle Ere, sta avendo un improvviso sconvolgimento climatico, dovuto a fattori accessori indotti dal “Progresso”; sarà necessario tamponarlo onde non oltrepassare il limite già raggiunto. Ed è stato bravissimo Fabrizio Luciani nella chiara spiegazione. La prof.ssa Silvia Tobia è partita dal Pliocene per far capire i cambiamenti che hanno portato alla Foresta Fossile; quindi il motivo che ha scatenato i cambiamenti climatici negli ultimi milioni d’anni, che sarebbero i tempi naturali per cambiamenti atmosferici; mentre il nostro apporto fa avvenire mutazioni quasi nell’istante. Partendo da quanto illustrato, Massimo Manini ha chiarito sulle esigenze che sono alla Base del mantenimento della Foresta Fossile. Quindi Adria Faraone è risalita di 1.500.000 anni fa, per tornare ad una natura rigogliosa in cui la vita, tra gli Enormi e gl’infinitesimamente piccoli animali, si evolveva in un regolare equilibrio.

   Tornati all’attualità, arrivano le note dolenti; Paola Salvati ha valutato quanto sia grave, sotto il profilo economico, il disastro geo-ecologico; e ha dovuto fare anche, chiaramente, un quadro necessario per studiare il caso, che non è trascurabile. Ma noi che stiamo in Italia, è giusto ci venga detto quali rischi  corriamo; Marco Modica ha reso noto che finalmente c’è uno strumento, il “disaster risk management”,  che consente valutazioni in proposito; che se, però, arrivasse più a tempo dove non si può prevedere, tante sciagure forse non accadrebbero.

  Cristina Montesi ha posto un problema collegato ai cambiamenti climatici, di cui  traggono conseguenza diretta i cambiamenti economici; in fondo per un principio logico,  sono irrefrenabili, anche se non sarebbero naturali dato che sono indotti.

   Un’immagine imprevista è stata lanciata da Angela Borghesi, che ha lasciato a bocca aperta mostrando quanto può essere attiva con le sue doti la Clorofilla.

   Nessuno si aspettava una sfilata di Moda; quindi le ragazze dell’Istituto Pertini di Terni sono sfilate in una maniera non abituale; hanno fatto sfilare la Moda Giapponese con una grazia ed una attrattiva dell’immagine, veramente affascinante; ben condotte dallo stilista prof. Canolla.

   La sera, tutti al Teatro Secci; l’originalità e la forza del messaggio lanciato, non poteva essere meglio asserito che dalla musica di Beethoven. Il  trio Metamorphosi è composto da Mario Loguercio al violino, Francesco Papicelli alla violoncello, il fratello Angelo che coordina la Filarmonica Umbra, al pianoforte; hanno accompagnato con tre sonate la voce melodiosa ma imponente e disperata di Ilaria Falini, che dopo un preambolo introduttivo, ha specificato il tema sul disastro avvenuto a Seveso (che credo Voi ricordiate); le denunce sono state gravi e dirette; per chi non ha prevenuto il fatto e per chi ha trascurato l’avvenimento, che non si poteva sperare che si dileguasse in una Nuvola di Fumo, ma è stata la più Grossa Sciagura in Europa. A questo testo elaborato da Fulvio Pepe, la musica migliore da accostare era senz’altro quella di Beethoven. Le note che passavano dal sommesso delicato allo svelto tempestoso, per tornare con dolcezza al lento soffuso, che si scatena nell’andante con moto. Tutto con una linearità ovvia, non si avverte il cambiamento di toni, perché i passaggi sono armonici e consequenziali; eppure fortissimi nel loro significato, che non lasciano alternative ma trascinano in un’atmosfera romantica: che fu la corrente dominante all’epoca di Beethoven, nella quale s’immedesimò il musicista, andando però ben oltre. Certo, un autore del genere, deve essere interpretato in modo di trasmettere lo Spirito delle composizioni; ed il trio Metamorfosi ha donato a tutto il pubblico un significato intenso alla trama raccontata da Ilaria Falini, che ha trascinato dal Dramma al Pathos.

   E’ importante che la Cultura dell’Ambiente venga assimilata fin da quando si è giovani, dato che si è comunemente vittime delle mistificazioni del Consumismo; così il prof. Giovanni Mazzitelli ha spronato al ragionamento i bimbi della scuola del Comune di Terni, i quali è importante assumano maturità nell’inquadrare un argomento che non è didascalico, ma Vitale.

   Scendendo dalla Sala Videoconferenze al Caffè Letterario, il tema trattava quanto i nuovi impianti industriali abbiano portato a pericolosi cambiamenti climatici. Un tema di questo livello doveva essere esplicato da chi conosce bene la materia trattata, che rischia di subire il ruolo di notizia di cronaca. Anche l’Assessore all’Ambiente, la sig.ra Salvati, ha introdotto con passione la tematica, presentando come relatore nientepopodimeno che il premio Nobel per la Pace 2007 Riccardo Valentini. La sua analisi indubbiamente è stata dettagliata e specifica della situazione: com’era, com’è e alla fine come dovremmo cercare di fare che sia. I cambiamenti indotti non permetteranno di riportare le condizioni ad uno stadio originario, come quando le disfunzioni create hanno causato improvvise reazioni violente. Ma dopo un’accurata analisi di quel che abbiamo mutato nel naturale ciclo, il prof. Valentini ha chiarito quali saranno le norme che bisognerà rispettare per far in modo che il degrado si arresti; perché se così non avverrà, le conseguenze saranno molto gravi tra breve tempo; e questo, anche se non è stato detto dal professore, dovrebbero capirlo alcuni Capi di Governo, che stanno facendo a gara tra chi assume la predominanza come Forza Distruttiva Nucleare, cercando di primeggiare  distruggendo il Mondo, oltre agli avversari che non sono molto più teneri.

Per chiarire il concetto, importante è stato l’intervento di Francesca Dini, che ha chiarito come il Cambiamento Climatico sia grave nell’impatto sulla Vegetazione.

UMBRIA GREEN FESTIVAL   – seconda parte

   Continuiamo ad illustrare su alcuni interventi documentari lanciati durante l’organizzazione delle giornate Umbria Green, sperando d’essere riusciti a mettere in luce la problematica che grava su tutto il Mondo.

   La sera di sabato, sempre al Caffè Letterario, la Poesia ha fatto ingresso con Sandro Veronesi, che ha illustrato il suo lungo excursus in cui ha assorbito da tante matrici, apparentemente diverse, ma con un ceppo comune alla radice. Partito dalla Facoltà di Ingegneria, si è laureato ma non ha mai esercitato la professione, perchè ha trovato strada nella letteratura; approfondendo nel settore, si è introdotto nella Poesia, di cui presentava il libro “La Serra dei Poeti”. Questi 3 particolari artistici, sono uniti da uno stesso filo di ragionamento; in quanto attraverso le regole imparate all’Università, Veronesi ha capito alcune differenze letterarie; constatando che un romanzo è più articolato, mentre invece nella poesia un profondo contenuto si racchiude in una sola parola, al limite in un’espressione. E questo ha riservato all’autore un inaspettato successo. Poi,conoscendo il mercante d’Arte Giordano Gori che aveva una grandissima residenza vicino Prato, è stato ingaggiato per edificare una costruzione che offrisse la vista ad Opere d’Arte, ma fosse resistente alle intemperie: come non lo era stata la piantagione d’olivi che fu distrutta da scrosci di pioggia. L’offerta di primo impatto sembrò assurda a Veronesi; ma, tornando in macchina, ricordò una formula che studiò all’inizio presso la Facoltà: se avesse realizzato un “Paraboloide Iperbolico”, che è uno delle prime lezioni insegnate all’Università, avrebbe risolto la situazione: erigendolo in un luogo adatto all’esposizione, che garantiva stabilità a gravi interventi atmosferici, con una vista che aveva tutte le proprietà necessarie. Col tempo necessario, e l’aiuto dei tecnici che conosceva, lo scrittore e poeta ha realizzato un Paraboloide Iperbolico nell’azienda del suo amico vicino Prato, che ha una importanza unica, pur non esigendo studi troppo approfonditi. Ed importante è stato piantare intorno Cipressi, che affondano le radici in direzione verticale, e non disturbano provocando sommosse orizzontali. Importante la disposizione simbolica di questi alberi disposti in 4 filari; che trasmettono l’idea dell’espressione plastica del concetto fisico di “resistenza per forma”, interpretata come Poesia, che assuma l’immagine di un Simbolo Universale di Resistenza per Forma.

   Quel che abbiamo narrato già basterebbe per lodare le iniziative prese per svolgere il Festival Umbria Green, perchè chiaro è il livello dell’apporto tecnico documentario. Ma quel che abbiamo potuto presentare è solo una piccola parte di tutta la manifestazione, che si è svolta in  contemporanea tra Terni, Todi e Narni; con incontri a questo livello, che potrete Voi giudicare.

   Infatti la conclusione del Festival si è svolta non solo a Narni, ove ha avuto ambito un Raduno Interregionale della Mobilità Elettrica; e si è quindi sostenuta la realizzazione della Mobilità Sostenibile, alla quale dovrebbe essere abbinato un nuovo stile di Vita. Importanti le presenze per illustrare questa tematica, dall’assessore all’ambiente ed alla mobilità Alfonso Morelli, al primo ricercatore presso i Laboratori di Frascati dell’ INFN Giovanni Mazzitelli,  al fisico nucleare, primo ricercatore CNR Valerio Rossi Albertini; oltre all’aministratore Unico Be Charge Paolo Martini, il presidente Infinity Hub Massimiliano Braghin, il presidente Fiab Terni Marco Angeletti, il rappresentante dello Studio Sintagma PUMS Terni-Narni Riccardo Berti Nulli. Il programma ha chiuso il Festival con un dialogo tra il fisico nucleare Valerio Rossi Albertini e Jacopo Fo, che non ha bisogno di presentazioni, ma ha saputo dar senso agli Studi.

   Ma anche, non solo per una  trasferta più comoda, a Città della Pieve, che è in provincia di Perugia ma disterà 1 ora e 1\2 circa da Terni. Nei pressi di questo bellissimo comune, la famiglia Margaritella ha eseguito il progetto Tree Talker, condotto dal professore intervenuto anche a queste giornate di studio Giovanni Testaferri; il che vuol dire che il bosco dell’Azienda è stato seguito e curato, ottenendo riconoscimenti ufficiali a livello europeo. Il segreto qual’è? Il più naturale, ovvero, viene curato nei suoi particolari in modo che vengano alimentate tutte le funzioni che mantengono rigogliose le piante, di cui viene ritardata la longevità. L’impresa ha creato 5 zone diverse, a seconda della tipologia del genere delle piante; certo tutte adatte all’ambiente climatico ed al terreno; inoltre una zona è riservata a sperimentare nuove soluzioni, che servono per lo studio e la conoscenza delle caratteristiche.

   E’ talmente grande questa Azienda, che per visitarla bisogna prenotarsi, e si è condotti da chi è esperto del luogo, che illustra, cammin facendo, le caratteristiche che si sono sviluppate, e gli aiuti per una sana crescita: certo con sistemi Naturali. E’ stata programmata una visita a questo grandioso centro in cui la famiglia Margaritelli ha sviluppato un punto verde selezionato, che si distingue per la sua cura nello sfruttare le forze ambientali con la massima cura verso le sue esigenze. Ammirevole che l’Etica di una scelta del genere voglia che per le visite non si debba pagare il biglietto. Tutto è volto verso la Conoscenza, e l’arricchimento interiore ed umano di coloro che sentono la spinta di condurre un’esistenza secondo Natura; ed è motivo d’affrangersi che questa caratteristica sia diventata un atteggiamento che distingue.

   Eppure siamo arrivati ad un punto che non possiamo non considerare che quel che abbiamo sfasciato, porterà inesorabilmente a catastrofi, di cui la Natura preavverte con indizi significativi. Per cui molti sono i movimenti che strillano allarmati di fermare in tempi brevi la disfatta, che presto incomberà sulla sfasciata perfezione dei Cicli terrestri. Vedi per esempio lo scandalo lanciato in Svezia da Greta, che ha dilagato in tutto il Mondo; l’ atteggiamento subordinato  ha permesso di rendere innocua la protesta, e non c’è stato bisogno di forza per ammansirla, ma è bastato riconoscere la sua Sensatezza. Vediamo, comunque, che le proteste nei riguardi di  questo Sistema dilagano, ed in molti son coloro che si riuniscono per far riscontrare quanto pericolo abbiamo creato; ed in Umbria si è saputo affermare la reazione alla distruzione del Pianeta, rendendo noti gli studi sopra elencati solo in parte, che sono inoppugnabili.

   Il prossimo appuntamento rivolto a questa problematica avverrà a Napoli, ove a Castel dell’Ovo si riuniranno i giovani per considerare quel che è ormai un dato di fatto, onde poter muoversi secondo principi corretti e coordinati; senza sconclusionate manifestazioni di piazza, che aspettano sempre che arriva qualcuno onde muovere le fila, per raddrizzare la situazione; ed abbiamo potuto constatare che viene raddrizzata in modo poco lineare. Da Napoli partirà una protesta che avrà intenzione di essere impostata in modo scientifico, rispettando quel che i vari ruoli potranno assumere come compito. Importante che questa coscienza dilaghi: in Umbria, a Napoli, a Cernobil, a Seveso, in tutto il Mondo ! Perchè è accaduto un avvenimento che dovrebbe farci capire che siamo tutti cittadini: Cittadini del Mondo. In quanto la sua sorte ormai non differisce più tra Regioni, Stati o Continenti. Quel che è stato scatenato coinvolgerà tutta l’Umanità; e ci vogliamo ridurre a disquisire su chi deve e dove?

   Umbria Geen è un’Associazione essenziale per capire che la realtà esce dal valore settario, ma tende all’espressione dell’Individuo come organo della Collettività. E saremo costretti ad unirci per salvare il Mondo, per salvarci Noi; e quando lo capiremo, sarà già troppo tardi.

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