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ULTIMO GIORNO DELLA KERMESSE DEL PD AL LINGOTTO, RENZI: “HANNO PROVATO A DISTRUGGERCI MA NON CI RIUSCIRANNO”

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AG.RF.(redazione).13.03.2017

“riverflash” – Ieri è andato in scena l’ultimo giorno della kermesse del Pd al Lingotto e alla chiusura, affidata a Matteo Renzi, c’erano solo posti in piedi: il padiglione 1 infatti, era strapieno, visto che erano accorsi in migliaia ad ascoltare le proposte dell’ex premier. Il discorso è stato avviato ovviamente, in merito a contenuti, alleanze e rivolto soprattutto ai dissidenti, attaccati duramente da Renzi:  “Non si crea lavoro cantando Bandiera Rossa o facendo il pugno chiuso…”e non è mancata anche una frecciatina a Massimo D’Alema: “Sento parlare di Ulivo da parte di chi lo ha segato dall’interno, avverto apoteosi intorno all’Ulivo da parte di chi ha contribuito a far finire anticipatamente l’esperienza di Romano Prodi”. E mentre la platea si scatena, lui prova a continuare: “Se Prodi fosse stato anche capo del partito oltre che del governo non sarebbe andata così…”. Inoltre, non ha attaccato Pisapia con cui immagina di poter dialogare, anche in nome dell’unica cosa che per ora li avvicina: il garantismo. “Giustizia e non giustizialismo!”, ha ribadito dal palco, mentre Luca Lotti, il ministro e braccio destro indagato per l’inchiesta Consip, lo ascolta in prima fila. “Un cittadino è innocente fino a sentenza passata in giudicato sempre e non a giorni alterni!”. E ancora: “I processi si fanno nei tribunali e non sui giornali, devono giudicare i giudici e non i commentatori; gli articoli sono quelli del codice penale e non quelli dei giornali!”. E a tale proposito, ha anche espresso la sua solidarietà all’”indagata” Virginia Raggi, inviando anche un messaggio ai 5stelle, a Di Maio e Di Battista, invitandoli a rinunciare all’immunità e a “prendersi le querele: venite in tribunale e vediamo chi avrà ragione e chi torto. Vi aspettiamo con affetto… e con gli avvocati”. E poi, sul futuro del Pd: “La partita inizia adesso – dice Renzi – la mozione sarà scritta la prossima settimana, ma c’è il progetto per il Paese. Noi non sappiamo se il futuro è maggioritario o proporzionale, abbiamo le nostre idee, ma dopo il 4 dicembre quel disegno di innovazione istituzionale è più debole, la forza delle nostre idee è il confronto con gli altri e allora vincerà chi sarà più forte in termini di progetti e proposte”. Al Lingotto, in prima fila, c’è anche il premier Gentiloni, citato e ringraziato dall’ex premier e viene anche rilanciata la “vecchia” proposta renziana: “ Le primarie per la scelta del presidente della Commissione europea: dal primo maggio chiederemo questo al Pse. Il prossimo presidente sarà scelto dal popolo: è un passaggio rivoluzionario e lo porterà il Pd”. La presenza di Renzi alla kermesse, in ogni caso, serviva soprattutto per risollevare la sua leadership caduta in disgrazia e i sondaggi infatti, lo vedono in testa. La storia ora, è tutta da riscrivere…

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