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TROVATO L’ACCORDO ALLE ACCIAIERIE DI TERNI, CON 300 OPERAI A CASA CON BUONUSCITA

acciai speciali terni scrittadi Francesco Angellotti – AG.RF 04.12.2014 (ore 22:44)

(riverflash) – Finalmente, dopo una strenua lotta e sacrifici che si risolveranno tra molto tempo, la situazione delle Acciaierie di Terni si è brillantemente risolta: possiamo far festa per una ulteriore vittoria della classe lavoratrice che unita e compatta, saggiamente coordinata dai sindacati, ha raggiunto il traguardo di un’occupazione che rimane fissa.

   Non ci sono stati licenziamenti, si è quindi evitata la grave minaccia che ha mosso le acque. Si è evitato di far saltare 500 posti; anche perchè sono stati convinti circa 300 operai a cessare la collaborazione con la fabbrica, in cambio di una cospicua buonuscita. Quindi il risultato è simile a quello che si minacciava di voler introdurre. Però sono anche state fatte molte promesse riguardo allo sviluppo del settore, che dovrebbe ulteriormente migliorare nella ricerca e nella qualità. Rendiamoci conto che quest’impegni presunti, diminuendo il numero degli occupati, non appare facile da realizzare, ma crediamo nelle promesse perchè così possiamo illuderci che la situazione è risolta.

   Quel che mi fa amaramente sorridere, è che giungono critiche alla mia impostazione sociale, perchè aspiro ad una forma troppo “utopistica” di organizzazione: mentre invece si vuol credere che certe situazioni, il cui risultato è inequivocabilmente una conferma della linea di condotta intrapresa, siano state risolte.

   Buffissimo che ci credano, o per meglio dire, che la gente alla quale portano avanti questa falsità ci creda.

   Il problema non si risolve con la ripresa del lavoro, con 300 posti eliminati con consenso, con un natale che sarà povero ed in cui la recessione si farà sentire dominante. Si è creato, infatti, il risultato che la classe lavoratrice dovrà tirare avanti con maggiori difficoltà, quindi tutto il contesto intorno subirà il clima di ristrettezze in cui si è sprofondati. Se gli operai non hanno disponibilità di spendere 1 cent più del necessario, tutti i negozi non venderanno più; e così dicasi per i locali, gli spettacoli, gli avvenimenti sportivi e culturali, i ristoranti ed i bar… tutti ! Quindi è stato dato un ulteriore limite all’espressione e alla creatività della popolazione alla quale vien tolta anche l’aria per respirare.

   Ci lamentiamo noi nel ternano? Saremmo stolti e presuntuosi.

   E’ l’andamento sociale che sta andando in questa direzione, di cui la situazione nelle fabbriche di Terni  è un’espressione lampante.

   Ciò per dire… quel che già abbiamo detto: è questione di Sistema.

   Così come stiamo andando avanti, procediamo solo verso il declino e l’autodistruzione, a favore dell’immediato profitto di una ristretta schiera di imprenditori, che vogliono creare difficoltà anche a chi le cose le può svolgere in piccolo, e sono costretti a realizzare nel limite sempre più precario e senza osservare  le regole, che sarebbero troppo onerose.

   Abbiamo già detto che così non ci sembra giusto procedere perchè, ammesso che non si voglia pensare al Bene Comune, la direzione intrapresa sembra ci porti al prossimo Disastro. Dato che (ufficialmente) tutti vorrebbero evitarlo, anche se non tutti sono coscienti del limite al quale siamo arrivati affidandosi ad un generico e perdente “tira a Campare, pongo il dubbio sull’efficienza della Politica e delle Strutture, dell’Organizzazione e degli Stati, che si mischiano continuamente in tutta la confusione che hanno creato, attuando ingiustizie, scoordinamenti, tappando a ‘na parte per aprir falle in altri posti, facendo guerre e stragi per aver egemonia sulla Distruzione dell’Uomo, unendosi in lotte e contese che dividono in categorie – classi – fazioni varie, per realizzare progetti limitati e mai collettivi… tutta ‘n ammuina ‘e niente!

   Vi sono alternative concrete, oltre alle chiacchiere logorroiche, ad aver determinanza a quanto mi sembra unica risoluzione, ovvero:

                                          l’ Unità ed l’Eguaglianza del Genere Umano?

 

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