Modello di Autocertificazione
header photo

ingrandisci il testo rimpicciolisci il testo testo normale feed RSS Feed

Trento Film Festival: Genziana d’oro per il miglior film a «LA MONTAGNE MAGIQUE» di Anca Damian

AG.RF 07.05.2016

(riverflash) – La giuria del 64. Trento Film Festival – composta dalla regista cilena Tiziana Panizza Montanari, dalla direttrice del Festival International du Film d’Environnement di Parigi Myriam Gast-Loup, dal direttore della fotografia Thierry Machado, dal documentarista Alberto Fasulo e dallo scalatore professionista e regista statunitense Cedar Wright – dopo aver visionato i 23 film in concorso in un’appassionante settimana di scoperte, viaggi, emozioni forti, ha assegnato oggi i suoi premi, che riflettono la ricchezza della selezione di quest’anno.

È la regista Anca Damian la vincitrice della Genziana d’oro miglior film – Gran Premio “Città di Trento”. La giuria internazionale ha premiato con il riconoscimento più ambito il suo film La Montagne Magique: la storia di Adam Jacek Winkler, fotografo, alpinista e militante politico, narrata in una biografia che abbraccia metà del Novecento. La sua vita avventurosa viene restituita attraverso l’utilizzo di un numero strabiliante di tecniche di animazione, in un incantevole e ipnotico caleidoscopio di eventi che incrociano la sua vicenda personale con la Storia con la S maiuscola. “Quest’opera originale, stravagante, sensibile e intima – si legge nelle motivazioni della giuria – riesce a unire narrazione epica e creazione artistica. Il percorso di vita del protagonista, oltre alla forza di un destino, comprende in sé tutta la complessità dell’essere umano.”

Al commovente K2 – Touching the Sky della regista Eliza Kubarska, è andata la Genziana d’Oro Miglior film di Alpinismo – Premio del Club Alpino italiano. È possibile conciliare i rischi dell’alpinismo con la scelta di diventare genitori? La regista decide di affrontare questa domanda invitando a un trekking fino al campo base del K2 un gruppo di persone accomunate dall’aver perso durante l’infanzia un genitore su quella vetta. “Misurarsi a rischio delle proprie vite sembra rendere gli alpinisti degli eroi…ma non lo sono. Chiedersi cosa lasciano in eredità a coloro che restano, a coloro che subiscono la paura del non ritorno, della solitudine, del vuoto, commuove ancor di più.”

La Genziana d’Oro Miglior film di esplorazione o avventura – Premio “Città di Bolzano” è andata all’epico The Great Alone di Greg Kohs che celebra la figura di Lance Mackey, vincitore per quattro volte consecutive della Iditarod Trail, la celebre corsa di slitte trainate da cani lunga 1868 chilometri. Un film che “risveglia il nostro animo bambino grazie a un corteo di eroi in viaggio verso il Nord, attraverso paesaggi ammalianti avvolti in temperature estreme”.

Le Genziane d’Argento sono state così assegnate: per il miglior contributo tecnico-artistico a Behemoth di Zhao Liang, già in concorso a Venezia e acclamato tra i migliori documentari del 2015, sull’impatto sul paesaggio dell’industria estrattiva e le terribili condizioni di lavoro nelle miniere della Mongolia; per il miglior cortometraggio a Last Base di Aslak Danbolt, sull’ultimo salto di jumping di Joachim che ha perso un amico a seguito di un lancio spericolato.

Il Premio della Giuria se lo è aggiudicato My Love, don’t cross that river di Jin Moyoung, il ritratto della storia d’amore unica tra Byongman Jo e Gyeyeul Kang, coppia di anziani coniugi che vivono fianco a fianco da 76 anni. “Quando si incontrano film unici, si ha la sensazione di aver conosciuto realmente i suoi protagonisti. In questo caso non abbiamo conosciuto non solo due bellissime persone, ma anche il grande amore che in fondo al cuore tutti desideriamo.” Menzione speciale per On the Rim of the Sky di Hongjie Xu, che fotografa il villaggio di Gulu e la minuscola comunità che lo abita, abbarbicata sui monti della provincia cinese del Sichuan. “Attraverso un’analisi intima, ci si avvicina alla realtà dei bambini e dei loro insegnanti e allo stesso tempo si testimonia il cambio irreversibile di uno stile di vita grazie alla forza dell’educazione, dimostrando che le frontiere non sono solo geografiche.

 

PALMARES 2016

Dopo una settimana appassionante di scoperte, viaggi ed emozioni forti sotto ogni aspetto, la giuria ha assegnato i premi ufficiali, che riflettono la ricchezza e la forza della selezione di quest’anno.

 

la montagne magiqueGENZIANA D’ORO MIGLIOR FILM – GRAN PREMIO “CITTA’ DI TRENTO”

LA MONTAGNE MAGIQUE

di Anca Damian (Francia/Polonia/Romania, 2015)

Motivazione

Abbiamo assegnato il Gran Premio a un’opera originale, stravagante, sensibile e intima: La Montagne Magique. Questo film multiforme riesce a unire narrazione epica e creazione artistica. Il percorso di vita di Adam Jacek Winckler, ci ricorda la Storia (con la S maiuscola) e, oltre alla forza di un destino, comprende tutta la complessità dell’essere umano: andare avanti, scegliere, lottare, trovare il proprio posto tra gli uomini e la natura – onnipresente in questo racconto – senza abbandonare i propri ideali, tornare indietro per poi ripartire, accettare la fragilità delle nostre scelte e delle nostre vite. Intrecciando documentario e finzione con la tecnica del découpage, dell’animazione e del collage, il film ci conduce in un viaggio unico attraverso alture quasi mitologiche che racchiudono tutto il misticismo della montagna.

Sinossi

La biografia di Adam Jacek Winkler si dispiega lungo metà del Novecento: rifugiato polacco a Parigi, Adam è fotografo, alpinista e militante politico. La sua vita è un continuo tentativo di superare ogni limite, animato dal desiderio bruciante di dare un significativo contributo alla trasformazione del mondo. Una piega inaspettata arriva nel corso degli anni Ottanta, quando Adam decide di trasformarsi in un cavaliere del ventesimo secolo e, abbandonata la Francia armato di coraggio e passione, parte per combattere a fianco delle truppe di Massoud contro l’Unione Sovietica sulle montagne dell’Afghanistan. Attraverso l’utilizzo di un numero strabiliante di tecniche di animazione, la sua vita avventurosa viene rappresentata come un incantevole e ipnotico caleidoscopio creato da una persona che ha saputo fondere la ricerca della libertà con la febbre dell’avventura.

GENZIANA D’ORO MIGLIOR FILM DI ALPINISMO – PREMIO DEL CLUB ALPINO ITALIANO

K2 – TOUCHING THE SKY

di Eliza Kubarska (Polonia/Germania/Regno Unito, 2015)

Motivazione

Misurarsi a rischio delle proprie vite sembra rendere gli alpinisti degli eroi…ma non lo sono. Chiedersi cosa lasciano in eredità a coloro che restano, a coloro che subiscono la paura del non ritorno, della solitudine, del vuoto, commuove ancor di più. Tornare sui passi dei padri e delle madri scomparsi nella loro conquista dell’inutile, porta i figli rimasti soli ad esplorare le vertigini del ricordo e della mancanza. Il film è testimone elegante e sensibile di questa resilienza.

Sinossi

È possibile conciliare i rischi dell’alpinismo con la scelta di diventare genitori? Ma soprattutto, è giusto decidere di affrontare situazioni potenzialmente molto rischiose, mettendo a repentaglio la propria vita, nel momento in cui c’è un figlio a casa che aspetta? La regista decide di affrontare questa domanda invitando a un trekking fino al campo base del K2 un gruppo di persone accomunate dall’aver perso durante l’infanzia un genitore su quella vetta. La montagna si mostra qui come luogo ultimo, in più sensi: sia come limite estremo a cui tendere, sia come luogo conclusivo di un’esistenza. Attraverso il montaggio di materiali d’archivio, interviste e riprese di questa insolita spedizione, la regista ci interroga sul significato della sfida, della montagna e della genitorialità.

GENZIANA D’ORO MIGLIOR FILM DI ESPLORAZIONE O AVVENTURA – PREMIO “CITTA’ DI BOLZANO”

THE GREAT ALONE

di Greg Kohs (Stati Uniti, 2015)

Motivazione

Sono bastate poche immagini per riportarci alla mente nomi come Seppala, Togo, Balto e quelli dei personaggi di Jack London. The Great Alone risveglia il nostro animo bambino grazie a un corteo di eroi in viaggio verso il Nord, attraverso paesaggi ammalianti avvolti in temperature estreme. Scopriamo così un uomo con la tempra del cercatore d’oro, un individuo ostinato che riesce a farci credere al sogno dell’ultima frontiera. Lace Makey è nato forse nell’epoca sbagliata, ma ha trovato il suo posto nell’immensità dell’Alaska, lontano dagli uomini, avvolto dalla profonda tenerezza dei suoi cani da slitta.

Sinossi

Figlio di uno dei fondatori della Iditarod Trail Sled Dog Race, la celebre corsa di slitte trainate da cani lunga 1868 chilometri, Lance Mackey è cresciuto coltivando gli stessi sogni e le stesse passioni del padre. Superando una lunga serie di ostacoli, tra cui un tumore che lo ha debilitato pesantemente, Lance ha saputo trasformare le difficoltà in una palestra per la sua determinazione, e con un incredibile spirito di abnegazione è riuscito ad arrivare lì dove nemmeno suo padre era arrivato: vincere per quattro volte consecutive la Iditarod Trail e diventare così una leggenda americana.

GENZIANA D’ARGENTO – MIGLIOR CONTRIBUTO TECNICO-ARTISTICO

BEHEMOTH

di Zhao Liang (Francia/Cina, 2015)

Motivazione

Per la straordinaria tecnica visuale nel costruire una riflessione lirica (e poetica) sullo sfruttamento violento dell’uomo contro il suo stesso territorio geografico. Per esser riuscito a stabilire una critica sociale (e politica) con un linguaggio cinematografico elegante e allo stesso tempo poderoso nel quale la luce, l’oscurità e i suoni “industriali” ci trasportano in un inferno dantesco impresso nelle facce sporche di chi paga il prezzo di un’utopia di sviluppo vuota e senza senso.

Sinossi

Le miniere di carbone della regione centrale della Mongolia stanno aprendo uno squarcio profondo all’interno di un paesaggio di abbagliante bellezza. Il rimbombo costante delle esplosioni, le nuvole di polvere, il rumore assordante dei macchinari che si accaniscono senza tregua sul terreno sono il portato dell’industria estrattiva che deve alimentare incessantemente l’espansione edilizia cinese. In questo scenario apocalittico si svolge la vita dei minatori, condannati a lavorare in condizioni disumane e spesso a contrarre gravi malattie respiratorie. Dietro a una devastazione di tale portata, l’occhio Liang Zhao vede stagliarsi la figura mitologica di Behemoth, l’insaziabile creatura biblica, e ricorre ai versi dell’inferno dantesco e al simbolismo di un uomo perduto all’interno del paesaggio.

GENZIANA D’ARGENTO – MIGLIOR CORTOMETRAGGIO

LAST BASE

di Aslak Danbolt (Norvegia, 2014)

Motivazione

Coinvolgente e memorabile, Last Base ci accompagna in un crescendo di tensione nell’attesa dell’ultimo salto di due base-jumper, in ricordo di un compagno scomparso. Una buona regia e un’ottima recitazione fanno di questo film unico un’esperienza piena. Difficile distogliere lo sguardo fino all’ultima scena rivelatrice!

Sinossi

Joachim è un base jumper che per anni ha effettuato lanci spericolati insieme al suo migliore amico, Roger. Ma durante un salto da una montagna, Roger perde la vita. Per Joachim è uno shock, e prima che la sua compagna partorisca il loro primo figlio, vuole dire addio al base jumping e al suo amico scomparso con un ultimo salto. Ma mano a mano che Roger e il suo accompagnatore salgono verso la vetta, tutta una serie di inquietanti segnali inizia ad addensarsi sul loro percorso, ponendo i due amici davanti all’urgenza di una scelta.

PREMIO DELLA GIURIA

MY LOVE, DON’T CROSS THAT RIVER

di Jin Moyoung (Corea del Sud, 2014)

Motivazione

Quando si incontrano film unici, si ha la sensazione di aver conosciuto realmente i suoi protagonisti. In questo caso non solo abbiamo conosciuto due bellissime persone, ma anche il grande amore che in fondo al cuore tutti desideriamo.

Sinossi

Una coppia di coniugi vive fianco a fianco da 76 anni in una casa antichissima. Il vecchio Byongman Jo, ultranovantenne, ha ancora sufficienti energie per trasportare fino a casa la legna per alimentare il camino. Forse il segreto della sua longevità sta nel non aver mai smesso di giocare insieme alla sua sposa: con la neve, con le foglie, con l’acqua. Sua moglie Gyeyeul Kang ha 89 anni e continua a cucinare tre pasti al giorno per suo marito. Entrambi indossano gli abiti tradizionali coreani, vanno al mercato ogni cinque giorni, organizzano pic nic con i vicini e si divertono a ballare. Ma giorno dopo giorno Byongman vede le sue energie scemare e fa sempre più fatica ad alzarsi dal letto. Gyeyeul rimane spesso assorta a fissare in silenzio il ruscello che scorre e si prepara all’ultimo saluto.

MENZIONE SPECIALE DELLA GIURIA

ON THE RIM OF THE SKY

di Hongjie Xu (Germania/Cina, 2014)

Motivazione

Per aver saputo raccontare l’emozionante storia della trasformazione di una scuola di un villaggio isolato sulle montagne della Cina. Attraverso un’analisi intima, ci avvicina alla realtà dei bambini e dei loro insegnanti e allo stesso tempo testimonia il cambio irreversibile di uno stile di vita grazie alla forza dell’educazione, dimostrando che le frontiere non sono solo geografiche.

Sinossi

Il villaggio di Gulu ospita una minuscola comunità che vive abbarbicata sui monti della provincia cinese del Sichuan. Qui esiste una sola scuola elementare e un unico maestro, Shen, che vi lavora come supplente ormai da più di ventisei anni. Un giorno però fa il suo arrivo un giovane, Bao Tangtao, che si fa chiamare Don Quixote. Ai suoi occhi il villaggio di Gulu è un piccolo angolo di utopia, e per questo decide di fermarsi e dare una mano al maestro Shen, come volontario. Ma con il suo arrivo tutto all’interno della scuola e della comunità inizierà a cambiare drammaticamente.

Nessun Commento »

Puoi lasciare una risposta, oppure fare un trackback dal tuo sito.


Vuoi essere il primo a lasciare un commento per questo articolo? Utilizza il modulo sotto..

Lascia un commento


Heads up! You are attempting to upload an invalid image. If saved, this image will not display with your comment.

*