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TASSO DI DISOCCUPAZIONE SCESO A LUGLIO (0,1%), PIL IN AUMENTO (0,3%) MA L’OPPOSIZIONE RESTA SCETTICA

Incoming Italian Prime Minister Matteo Renzi News Conference

AG.RF.(MP).02.09.2015

“riverflash” – I dati Istat, relativi al mese di luglio, esaltano Renzi che canta vittoria perché la disoccupazione è scesa dello 0,1% e il Pil è aumentato di 0,3 punti. L’attuale percentuale del tasso di disoccupazione, ha raggiunto il minimo dal 2013 ed è ora attestato al 12,1% (calcolato su base annua). Quella di luglio è pari al 12,0%, in calo di 0,5 punti percentuali sul mese precedente e di 0,9 punti nei dodici mesi. Il ribasso arriva dopo due aumenti e porta il tasso ai minimi da due anni esatti (era al 12% nel luglio 2013). L’Istat ha poi visto al rialzo la crescita del Pil nel secondo trimestre, portandola a +0,3% (da +0,2%) rispetto al primo trimestre e a +0,7% su base annua (da +0,5%), l’aumento tendenziale più alto da quattro anni (secondo trimestre 2011). “E’ merito delle riforme che abbiamo fatto e che stiamo facendo”, ha commentato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, l’Italia sta cominciando a crescere, grazie al Jobs Act e così la donna del sud riesce a trovare un’occupazione, così come il 50enne riesce ad avere una chance; il mese di settembre è un mese di ripartenza, si torna al lavoro con la giusta carica perché “vantiamo” 44mila occupati in più e 143mila disoccupati in meno”. Ma l’entusiasmo del premier, non è condiviso da tutti: ad iniziare dal  Codacons che trova “incoraggiante” il fatto che ci sia stata una diminuzione del numero di disoccupati in Italia, ma ricorda come il nostro Paese sia “ancora diviso in due sul fronte del lavoro, con un divario territoriale che si allarga sempre di più”. Anche Forza Italia, invita alla prudenza e a tale proposito, Renato Brunetta fa notare: “Oggi l’Istat ha pubblicato i dati mensili sul mercato del lavoro e per il governo Renzi sembra una buona giornata dopo mesi di notizie negative. Tuttavia una lettura meno trionfalistica e più attenta dei numeri dovrebbe indurre alla prudenza. Certamente è importante il calo forte dei disoccupati – quasi 150mila in un dati istatmese – che porta il tasso di disoccupazione al 12%, ma il governo dovrebbe ricordare che il gap con la Germania rimane significativo, visto che lì il tasso di disoccupazione è sotto il 5%; che continuiamo ad avere oltre 3 milioni di disoccupati e ci ha tenuto a sottolineare che il crollo della disoccupazione a luglio, potrebbe solo indicare che molte persone, sfiduciate, non cercano nemmeno più il lavoro. Inoltre, sul versante dell’occupazione i progressi sono minimi, ha aggiunto Brunetta, solo 44mila occupati in più, e recuperano le perdite degli ultimi mesi. Il che significa che l’effetto Jobs act continua ad essere impercettibile, se non per la trasformazione dell’occupazione”. Scettico e prudente, anche il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, il quale ha affermato che “La crescita del Pil dello 0,3% non basta, anche perchè non è merito nostro ma è dovuto solo al dimezzamento del prezzo del petrolio a rafforzamento del dollaro e al Qe; al momento abbiamo fatto le pulizie interne, ora occorre fare le riforme: solo in questo modo potremo far ripartire il Paese”.  Infine, Susanna Camusso, leader della Cgil, ha spiegato che “serve un impegno forte delle istituzioni una capacità di indirizzo e di stimolo dell’economia che ancora non vediamo. Servono imprenditori che sappiano rischiare, innovare, investire, produrre lavoro e reddito. Serve un piano del lavoro che sappia cogliere le opportunità che si presentano e indirizzare un mercato incapace, da solo, di produrre ricchezza in modo stabile ed equilibrato. Al momento, notiamo solo una brutta propaganda che è pericolosa, perché produce solo false illusioni”. Ma nonostante ciò… il Presidente esulta, convinto che da qui, l’Italia stia ripartendo…..

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