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SI’ AI MENU’ VEGANI NELLE SCUOLE: ECCO LE NUOVE REGOLE

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AG.RF.(redazione).14.02.2018

 “riverflash” – Un piccola rivoluzione nelle mense scolastiche: i piccoli studenti di Roma, troveranno ora sulle tavole, anche menù vegani, vegetariani, bio e a chilometro zero. Tutto ciò, grazie all’assemblea capitolina che ha approvato con 25 voti favorevoli e 7 contrari, la delibera 58/2017 del Movimento Cinque Stelle, a prima firma della presidente della commissione Scuola di Roma Capitale, Maria Teresa Zotta (M5S), concernente l’adozione del Regolamento disciplinante il servizio di refezione scolastica nei nidi, nelle sezioni primavera e ponte, nelle scuole per l’infanzia statali e comunali, primarie e secondarie di primo grado del territorio di Roma. Ma come saranno composti questi menu’? Non solo frutta e verdura ma anche cereali e a volte carne, che non verrà bandita dalle tavole. La delibera, ha spiegato Zotta, “riguarda il servizio di ristorazione scolastica che manca a Roma Capitale. E’ un servizio che è parte integrante della formazione scolastica, un servizio che non è di assistenza ma di vera e propria educazione alimentare. Il Miur ha emanato delle linee di indirizzo che delineano questa funzione pedagogica ed educativa della ristorazione, ai fini di evitare scompensi nella crescita del bambino. Un servizio che Roma Capitale già eroga e che però manca di una disciplina”. D’altronde era necessario disciplinare le “diete speciali”, per motivi di salute e religiosi, e l’introduzione dei menu vegetariano e vegano, viene presa in considerazione su richiesta dei genitori e sono stati anche valutati percorsi educativi specifici in grado di educare alla corretta alimentazione. In Aula è intervenuta anche l’assessore capitolino per Scuola, Persona e Comunità solidale, Laura Baldassarre: “Il regolamento interesserà 653 scuole per circa 30 milioni di pasti l’anno, e questo regolamento ci aiuterà a gestire il sistema ancora meglio. Il regolamento dà la possibilità di perseguire i temi della tutela ambientale, con una corretta raccolta differenziata dei materiali post consumo e con il recupero delle eccedenze. Infine permette di garantire la refezione scolastica senza alcuna discriminazione”

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