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A SAN PIETROBURGO IL PIÚ GRANDE MUSEO DELLA STREET ART

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di Maria Michela D’Alessandro (AG.RF. 31.12.2015) (river flash) – A est di San Pietroburgo, in una parte della città “scomoda” ad un qualsiasi turista, c’è un luogo unico nel suo genere: “The Street Art Museum”, il museo della street art, si trova infatti all’interno di una fabbrica di plastica laminata in funzione, la Sloplast. Due storie che si sono unite per caso nell’estate del 2011, quando fu organizzato un graffiti party in uno stabile della fabbrica dismesso dagli anni Novanta. Nel 2012 il museo fu registrato dal Ministero di Giustizia della Federazione Russa come istituzione culturale privata locata proprio nello stesso indirizzo della Sloplast. 

Luoghi di lavoro e di incontro artistico, il museo e la fabbrica sono indubbiamente il risultato della coesione delle etiche industriali post-sovietiche, anche se la tesi principale del progetto non può che essere l’arte perfettamente inserita nel contesto. Lo spazio museale è diviso in due zone separate, uno per l’esposizione permanente, sia all’aperto che al chiuso, l’altro per le mostre temporanee ed eventi più grandi. 

Più di venti lavori hanno la firma di moderni e famosi street artist, come P183, Tima Radya, Kirill Kto, Nikita Nomerz, Escif e tanti altri. Più di undici ettari della zona industriale sono stati “vittime” delle bombolette, utilizzate molto all’interno degli spazi lavorativi.

È decisamente l’estate il periodo prediletto per i lavori artistici nel museo, soprattutto per il clima. Nel 2014, quando il museo aprì per la prima volta le porte al pubblico, l’esposizione “Casus Pacis/ Motive for Peace” coinvolse trenta artisti russi, ventisei ucraini e cinque stranieri provenienti dagli Stati Uniti e dall’Europa, che con i murales sono riusciti a raccontare il momento storico attuale. La mostra fu poi inserita nel programma di “Manifesta 10”, la Biennale Europea di Arte Contemporanea che si svolse proprio a San Pietroburgo in quell’anno. 

L’opportunità di inserire metodi e forme di arte contemporanea all’interno di scenari della strada non è soltanto il criterio principale della prima esposizione, ma anche quello dell’ultimo progetto, “Remember Tomorrow”, iniziata lo scorso 27 giugno e che ha chiamato molti street artist russi a presentare i propri lavori che svelassero qualcosa del domani senza dimenticarsi di rispondere alla domanda “Che dovremmo fare?”

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