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ROMA SEGRETA: ALLA SCOPERTA DI MALBORGHETTO

di Daniele Mulas AG.RF 25.03.2014 – ore 17.32


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Nelle campagne a Nord di Roma, esattamente al diciannovesimo chilometro della Via Flaminia, è situato l’antico Casale di Malborghetto. A prima vista potrebbe sembrare una classica struttura medioevale, ma la vera identità che si cela dietro questo complesso archeologico è molto più antica e intrigante: inglobato nel Casale vi sono i resti di un arco quadrifronte, databile addirittura al IV secolo d.C., in piena epoca romana. Questo arco si poneva all’incrocio tra la via Flaminia e la via Veientana e purtroppo la rivestitura in marmo è andata completamente perduta.

 

Dagli studi effettuati possiamo ricostruire almeno l’assetto architettonico dell’arco: la struttura muraria era in laterizio con dei perni metallici a sostegno delle lastre di marmo che rivestivano l’arco. Il tetrapylon a pianta rettangolare

591px-Arco_di_Toebelmann_01sosteneva un attico a copertura piana che al suo interno era diviso da due muri che creavano tre ambienti comunicanti. Queste descrizioni così dettagliate sono arrivate

fino a noi grazie a Giuliano da Sangallo prima, architetto del Rinascimento, e all’archeologo Fritz Toebelmann poi,

che dopo averlo studiato per anni agli inizi del Novecento, arrivò alla conclusione che l’arco fosse stato edificato prima della fine del IV secolo d.C, grazie alla scoperta di un bollo laterizio dell’età Costantiniana (272 d.C. – 337 d.C.), trovato sotto l’intonaco della volta principale.

La leggenda – L’importanza dello studio di Toebelmann non finisce qui: l’archeologo prima di morire lasciò spunti molto interessanti, in quanto fu il primo a mettere in relazione la discesa delle truppe di Costantino per opporsi a quelle di Massenzio, con la creazione dell’arco. La tradizione cristiana narra di come Costantino si sia accampato proprio in questo luogo prima della battaglia: al tramonto del 27 Ottobre vide nel cielo il segno della croce accompagnato dalla scritta in greco  “Εν Τουτῳ Νικα” (letteralmente: “con questo vinci”, e più comune a noi come “In Hoc Signo Vinces”). Alla visione viene accostato anche un sogno, nel quale Costantino viene chiamato a “far segnare sugli scudi il 

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celeste segno di Dio e di dar battaglia” . Costantino il 28 di Ottobre trionfava sulle truppe di Massenzio, che al tempo stesso moriva nelle gelide acque del Tevere. Nel 315 d.C il senato romano ordinò l’edificazione dell’arco in seguito proprio a questa vittoria.

Da qui in poi Malborghetto subì numerose trasformazioni: da chiesa fortificata del XI secolo, diventò parte dello Stato Pontificio sino al XV secolo. Alla fine del 400′ fu distrutto varie volte durante gli scontri tra i Colonna e gli Orsini che ne volevano il possesso. Poi rimase abbandonato fino alla metà del 500′, finché un erborista milanese che

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risiedeva a Roma, tale Costantino Pietrasanta, lo ristrutturò completamente. L’aspetto attuale è essenzialmente lo stesso che le restaurazioni del Pietrasanta gli hanno conferito, e dopo essere stato anche stazione di posta all’epoca di Papa Pio VI, nel 1982 entrò finalmente a far parte dei Beni del Demanio. Il sito ospita anche un bellissimo Antiquarium, un piccolo museo che espone alcuni importanti ritrovamenti della via Flaminia.

Oggi il complesso del Casale è soprattutto un bellissimo parco in ottimo stato, un ritrovo esclusivo e suggestivo per chi vuole evadere dal caos della periferia romana. Resti di colonne e di marmi antichi sono posati dolcemente sul manto erboso, che durante la primavera si copre di margherite. Alla fine del parco, sotto qualche albero, delle panchine e dei tavolini in pietra danno un fresco rifugio a chi vuole sfuggire dal caldo estivo o a chi semplicemente vuole godere di una vista mozzafiato: all’orizzonte, le colline disegnano un paesaggio incredibile, lo stesso paesaggio guardato secoli prima da uno degli

IMG_8280Imperatori più importanti di Roma, che cambiò radicalmente il volto dell’Impero favorendo l’espansione del Cristianesimo. La leggenda e la storia riempiono gli spazi di questo posto con un alone di mistero; emozioni che colpiscono chi, per la prima volta, viene a conoscenza di una delle tante perle che l’Impero Romano continua a regalarci ancora oggi, a distanza di oltre 2000 anni.

 

 

 

Fotografia: Marco Serafini Amici
Riferimenti storici e archeologici: http://archeoroma.beniculturali.it/siti-archeologici/arco-malborghetto

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