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POLITICI E ZOMBIE

AG.RF.(redazione).02.07.2019

“riverflash” – Sarà che sono invecchiato, sarà che la TV mi ha stufato, soprattutto per queste due cose: i telegiornali e la pubblicità. Insomma, pare ci piglino per scemi e che vogliano farci il lavaggio del cervello. Per ora lasciamo perdere la pubblicità, che vuole indurci a comperare i servizi o i prodotti che dicono loro, parliamo dei telegiornali che, in fondo, vogliono la stessa cosa, ossia farci giudicare buono e giusto quello che vogliono loro, per cui, alle elezioni, daremo il voto a questo o a quel partito, in funzione di quello che ci hanno fatto vedere e, soprattutto, di quello che ci hanno nascosto. Ma avete visto i commenti dei vari politici ai fatti del giorno? Avete notato come siano tutti perfettamente allineati sui dictat del loro partito? Ma, dico, come si fa ad essere così asserviti? Come si fa a non avere un’idea propria? Si vede chiaramente che hanno studiato la lezioncina a memoria, questo accade soprattutto coi commenti del PD e di Forza Italia e, perché no, anche per i deputati di seconda linea del M5S. Quando c’è da commentare le azioni del governo, il PD ribatte sempre allo stesso modo, così come FI. Come non aspettarsi che Berlusconi o le sue accolite dicano: “questo governo fa male al paese, Salvini deve staccare la spina…”. Mentre quelli del PD, più o meno, sono tutti allineati sulle stesse critiche, tant’è che ci si chiede come mai non si mettano d’accordo per fare un partito unico: quello degli zombie, chiamatelo come volete: PDFI, oppure FIPD (che ci sarebbe di male a chiamarlo Partito Democratico, Forza Italia!). Se facessero un partito unico, probabilmente avrebbero la somma dei loro voti attuali, per cui potrebbero incidere meglio quando c’è da approvare le leggi in parlamento. Perché sono ancora separati? OK, una volta Berlusconi era il male per il PD, ma ora il male è diventato il governo attuale per entrambi, per cui, in base al vecchio proverbio che dice che i nemici dei miei amici sono i miei nemici, visto che hanno un nemico in comune, dovrebbero mettersi d’accordo ed evitare di farci ascoltare alla TV i commenti di un parlamentare del PD seguito da quello del parlamentare di FI, che poi dicono le stesse cose. A proposito di FI, ma l’avete vista quella parlamentare di cui non ricordo il nome, ma che ha la pelle della faccia così tirata che non riesce più neppure ad avere un’espressione umana? Secondo me ogni volta che parla lei, FI perde un migliaio di voti. Mi chiedo, ma quanti italiani si immedesimano in una così? Pare un po’ radical scic, un po’ tirata da chirurgia estetica, un po’ troppo distinta e schifiltosa per essere compresa dall’Italiano medio, oltre tutto ormai impoverito da questa crisi voluta e creata dai governi precedenti FI e PD. Poi ci sono le altre di FI, anche loro molto carine e perfette, anche loro ripetono a pappagallo le lezioncine impartite dai leader di partito. A proposito, ma chi sono ora i leader di FI? Berlusconi? Ma come facciamo a fidarci della pochissima saggezza di uno che non sa invecchiare? Uno che si ostina a pitturarsi capelli riportati in testa, ed a voler sembrare quello che non è più? O forse FI prende gli ordini da Brunetta? Anche lui ha fatto il suo tempo, siamo stufi di vedere sempre la stessa gente nel teatrino della nostra politica. Poi c’è il PD e qui Zingaretti la fa da mattatore, parla quasi sempre lui. Forse non si fida dei suoi luogotenenti, per cui, anche lui, è costretto a dire sempre le stesse cose, pare Franco Califano che canta “Tutto il resto è noia”. Ogni volta che parla, anche lui perde un po’ di voti! Perché li perde? Perché è ripetitivo, qualunquista, insomma, pare che non riesca a mettersi in sintonia con l’italiano medio, cosa che invece era riuscita bena a Renzi nel suo primo periodo. Non capiscono questi politici che non esiste solo il linguaggio parlato? Che nella comunicazione esiste tutta un’altra serie di informazioni: il linguaggio del corpo, quello dei gesti, il modo di esprimersi, l’accento, la cadenza, le inflessioni dialettali, la faccia, il modo di vestirsi, ecc.

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