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Perché sono tutti contro l’Italia? Smantella due ricatti: povertà e finanza perpetua

TLB courtesy: 26/10/2018 – Imagoeconomica|

di Guido Salerno Aletta (Editorialista dell’Agenzia Teleborsa)

27.10.2018 – È una sfida senza precedenti, quella lanciata dal governo giallo-verde italiano alle istituzioni europee. La Commissione ha risposto con una lettera durissima. Non fatevi ingannare, la vera questione non è il deficit del 2,4%, e neppure il peggioramento del saldo strutturale che invece doveva essere migliorato, allontanandoci ancora dal pareggio strutturale. Il vero problema non è neppure l’enorme debito pubblico accumulato in questi anni, e reso elefantiaco proprio dalle misure di rigore che ci sono imposte rallentando la crescita.

Il conflitto ha natura ideologica: con la manovra, si incide sulle riforme strutturali che hanno caratterizzato l’asse portante della politica europea di questi anni.

Da una parte si estenderebbero le misure di inclusione con il cosiddetto reddito di cittadinanza, e dall’altra si smantellerebbe la riforma Fornero sulle pensioni.

Si abbattono i due pilastri della politica ordoliberista di questi anni.

Innanzitutto, quello che prevede la creazione di condizioni di povertà generalizzata. Solo quando i poveri si contano a milioni si realizzano le condizioni sociali per accettare lo smantellamento dei contratti collettivi di lavoro, la precarietà lavorativa, salari insufficienti per sopravvivere.

La sola idea che esista un reddito di inclusione generalizzato, che lo Stato possa aiutare i poveri, impone al sistema produttivo uno sforzo che non è assolutamente disponibile a compiere: per assumere una persona devono pagarla molto più di quanto lo Stato non eroga come beneficenza.

Questo è il punto cruciale: oggi un dipendente precario può essere pagato con un salario mensile inferiore a quello che viene previsto come reddito di cittadinanza. In futuro, una offerta di lavoro potrà essere rifiutata, perdendo così l’assegno pubblico, ma non potrà prevedere un salario inferiore a quanto corrisposto come reddito di cittadinanza.

In pratica, si alza il costo del lavoro perché si elimina la condizione di povertà assoluta che costringe oggi ad accettare qualsiasi paga, qualsiasi condizione e qualsiasi orario.

Lo controriforma delle pensioni è ancora più pericolosa, perché impedisce la prossima evoluzione del sistema pensionistico, che va completamente privatizzato: la vita è solo un strumento della funzione finanziaria ed assicurativa.

In un sistema ordoliberista perfetto va innanzitutto smantellata la scuola pubblica, e sostituita con una formazione privata che viene erogata sulla base di prestiti agli studenti. Questi devono indebitarsi, perché viene fornita loro una competenza professionale che consentirà di lavorare, guadagnare e ripagare così il debito contratto per studiare.

Non solo si inizia la vita lavorativa già indebitati, per via del prestito contratto da studenti, ma si deve cominciare a pagare l’assicurazione sanitaria e quella previdenziale.

È chiaro che, una volta cessata l’attività lavorativa, si diventa un costo per il sistema finanziario e assicurativo: questi hanno tutto l’interesse ad allungare a dismisura il periodo lavorativo.

Il prossimo passo, come avviene negli Usa, sarà lo smantellamento del sistema delle pensioni pubbliche, da vendere alle assicurazioni private.

Bisogna prepararsi a passare la mano. Più lungo è il periodo contributivo, più breve è quello in cui si percepiscono le prestazioni: ecco perché bisogna lavorare a vita.

Perché sono tutti contro l’Italia?

Smantella due ricatti: povertà e finanza perpetua.

 

Fonte: www.teleborsa.it/Editoriali

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