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PA: GRANDE PARTECIPAZIONE ALLA MANIFESTAZIONE DEI LAVORATORI DI ASILI NIDO E SCUOLE DELL’INFANZIA

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AG.RF.(MP).21.05.2016

 “riverflash” – La richiesta di Cgil, Cisl e Uil è che il Governo intervenga urgentemente programmando più assunzioni, più turn-over e rinnovo del contratto. E’ per questo dunque che nella giornata di ieri, oltre 1000 insegnanti ed educatori hanno manifestato in piazza Montecitorio sotto le bandiere delle sigle sindacali, per testimoniare al Governo e al Parlamento la drammatica situazione in cui versa uno dei settori più importanti e delicati della Pubblica Amministrazione: gli asili nido e le scuole dell’infanzia. “Carenze di personale, esternalizzazione e riduzione dei servizi, soprattutto ai bambini con disabilità che necessiterebbero di un’assistenza prolungata e qualificata, e carenze di risorse che condizionano la didattica e la sicurezza delle strutture, sono i fattori che accomunano le scuole ed i servizi per l’infanzia da nord a sud dello stivale – hanno dichiarato i segretari nazionali delle tre sigle – e solo l’abnegazione dei lavoratori e la partecipazione, soprattutto economica, dei genitori dei bimbi, consentono alle scuole ancora di funzionare”. “Dobbiamo ringraziare le tantissime lavoratrici e lavoratori presenti oggi a Roma”, hanno proseguito i sindacati. Grazie alla grande mobilitazione una delegazione di rappresentanti dei lavoratori è stata ricevuta dai presidenti di alcuni gruppi parlamentari, ed altri incontri seguiranno nei prossimi giorni: “La situazione è drammatica. Quello di oggi è solo l’inizio. Non ci fermeremo finché non avremo risposte concrete dal governo: assunzioni, a partire dal superamento del precariato, per raggiungere gli standard minimi previsti dalla ‘strategia di Lisbona 2000”, investimenti per aprire 1.700 scuole per accogliere almeno altri 100.000 bambini, rinnovo del contratto per valorizzare le preziose professionalità che operano nell’educazione dell’infanzia. E poi chiediamo di prorogare i fondi comunitari Pac, unica risorsa a disposizione dei comuni in  pre-dissesto o dissesto, collocati prevalentemente al Sud, per far fronte all’erogazione dei servizi”.

 

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