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MUSICA TRA LE RIGHE: IL BRICCIALDI REGGE NONOSTANTE IL TAGLIO DEI FONDI

di Francesco Angellotti (AG.RF 11.04.2019)

(riverflash) – La situazione attuale vuole che sorgano problemi in ogni contesto, di ampia natura, di tanti generi, in cui la presunta risoluzione comporta  discrepanze nell’equilibrio sociale.  Tutti strillano, perché hanno Ragione; ed in effetti, hanno Ragione. Ma non considerano che la parte “avversa” ha Ragione a sua volta: sembra il confronto tra diverse tendenze filosofiche; a seconda di come ci si orienta, tutti hanno Ragione.

La lotta tra le posizioni avverse non lascia supporre una Risoluzione dei Problemi, perché è indotta prospettando accomodamenti parziali, che induce squilibrio dall’altra parte. E nel Sistema in cui siamo introdotti, che ormai d’anzi tempo continuiamo a formulare, non appare alternativa; in quanto finchè si tenterà di salvare quel che ormai si è dimostrato distrutto, non risolveremo la Situazione.

Ma una Risposta, con un’azione dimostrativa, la porge l’Istituto di Musica Guido Briccialdi a Terni, perché realizza l’unico Sistema efficace per porgere Contenuti, che effettivamente son ricchi di bagaglio e presupposti, e quindi mostrano che la strada intrapresa è quella che porta alla Produttività.

Ormai da 2 anni, son stati tagliati i Fondi che permettevano l’Attività dell’Accademia, in quanto chi poteva decidere in proposito, ha trovato che esagerate son le spese per questo Nucleo improduttivo.

Tante sarebbero le recriminazioni a questo parere così gretto ed ignorante; e l’Istituto porta avanti il suo discorso nel modo migliore. A parte in Sede Istituzionale, in cui si discute sempre sul teorico senza vivere le Situazioni dal loro interno, le Iniziative intraprese dall’Istituto mostrano quanto importante sia l’Espansione Culturale, che in un paese come l’Italia comporta allargamento nello Studio e nell’Indagine, incentrando le Fonti d’approfondimento, che urgono nell’attuale situazione di Ricerca.

   La riprova delle affermazioni sopra menzionate, la possiamo riscontrare nelle iniziative che gli Allievi dell’Istituto hanno svolto per il secondo anno, nella Biblioteca BCT, ove sempre trova ricezione il contenuto Culturale.

    Ben 13 sono stati i Concerti “offerti” a tutti (nel senso che erano gratis) per dare agli Allievi più preparati, e pronti per il Diploma, la dimensione dell’esecuzione di fronte al Pubblico, e non solo alla Commissione.

   Iniziativa istruttiva per gli studenti, ma un’offerta nei riguardi del Pubblico, che ha avuto modo d’arricchirsi di un bagaglio importante, eseguito perfettamente “secondo scuola”. Ed è questo che bisognerebbe far notare a chi vuole porsi come Coordinatore di non si sa più che cosa: la Musica, inserita nell’impostazione Culturale, porta arricchimento personale, e amplia quelle che sono le iniziative che allargano lo scambio e l’economia; calcolando che all’Istituto Briccialdi arrivano Allievi dall’Inghilterra, le zone dell’Africa settentrionale, la Germania, il Giappone, e tutti gli altri che non ho incontrato.

Quindi, ecco, limitare le possibilità dell’Istituto Briccialdi comporta una diminuzione nell’attrattiva da parte delle Nazioni affascinate dall’Istituto, degradando il Contenuto Culturale di tutta la nostra Nazione.

   I ragazzi dell’Istituto, chiamati per questa II Rassegna, si sono distinti ed hanno reso efficace quest’ espressione intrapresa dall’Istituto, che non è scesa in diatribe teoriche o rivendicazioni discutibili; ma ha portato avanti i Dati di Fatto, onde riscontrare qual è la linea che è la più giusta da seguire.

13 i concerti, in cui si sono espressi i ragazzi ormai quasi giunti al momento di esprimersi  nelle Grandi Orchestre.  Abbiamo partecipato alle ultime due serate, e non è stata una rivendicazione di Protesta o di Lotta, ma un trovare nella Dolcezza e nel Sentimento la Dimensione pura dell’Umanità.

  Martedì 9 è stato organizzato un concerto per 3 Clarinetti e 1 clarinetto basso, con 4 bravi allievi che hanno fatto ascoltare musiche di Scott Joplin (1868-1917), Alexander Borodin (1883-1887), Claude Debussy (1862-1918), Mario Milani (1960), Johann Sebastian Bach (1685-1750), Wolfang Amadeus Mozart  (1756-1791), Bela Bartok (1881.1945).  Musiche arrangiate da composizioni per Orchestra o per pianoforte, ma proposte con un virtuosismo dettagliato.

   Sono stati delle esecuzioni molto poetiche, delicate e sintomo di uno studio specifico molto accurato e dettagliato, con 3 clarinetti soprano, di cui uno solista, ed un clarinetto basso.

Proprio il giorno dopo, la conclusione vera e propria. Gli allievi alla chitarra erano 5, che si sono distribuiti musiche di Fernando Sor (1778-1839), J. K. Mertz (1806-1856), Federico Moreno Torroba (1891-1982), Isaac Albeniz (1860-1909), Domenico Scarlatti (1685-1757), Gioacchino Rossini (1792-1868). Inoltre è stato eseguito, come forma di bis, uno svelto e trascinante movimento ritmico di Paolo Pellinati, un sud americano di cui è stato proposto “Jumbo”, eseguito dagli stessi interpreti dell’ultimo brano di Rossini, indubbiamente bravissimi e forse i più “avanti”, soprattutto dell’esecuzione in duo.

   Stupendi gli studi eseguiti per ridurre a componimenti per chitarra dei Brani per Piano o per Orchestra, e gli allievi hanno dato prova di abilità nel rendere lo strumento un’espressione raffinatissima; articolato ma frutto di eccezionale impegno e doti musicali, il suono e l’armonia proposti in modo così particolareggiato, con sfumature delicatissime, portava ad afferrare un discorso velato, che assumeva il senso che gli interpreti volevano portare avanti.

Apprezziamo questo modo di cercare spazio per la propria attività: non è questione di voler poter esprimersi perché l’Organo sussistente non può sfasciarsi, ma perché ha importanza, valore Culturale e riscontro produttivo: tutte clausole che sono importanti, e bisognerebbe seguire con impegno.

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