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Muri per separare chi risiede da chi cerca residenza, mentre il tempo da segnali d’impazienza

di Clelia Cruz (AG.RF 25.11.2018)

(riverflash) – E’un tempo questo in cui s’innalzano muri o si progetta di farlo; muri nell’acqua, muri al confine di uno Stato, muri per separare chi risiede da chi cerca residenza. E’ altresì un tempo, il nostro, in cui il tempo, quello meteorologico, ci dà segni d’impazienza, Alcuni si ostinano a ricondurlo al naturale ciclo periodico degli eventi: glaciazioni, desertificazioni, inondazioni nel deserto, cicloni dai nomi mitologici, incendi apocalittici a Malibù, cammelli che nuotano con l’acqua fino al collo; tutte cose che ogni tanto (unità  seguite da molti zeri) accadono inesorabilmente e che non può l’uomo arginare, né tantomeno ha il potere di causare; tutti eventi più o meno catastrofici, che però da 150 anni a questa parte si vanno ripetendo con una frequenza, un’intensità ed un’estensione, sconcertante; provocate, queste sì davvero, dall’uomo. E’ l’Effetto Serra, causa un’atmosfera troppo delicata, poverina, costretta a  rinforzarsi e ricostituirsi con qualche integratore vitaminico e con dei sali minerali, che ci illudiamo tamponino la Catastrofe, ma producono solo discrasie pericolose…

   Ma a che cosa ci condurrà tutto questo?

Inevitabilmente, se così si continua, varieranno le direzioni delle correnti oceaniche, s’innalzeranno tutte le acque del pianeta: come a protesta si scioglieranno i ghiacciai dell’Antartico, e in tempi che a questo punto possiamo considerare brevi, la popolazione degli Stati Uniti d’America, causa temperature non più sopportabili, sarà costretta a scendere verso il confine col Messico, verso la Porta del Paradiso; ma qui viene il bello: s’imbatterà nella famosa Muraglia Messicana, che l’allora presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, fece costruire ai confini tra i due Stati, per limitare i migranti nel paese del Centro America

Ma cosa fare allora? Nel nostro piccolo, sarà opportuno salire in macchina solo per questioni di vita o di morte, e scaldarci con la legna: per far in modo che sia corretta la produzione del  ciclo degli alberi, che potranno seguire una regolare fecondazione di crescita, seguendo la causa  degli abbattimenti violenti seguiti da successiva ricrescita; o, se vogliamo, potremmo sperare nella reincarnazioni di varie specie, preferibilmente non umane,  per mantenere sostanzialmente in equilibrio il ciclo della CO2 nell’aria. Però, nell’incertezza, è meglio non costruire muri.

 

(Commento dopo la Conferenza sulla Meteorologia tenuta da Paolo Sottocorona (La 7), Terni, Caos, 18 – 11- 2018)

 

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