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MOSE: ORSONI ESTRANEO AI FATTI E GALAN ACCUSATO INGIUSTAMENTE: MA ESISTERA’ UN COLPEVOLE IN TUTTA LA VICENDA?

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AG.RF.(MP).07.06.2014

“riverflash” – Insomma, tutti innocenti. Nella vicenda relativa agli appalti per il lavoro del Mose, sarebbe dunque tutti “illibati”, secondo quanto affermato dal sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, il quale si è dichiarato “estraneo ai fatti” nell’interrogatorio di garanzia per l’inchiesta che ha portato nei giorni scorsi a 35 arresti, per gli appalti del Mose. Il primo cittadino è attualmente ai domiciliari per finanziamento illecito ai partiti per la campagna elettorale del 2010. “Mi è stato chiesto di fare il sindaco, sono un uomo prestato alla politica che non può minimamente fare azioni del genere”, ha affermato  Orsoni, accusato di aver ricevuto 260 mila euro per la sua campagna elettorale. Ed ecco che sorge subito la scontata domanda: è  giusto “prestare” uomini alla politica per incarichi istituzionali? E come mai non esistono tra i politici attuali (che non sono pochi), una figura “idonea” a rivestire il ruolo di sindaco? L’accusa che ha portato gli inquirenti ad indagare sarebbe quella di un sistema illecito per anni avrebbe visto imprenditori pagare “stipendi” a politici e autorità incaricate di vigilare sulla correttezza dei lavori del Mose, il sistema che dovrebbe difendere la città lagunare dall’acqua alta, per ottenere in cambio favori o per evitare controlli. Fra le persone coinvolte, risulta anche un altro “accusato ingiustamente”, l’ex governatore del Veneto Giancarlo Galan, che oggi si difende:”stanno tentando di scaricare su di me nefandezze altrui. Non mi farò distruggere per misfatti commessi da altri. Su ogni cosa che ho detto e fatto nella mia vita ho sempre messo la faccia. Ho tutta l’intenzione di farlo anche stavolta”. Ma anche Renato Chisso, assessore regionale, dimessosi e poi arrestato, dal carcere di Pisa, respinge ogni accusa: e allora? Chi ha ragione e chi è colpevole? Nel frattempo,  la Corte dei Conti ha annunciato una Commissione di indagine sulle procedure di controllo, che avrà il compito di portare avanti accertamenti su tutte le procedure di controllo effettuate negli anni in merito all’opera,  oltre che di verificare gli atti e le relative risultanze; tutto ciò mentre il Movimento 5stelle, attraverso le parole del suo consigliere comunale a Venezia, Gianluigi Placella, ha annunciato che entro 10 giorni, verrà presentata una mozione in Consiglio, per chiedere le dimissioni del sindaco Orsoni e della sua giunta con relativo scioglimento del Consiglio comunale. Molti hanno accusato il governo Prodi che nel 2006 aveva dato via libera alla grande opera pubblica; immediata la replica dell’ex Premier: trovo singolare che invece di prendersela con chi si è lasciato corrompere e ha speculato sui lavori del Mose, sempre che la magistratura confermi quanto è emerso fino ad ora dalle indagini, se la prendano con chi ha consentito che un’opera fondamentale per la salvezza di Venezia andasse avanti”. E si ritorna così al punto di partenza: in merito alla vicenda Mose, tutti innocenti….. e l’Italia va anti così……

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