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MERAVIGLIE D’ITALIA: MARSALA

PRIMAFOTO14_121723di Sabrina Sciabica (AG. RF. 21.09.2016)

(riverflash) – Per il suo mare cristallino, i paesaggi dalla bellezza mozzafiato, il clima fresco e ventoso, Marsala è una meta apprezzata da un turismo raffinato, non ancora troppo affollata,  e consigliabile anche nei mesi di settembre e ottobre.

Grazie ai collegamenti della Ryanair, i cui voli atterrano quotidianamente all’aeroporto di Trapani (Birgi), bastano 15 chilometri per arrivare al centro città dove, oltre alla Chiesa Madre – risalente al periodo normanno e ricostruita più volte – si incrociano le caratteristiche vie del Cassaro, delimitato da porte (ne rimangono tre) e bastioni, i resti della fortificazione costruita dagli spagnoli alla fine del 1500.

Ma la storia di Marsala è ben più antica. Era il 397 a.C. quando gli abitanti di Mozia (isolotto ubicato di fronte alla costa marsalese), sconfitti dai siracusani, si insediarono sulla terra ferma e, precisamente, su Capo Boeo, fondarono Lilybeo (il cui nome deriverebbe dal suo orientamento verso la Libia). Seguì la conquista romana nel 227 a.C. e, ben più importante, quella araba, nel VIII secolo, che fece rifiorire la città grazie all’ampliamento del porto. Fu, dunque, ribattezzata Marsa ʿAlī (Porto di ʿAlī) o, forse, Marsa ʿāliyy, (Porto Grande), o anche Marsa Allāh, (porto di Dio), tutti termini da cui deriva il suo nome attuale.

Tracce evidenti delle numerose dominazioni sono nelle architetture dei palazzi e nei monumenti che adornano la città (da vedere il Complesso di San Pietro, quello di Piazza del Carmine e molti altri). Testimonianza di un vivace passato è il Parco archeologico all’interno del quale si ammira lo scafo di una nave punica, unico esemplare al mondo, insieme ad anfore, monili e reperti di valore inestimabile.

Il biglietto al Parco include – su prenotazione da effettuarsi qualche giorno prima – la visita alla Grotta della Sibilla, un luogo scavato attorno ad una sorgente antichissima utilizzato per riti pagani, dove la tradizione vuole abbia vissuto una sibilla e adattato, in seguito, a fonte battesimale. Nel 1555, infatti, i gesuiti vi edificarono la deliziosa chiesa di San Giovanni.

Altro luogo incantato, è l’Ipogeo di Crispia Salvia, dal nome della donna a cui è dedicato. Scoperto durante i lavori di costruzione di una palazzina del centro, si tratta di un luogo sotterraneo decorato con affreschi ancora visibili e contenente diversi loculi. Dall’epigrafe in latino risalente al II secolo d.C. si evince la dedica di un marito innamorato che ideò l’ipogeo per la compagna con cui aveva trascorso felicemente 15 anni.  giovinetto

Un’intera mattina va dedicata alla visita dell’Isola San Pantaleo, ovvero la testimonianza della civiltà fenicia che qui fondò la colonia di Mothia. Oltre agli scavi, ancora in corso, visibili camminando per l’isolotto, il museo della Fondazione Whitaker custodisce una statua in marmo bianco di circa 2 metri, risalente alla fine del V secolo a.C. Si tratta di una figura dalla splendida prestanza fisica e dallo sguardo fiero sulla quale gli studiosi ancora oggi si interrogano: potrebbe essere un auriga o un suffeta, ovvero un magistrato punico.

Mozia si trova all’interno della Riserva Naturale delle Isole dello Stagnone, un bacino naturale di acqua marina che regala infinite sorprese e un tramonto ogni giorno di un colore diverso. Qui, soprattutto grazie alle acque basse delle saline ricche di sali minerali, si fermano spesso i fenicotteri, come tappa delle loro migrazioni. In loco si trovano numerose guida ma è possibile inoltrarsi negli stretti passaggi delle saline anche da soli, immergendosi in un’atmosfera in cui il tempo sembra fermarsi.

Sempre allo Stagnone, un luogo nascosto ai più, è il tratto di mare che dalla zona della torre di San Teodoro, lungo la costa marsalese, arriva alla poco distante Isola Grande. Grazie alla bassa marea, è possibile attraversare a piedi questa laguna dall’azzurro chiarissimo e arrivare all’isolotto di fronte. Per chi ama il trekking, si prosegue ancora camminando per questo scoglio stretto e lungo, di proprietà privata, comunemente chiamato Isola Lunga, in cui rimangono i resti di un’antica tonnara e di saline in disuso. Un luogo pittoresco e misterioso in cui cespugli fitti, vegetazione incolta e alghe secche nascondono tratti di spiaggia dalla sabbia finissima.

mulinoAlle incantevoli località marsalesi, si aggiunge il costo della vita, ancora basso rispetto ad altre più famose mete turistiche e l’ottima gastronomia caratterizzata da prodotti freschi e genuini.

Per gli appassionati del vino, è altamente consigliata la visita alle storiche Cantine Florio, in cui l’odore del mosto si mischia a quello salato dell’aria di mare creando un incantevole profumo e la vista si allieta sotto agli enormi archi e tra le botti di varie grandezze.

Infine, ai lati della città, ci sono spiagge sabbiose e litorali rocciosi da esplorare e in cui lasciarsi sorprendere, in ogni stagione dell’anno.

 

 

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