Coppa di Africa dal 13 gennaio
header photo

ingrandisci il testo rimpicciolisci il testo testo normale feed RSS Feed

MEDICINA DIFENSIVA: DI COSA SI TRATTA E A CHI GIOVA? CE LO SPIEGA IL PROF. STEFANO ARCIERI

cropped-foto-profilo-steano-arcieri

AG.RF.(MP).16.03.2015

“riverflash” – La medicina difensiva: cos’è? Di cosa si tratta? A chi giova? Sono anni che se ne parla e “gli adepti”  sono in continuo aumento. A chiarirci le idee in merito all’argomento, è il Prof. Stefano Arcieri Professore nel settore scientifico disciplinare Chirurgia Generale presso la Facoltà di Medicina e Odontoiatria della “Sapienza” Università di Roma,  Dirigente di II livello al Policlinico Universitario “Umberto I” di Roma, che ci ha fornito importanti nozioni:

“Esiste oramai da tanti anni una nuova branca della medicina che sta progressivamente aumentando nel numero di adepti. E’ la cosiddetta medicina difensiva’, termine con il quale si intende quel fenomeno sociale, oramai radicato sempre più negli operatori sanitari, in cui l’atteggiamento del medico nei confronti del malato e dunque della malattia, è di tipo ‘difensivo’, cioè l’esatto opposto di quello che dovrebbe essere: è il ricorso inutile, invasivo, ad accertamenti diagnostici ed esami non necessari e costosi che assumono più il ruolo di autotutela del medico piuttosto che del paziente ed inoltre i medici tendono ad evitare quei pazienti che necessitano di trattamenti ad alto rischio, allo scopo di ridurre la propria esposizione. Il classico rapporto di fiducia, duale, medico – paziente che è sempre stato alla base di questa interazione si è modificato; il paziente, oramai assume un atteggiamento di sospetto nei confronti del medico per quello che concerne l’esatta diagnosi e soprattutto la corretta condotta terapeutica, questo genera anche nel medico uno stato di allarme suscitato sia dalla paura di sbagliare e soprattutto dal dubbio di non essere stato esauriente nella diagnostica”. Si tratta di un fenomeno “preoccupante”, in considerazione del fatto che, come ha dimostrato una recente indagine, “quasi l’80% dei medici si sente a rischio di subire prima o poi una denuncia che mira più che altro ad atti risarcitori di tipo economico. In questi ultimi 15 anni le denunce rivolte ai medici sono aumentate fino a quintuplicarsi e in tutto questo le assicurazioni professionali sono lievitate in modo vertiginoso: 10 mila euro l’anno per un ortopedico, 18 per un chirurgo plastico, 14 per un ginecologo etc”. Il prof. Arcieri ha anche dichiarato con parole forti e chiare che, a rimetterci in questa situazione, sono i pazienti: Il ricorso a esami inutili e costosi, non solo sottopone i malati a stress che avrebbero potuto evitare e che fanno lievitare enormemente la spesa sanitaria, si spendono inutilmente circa 13 mld di Euro l’anno, ma soprattutto fanno ritardare l’inizio del trattamento sanitario. Ma vi è di più. Il medico, in particolare il chirurgo, oramai non spinge più oltre alcuni limiti la procedura e tattica chirurgica poiché se da una parte potrebbe recare beneficio al paziente (si pensi alle malattie oncologiche) dall’altra aumenta il rischio di complicanze che possono insorgere e che potrebbero essere causa di una successiva rivalsa”. Ma le cause legali verso i medici, quanto durano e come vanno a finire? “ Terminano dopo almeno 4 anni e nella stragrande maggioranza dei casi (circa l’80%) per insussistenza del fatto. Nelle restanti denunce il paziente è liquidato con un risarcimento ben al di sotto delle richieste. Le assicurazioni, dal canto loro, aumentano al malcapitato professionista le polizze assicurative. Qualsiasi complicanza o fallimento terapeutico è vista come passibile di condanna giacché non accettabile in una ‘epoca moderna’ dove tutto è meccanicizzato, dimenticando che è proprio della medicina la variabilità della risposta individuale ad ogni atto terapeutico e pertanto estremamente imprevedibile! Si sono moltiplicate a tal riguardo, in questi ultimi anni, associazioni legali di Avvocati concentrati solo in difesa dei malati che hanno subito, a loro parere, un trattamento non adeguato cioè affetti da “malpractice” fornendo consulenze gratuite e incoraggiando i pazienti a presentare le denunce. In tutto questo anche il decreto Bersani ha liberalizzato le tariffe degli avvocati che sono stati legittimati a riscuotere le loro parcelle anche solo in caso di vittoria. Dall’altra parte esistono diverse associazioni di medici che cercano di mettere in atto attività mirate a non favorire le controversie tra medici e pazienti, in particolare contrastando le denunce prive di fondamento a carico dei medici. Infatti, cominciano a incrementarsi le querele da parte dei medici nei confronti dei pazienti che li hanno denunciati e che hanno perso la causa per ‘insussistenza del fatto’ e si ritrovano alla fine nelle condizioni di pagare il professionista accusato ingiustamente di ‘malpractice’”. Attualmente, il rapporto di ognuno di noi con il proprio futuro sociale, sta diventando sempre più confuso, Arcieri quindi auspica, che “almeno quello tra medico e paziente, torni ad essere contraddistinto da reciproca fiducia e serenità”.

Nessun Commento »

Puoi lasciare una risposta, oppure fare un trackback dal tuo sito.


Vuoi essere il primo a lasciare un commento per questo articolo? Utilizza il modulo sotto..

Lascia un commento


Heads up! You are attempting to upload an invalid image. If saved, this image will not display with your comment.

*