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MASSACRATI IN UN RAID A VIESTE 6 CANI CHE ERANO ACCUDITI IN UN RIFUGIO

(riverflash) – La violenza è brutta per definizione e diventa raccapricciante quando è indirizzata verso i più deboli. A Vieste un gruppo di delinquenti si sono introdotti in una proprietà privata dove venivano accuditi cani raccolti per strada che cercavano un’adozione. Lo denuncia l’associazione per la difesa degli animali e dell’ambiente (Aidaa). Alcuni volontari li avevano messi in stallo su un fondo agricolo privato, dopo averli sottoposti a visite mediche, vaccinazioni, sterilizzazione e microchippatura dalla Asl.

Si chiamavano Tura, Sempronia, Lele e Nerina le vittime del massacro di Vieste (Fogglia) , più due cuccioli annegati in un pozzo. Erano 6 cagnolini momentaneamente in degenza presso il terreno di un uomo residente a Vieste , nei paraggi di Peschici. Avevano già patito molto nella loro breve vita da “cani”, sottratti ai maltrattamenti , si credeva di aver raggiunto un po’ di serenità. Stamane, invece, le volontarie di Vieste si sono trovate davanti agli occhi uno scenario raccapricciante, nessun film dell’orrore, bensì realtà voluta e perpetrata dall’essere umano. Ignoti, dopo essersi introdotti nel podere dell’uomo rompendo la recinzione, hanno inveito prima verso i cuccioli gettandoli in un pozzo nel quale hanno trovato la morte in 4 metri di acqua, e poi verso gli adulti, massacrandoli a bastonate. Lele è stato trovato con la mandibola fracassata e il muso conficcato nel terreno e Tura , priva di segni, deve essere morta di infarto a causa di quanto si stava consumando verso i suoi simili. Gli altri due sono stati ritrovati in una pozza di sangue con lesioni di ogni tipo. Il Veterinario della ASL e responsabile per il randagismo a Vieste e Peschici, basiti per l’accaduto, hanno ammesso di non aver mai visto atrocità simili. Francesca Toto, la volontaria che ha sottratto i cani dalla strada, non si da pace, il suo intento era quello di offrire una vita migliore a quelle creature che invece hanno trovato la morte. “È prioritario” – afferma Antonella Brunetti, Pro presidente AIDAA- “che si mobilitino tutte le persone dotate ancora di coscienza e civiltà affinchè vengano scovati gli aguzzini, il Comune stesso, ha il dovere di schierarsi per perseguire le nefandezze e gli atti di crudeltà inflitti a questi cuccioli”.

Pene severe, equiparate a quelle per omicidio plurimo, con l’aggravante della particolare efferetazza di chi ha commesso questo orribile crimine.

AG.RF  25.02.2013

(La foto è di repertorio, non raffigura uno dei cani uccisi a Vieste)

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