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Maria José Siri alla Scala è la MADAME BUTTERFLY di Giacomo Puccini

di Francesco Angellotti (AG.RF 01.05.2020)

(riverflash) – Giacomo Puccini credeva che l’Opera composta dal libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica avrebbe avuto molto successo nel pubblico; così per il suo debutto previsto per il 7 dicembre 1916, fu allestita la scenografia presso la Scala di Milano. I 2 atti scritti con gran passione, non risultarono graditi al pubblico, come le 3 applauditissime Opere dell’autore, precedentemente allestite presso il Teatro. Allora Puccini riprese il testo, e suppose di dover fare delle modifiche, con tagli e scene plasmate con qualche ritocco; oltre al fatto che gli atti riproposti erano 3.

   Eppure, la versione che si è imposta è la prima: la più drammatica e trascinante.

   Così il 29 aprile 2020 è stata data per televisione la registrazione in cui ha diretto il maestro Riccardo Chailly, con regia di Alvis Hermanis; un cast eccezionale ha svolto la trama alla Scala: Maria José Siri ha interpretato la protagonista Madama Butterfly, Bryan Himel era Pinkerton, Carlos Alvarez Sharples ed Annalisa Stoppa ha sostenuto il ruolo di Suzuki.

   Tutto in un insieme di cantanti che hanno formato un comparto scenico veramente grandioso, con delle particolarità brillanti nella caratteristica della rappresentazione. Le scene spesso si intersecavano, ed importante il ruolo del Coro; è stata quindi ideata una scenografia molto particolare; non suddivisa nel palcoscenico, con cambi di arredamento; quindi il palco è stato suddiviso in altezza invece che in larghezza, svolgendosi le scene una sopra l’altra.

   Non è questo un particolare semplice, e c’è voluta molta tecnica; anche perché le 2 scene superiori, continuamente si chiudevano, per riaprirsi con mutamenti nella coreografia, non intersecando lo svolgimento che avveniva in ampiezza sotto, ma apportando contenuto alla scena.

   Ora, parlando di Madame Butterfly, non si deve confondere con la famosissima opera che ha identificato Gustave Flaubert, autore romantico, che scrisse romanzo da cui si può trarre parallelo, intitolato Madame Bovary; per cui ha passato i guai suoi, perché definito contrario alla morale ed alla religione.

   Detto per inciso, Flaubert se l’è scampata, raggiungendo l’assoluzione tagliando vari capitoli.

   Invece il libretto di Giacosa – Illica prendeva spunto dalla storia (sempre realista) di Madame Chrysanthéme, presentata da David Belasco che ha elaborato un racconto di Pierre Loti.

   Il testo da cui viene estrapolata la trama dell’Opera, svolge gli episodi di una donna cinese, Cio Cio San, che viene sedotta ed abbandonata. Casi frequenti … allora …  ?

   Così Madama Butterfly viene sposata quando aveva ancora 15 anni, da un ufficiale americano; da cui ha un figlio, maschio mentre nel romanzo di Flaubert era femmina.

   Le vicende sono lunghe ed impetuose; la Butterfly viene accusata dai suoi familiari di aver rinnegato le tradizioni di famiglia, che son legate al popolo giapponese; ma lei, ostinatamente, attende l’arrivo del marito, che intanto, dopo aver sciolto il matrimonio (come faceva a non saperlo?), aveva sposato un’altra bellissima (ed un po’ crudele) signora. Tornato Pinkerton, l’ex, a Nagasaki, ancora non famosa per vicissitudini belliche catastrofiche, viene informato di suo figlio, nato e tenuto da chi ancora non si vuole slegare dal nome di Madama Butterfly.

   Così avviene il patatrack. La protagonista non può continuare nell’illusione dell’amore di Pinkerton, dato che viene affrontata dalla nuova moglie; si rifiuta di cedere il figlio al marito, e per diverse ragioni. Non solo perché Pinkerton vorrebbe portarlo in America ove riceverebbe educazione all’americana; cosa indubbiamente non auspicabile. Ma il motivo principale è quello che la madre non avrebbe sopportato la lontananza del figlio, e quindi non avrebbe voluto cederlo mai.

   I contrasti si possono intuire, ed anche senza entrare nelle tante vicissitudini; intuibile come avvengano avvenimenti, che sconvolgono tutta la trama della scena nel Dramma.

   Così Madama Butterfly arriva alla risoluzione estrema: si uccide, e la sua testimonianza rimane come un’ombra sempre sull’ex marito, che non ha saputo raccogliere il suo amore; oltre che in modo più essenziale sul figlio, che mai verrà abbandonato dallo spirito di chi non aveva altro modo per affermare l’ importanza del suo affetto.

   Prende in mano il coltello tradizionale, regalatole dal padre, lancia la sua testimonianza a tutti, e … arriva il figlio.

   Ma da dove viene? Stava dormendo! Le parole che la madre lascia alla piccola creatura (dai ricci capelli biondi) sono strazianti; forse il bambino non capisce appieno, ma è una forma di saluto che trasmette la sua costante ed immota presenza. Senza che il bimbo nemmeno si stupisce (?!?) lo benda e lo consegna alla balia Sharpless, che lo allontana anche se rimane in stanza.

   Seguendo il rituale tradizionale in circostanze così drammatiche, si infilza col coltello regalatole dal padre, e muore. Corre il suo ex Pinkerton che, sconvolto, non riesce a sopportare la cascata da cui è schiacciato: in modo che capisce quanto crudele sia stata la sua leggerezza. Così slaccia la benda che copre gli occhi di suo figlio, che senza colpo ferire si accosta alla madre; Pinkerton si accascia e l’Opera termina: messaggio chiaro ed ineluttabile.

   Da cogliere il significato del figlio, anche se non sillaba una nota; ma ha un ruolo importante. Perché sembrerebbe crudele il padre che gli leva la benda, per andare vicino alla madre morta; eppure bisogna calcolare che è l’ultimo istante che il figlio può rimirare anche solo il corpo di sua madre; quindi l’ultimo momento, simbolico, da cui può aspirarne tutto il messaggio, che la sua personalità continuerà a irradiargli, inducendo al Bene ed all’Amore.

   Non è un discorso superficiale; perché riguarda il messaggio che si può ispirare con la propria anima; che non è limitata al corpo, ma si esprime in esso; per cui, terminata la sua presenza, il suo volere ed il suo significato possono espandersi verso coloro che recepiscono i contenuti intrinsechi nel Valore maturato in ogni personalità.

   Ed è questo il modo per dire che possa continuare l’influenza di una Personalità.

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