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MARCIA TRIONFALE DELLA JUVENTUS, LA ROMA NON PUNGE E CROLLA 3-0

di Stefano Celestri  (AG.RF  05.01.2014) (ore 22,55)

(riverflash) – La Roma esce ridimensionata dallo Juventus Stadium, dove perde l’imbattibilità dopo 17 giornate, mentre i bianconeri di Antonio Conte, con 8 punti di vantaggio sui più immediati inseguitori, mettono una pesante ipoteca sul terzo scudetto consecutivo. Una Juventus irresistibile, che ha lasciato ai giallorossi uno sterile predominio a centrocampo per colpire alla prima occasione, confezionata da Tevez che, con un tocco di mezza punta, ha smarcato il folletto Vidal che, solo davanti a De Sanctis, non sbaglia. È l’inizio della debacle e forse la fine della corsa verso il titolo. Nel secondo tempo la Juventus attacca e Rudi Garcia resta come una statua di cera. La Roma diventa piccola non riesce a pungere. Su punizione Pirlo taglia l’area giallorossa e Bonucci sbuca alle spalle di tutti per il raddoppio juventino. Nessuna reazione Conte indovina ogni mossa, Gervinho è sempre ingabbiato, Totti non inventa nulla. Sulle corsie esterne Lichtsteiner e Asamoah fanno la voce grossa. Nell’ultimo quarto d’ora la Roma resta in 9 per le espulsioni di De Rossi e Castan. L’incubo è Chiellini e Capitan Futuro si becca il rosso nel tentativo di fermare il difensore bianconero. Sulla conseguente punizione Chiellini salta più alto di tutti e indirizza di testa in porta, dove De Sanctis è battuto e Castan evita il gol con un colpo di mano. Rigore indiscutibile e dal dischetto Vucinic, subentrato a Tevez ed ex-giallorosso, avvelena ancora di più l’amarezza del popolo romanista. Finisce con la Juventus in festa, dominatrice senza gli aiutini che le vengono attribuiti. Una squadra più forte di tutti in Italia non ha bisogno di arbitri benevoli. In tribuna Andrea Agnelli e Nedved si abbracciano. Da qui a  maggio c’è l’ipotesi concreta di una marcia trionfale.

Rudi Garcia non si aspettava che a Torino i bicampioni d’Italia si arroccassero in difesa, altrimenti non avrebbe puntato in attacco sui contropiedisti Gervinho e Ljajic. Per aprire il bunker bianconero magari servivano Destro e Borriello. Arretrare il centrocampo di 20 metri per chiudere ogni varco e fare sfinire i palleggiatori avversari è stata la ricetta vincente di Antonio Conte che ha spiazzato il tecnico francese. Quest’ultimo, appena arrivato in Italia, faceva stancare gli avversari con il pressing per metterli al tappeto nel secondo tempo, ma adesso non è più così lucido. Non perché la Roma ha perso a Torino, ma perché la Roma ha pareggiato in casa con Cagliari e Sassuolo.

I giallorossi  hanno espresso un ottimo calcio fino al 14’, sfiorando il vantaggio al 7’ con Ljajic che, innescato da Totti, si fa anticipare da Chiellini quando era a tu per tu con Buffon. Poteva cambiare la partita, invece al 14’ Pjanic ha accusato un dolore sotto al ginocchio. Si evita la sostituzione ma il bosniaco non è più in grado di impedire a Pirlo di manovrare. La Roma ancora non si è organizzata al 17’ dopo il rientro di Pjanic e viene punita da Vidal, l’uomo ovunque dei bianconeri, baluardo della difesa e, allo stesso tempo, implacabile realizzatore.

La Roma prova a reagire, ma solo con tiri dalla distanza di Pjanic e Dodô. La sensazione è che Garcia non si fidi dei panchinari, lasciando in campo titolari in non buone condizioni fisiche. Ci riferiamo a Totti e Pjanic. Nella ripresa c’è solo Juve e frustrazione dei capitolini che, oltre a perdere l’imbattibilità, non avranno disponibili gli squalificati Castan e De Rossi per la partita con il Genoa di domenica prossima.

 

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