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MA PERCHE’ DOBBIAMO RESTARE NELLA UE?

img[1]“riverflash” – Dal punto di vista geografico ci siamo comunque, in Europa, per cui uscire dall’Europa, come dicono molti, non ha senso, a meno che non si generi una catastrofe dovuta allo spostamento delle placche continentali…. Cosa alquanto improbabile nei prossimi due o tre millenni.

Se restare o meno nell’unione monetaria, questo è il problema! Ora non possiamo stampare moneta, come si faceva ai bei tempi della lira, la qual cosa ci ha sempre tirati fuori dalle crisi economiche, anche se a costo di una notevole inflazione. Ma ora questo non si può più fare, l’inflazione è molto bassa ma non ci sono soldi, per cui le banche non prestano soldi alle imprese, che chiudono, la disoccupazione aumenta e, per giunta, si deve rifinanziare la cassa integrazione guadagni. Con cosa si rifinanzia, se non con nuove tasse? Ma se si aumentano ancora le tasse, diminuisce la possibilità di generare lavoro, le imprese chiudono in ogni caso e aumenta la necessità mettere i dipendenti in cassa integrazione o licenziare. Come si vede il circolo è vizioso e, senza un provvedimento eccezionale, non se ne esce. Analizziamo quali possono essere i provvedimenti eccezionali:

  1. caccia      all’evasione: non mi pare un provvedimento eccezionale, se ne parla da      decenni ma si è sempre fatto poco. Inoltre, come spiegato nel mio recente      articolo: “Lavoro nero”, non è possibile eliminare seriamente l’evasione      in Italia per problemi strutturali di organizzazione del lavoro: troppo      complessa, per cui servono tempi troppo lunghi.
  2. Riduzione      delle spese dello stato: qui c’è molto da fare, ma le spese vanno ridotte      con la scure, i piccoli provvedimenti presi sin qui sono gocce nel mare.      Si possono unificare le forze dell’ordine (polizia e carabinieri),      eliminare le province, unificare compiti di questure e prefetture      (autorità che derivano dall’impero romano) e così via, ma chi avrà il      coraggio di farlo?
  3. Cancellazione      del contratto da 20 miliardi di Euro per l’acquisizione del      supercaccia-bombardiere stealth F35 dalla Lockeed: a cosa serve? Questa      possibilità, comunque, risolve il problema nell’immediato, ci può salvare      dal’IMU e dall’aumento dell’IVA, ma poi i problemi restano quelli di      sempre.
  4. Ultimo, ma      non peggiore: uscita dall’Euro e ritorno alla Lira, con possibilità di      tornare ad essere uno stato sovrano, con il diritto di emettere la propria      moneta.

L’ultima possibilità è la più fattibile anche se, ovviamente, genererà una notevole inflazione. Ma a questo punto ci si deve domandare, come al solito,: qual è il male minore? E’ meglio avere un’inflazione bassa, con pochissima moneta circolante, fenomeno che fa chiudere le aziende e genera disoccupazione sempre crescente, oppure avere una moneta inflazionata ma circolante e reperibile? Quest’ultima possibilità non è ben vista dalla Germania e dai paesi del Nord Europa, ovviamente, perché, con la lira inflazionata, i nostri prodotti saranno più appetibili sul mercato, per via del basso prezzo, quasi come accade già per i prodotti cinesi … Starà al governo in carica fare le scelte giuste, certo che la situazione non si risolve con semplici provvedimenti usuali, qui non bastano le medicine, per risolvere la crisi economica ci vuole un’azione dirompente, chirurgica, altrimenti il malato, ossia l’Italia, muore.

AG.RF. (CP) 08.05.2013

1 Commento »

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Una Risposta a “MA PERCHE’ DOBBIAMO RESTARE NELLA UE?”

  1. 1

    Enzo Cuoghi dice:

    Se la causa dei nostri guai siamo noi stessi, bisogna sanare noi e non creare le condizioni per continuare ad essere liberamente malati. Del resto non mi pare che negli anni novanta, con la lira, avessimo una situazione florida economicamente. Ma è bene ricordare che con il debito pubblico che ha l’Italia, oltre 2000 miliardi di euro (difficile anche solo tradurli in lire) per i quqli paghiamo attualmente circa 85 miliardi di euro di interessi, con l’aumento dato per certo dell’inflazione per ogni punto percentuale in più dovremmo pagare 20 miliardi di euro in più, quasi una finanziaria.

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