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L’ORGANO DI PAOLO BOUGEAT ALL’HERMANS FESTIVAL DI COLLESCIPOLI

di Francesco Angellotti (AG.RF 08.07.2018)

(riverflash) – La Collegiata di San Nicolò a Collescipoli ospita l’Hermans Festival, espressione artistica-musicale che non ha simili. Arrivati alla 6ª esibizione annuale, se ne svolgeranno altre 10, fino ad ottobre. Il discorso musicale, verte sull’Organo che si trova nella Colleggiata di San Nicolo a Collescipoli. Le intenzioni erano di poter usufruire anche di quello presso Santa Maria Maggiore, ma dopo il Terremoto dello scorso anno, pur essendo rimasto perfettamente illeso l’Organo, la Chiesa è pericolosa: fino a che non saranno eseguite ristrutturazioni.

Sono sempre rimasto stupito che fossero chiamati Grandi Interpreti dello strumento; ed anche il 3 luglio è stato chiamato un esecutore da Aosta. I suoi trionfi sono internazionali, ma non ci dilungheremo nel decantar quanto gli sia stato riconosciuto, anche perché ci stiamo dilungando abbastanza. Vorremmo dire solo che il suo intrattenimento musicale è stato di una ricercatezza al massimo livello; che Paolo Bougeat ha presentato con simpatia, facendo capire le particolarità dei brani, spiegandolii prima dell’esecuzione.

Come avrete capito dal nome, l’organista ha un nome un po’ francesizzante; ma è italianissimo, perché è nato ad Aosta, neanche tanto tempo fa. Da notare che, radicato nella realtà che lo ha formato, è andato a studiare a Torino, per crescere in modo esplosivo a Cremona ed a Bergamo, ove ha avuto modo di comporre dei libri di ricerca, ma svolge attività di studioso ed insegnante irradiandosi dello splendore del Monte Bianco: che pur essendo la vetta più alta d’Europa, non limita l’espansione della Musica dell’Organo e del Clavicembalo, che Paolo Bougeat irradia in tutto il Mondo.

Con tutto il discorso che abbiamo fatto, non possiamo non far presente, come tutte le altre volte dei concerti Hermans, che l’ambiente della Collegiata di San Nicolò è talmente mistico, che aiuta la Musica ad entrare nell’ anima e il musicista a far salire i presenti in alto nel Cielo.

Il primo brano è stato “Onder een linden groen” di Jan Pieterszoon Sweelinck (1562 (data incerta) – 1621) e subito dopo la “Toccata IX” di Alessandro Scarlatti (1660 – 1725); questi 2 Compositori sono indubbiamente molto diversi, ma Paolo ha fatto notare molte affinità. Non vorremmo essere presuntuosi nell’affermare che il creativo Scarlatti ha molto elaborato le basi che ha proposto Sweelinck un secolo prima. Ma forse neanche lo conosceva, non mi metto a dare giudizi campati per aria. Successivamente è stata suonata “Batalha de sexto tom” di Pedro de Araujo (1640 – 1705), in cui la passione è volata sulle ali melodiche. Due le composizioni di Johann Pachelbel (1653 – 1706): “Ciacona in Re magg.” (in Fa su organo antico) e” Fuga in Do magg”, due brani appassionanti ma diversissimi, ma veramente celestiali. Di Jean Jaques Beauvarlet  Charpentier (1734 – 1794), “Creator Alme Siderum”, due tempi estasianti, in un crescente emozionale. Tornando in Italia, di Giovanni Benedetto Platti (1700 – 1763), sonata in IV movimenti “Sur le gout italien”; infatti l’Autore è stato molto in Francia, ma ci teneva a portare in alto la sua Patria: quasi come oggi, vero? Da notare che dei IV movimenti, il III è stato composto per voce, anche se la signora Bougeat, presente con i 2 bellissimi figli, non si è esibita. Quasi sconosciuto, forse anche perché ha fatto una breve comparsa sulla Terra (1706 – 1745), Hugl, che nonostante abbia concesso poco la sua presenza, ha scritto un fiume d’Opere; di cui non si conserva quasi niente; di questo il rammarico è veramente enorme, perché componeva tecnicamente delle Musiche estasianti, come si è ascoltato nella “Fuga in Si bemolle maggiore”. Ultimo autore, era il caso di far ascoltare un italiano: il veneto Moretti (1764 – 1821), che con la “Sonata VI uso Offertorio” ha dato un inizio per sviluppare la musica in Composizioni Operistiche.

   Gli 8 autori hanno coperto un lasso di tempo tra il 1562 al 1821; su uno strumento di metà del 1600 mi sembra anche giusto. Ma dopo i Brani dei Grandi dell’Epoca, Paolo ha voluto mostrare che l’Organo è uno strumento moderno, nonostante la sua data di fabbricazione. Così si è lanciato, in forma di bis, in una Improvvisazione tutta sua. Ha spiegato, però, che improvvisazione non vuol dire tasteggiare a casaccio, alla “come viene, viene”; infatti, partendo da tutte le composizioni eseguite, ha raccolto i Temi che sono stati elaborati in modo da riallacciarsi al Tema seguente; il particolare melodico si definisce “classer”, praticamente “divagazioni moderne”, ed è stato messo alla prova lo strumento, che ha dato prova dell’ottimo stato, perché Paolo con la sua musica ha commosso tutti.

   Bisogna dire che, uno strumento come quelli a Collescipoli, pur essendo ridotto nella dimensione, non è di minor importanza di quelli enormi, tipo quello all’Ara Coeli al Campidoglio; solo diverso, perché offre uno spazio diverso all’interpretazione; infatti i pochi tasti, e i pedali limitati, permettono un gioco di note molto più variopinto; anche se, particolarità di strumenti dell’epoca, la 1° ottava parte dal Mi, che effettivamente corrisponde al Do; quindi, per suonare il Mi, si deve tasteggiare il Sol diesis: per chi è bravo è scorrevole, ma ci devi fare la mano.

Voi immaginate il costo di quest’Opera Grandiosa. A parte il Musicista interprete a questo livello, vi garantisco splendido; ma il viaggio, la permanenza dato che viene d’Aosta e non può ripartire dopo l’esecuzione; la disponibilità dello strumento, che è un pezzo preziosissimo, come suonare uno Stradivari; l’Organizzazione, compresi i programmi e le locandine della serata. Insomma, tutto il concerto, dalla qualità che si può solo classificare al massimo, fate un calcolo e dite quanto può costare.

   L’Arte non si compra, la Musica non ha un prezzo; chi capisce, va e sente, si arricchisce ed ha qualcosa (tanto) in più. Per cui, questa è la scuola che bisogna svolgere, per far imparare, in modo che quando si ripropone non si ha in mente: “quanto ci faccio”, ma “quanto vale quel che faccio”.

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