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Le Vie dell’Amicizia raggiungono Paestum: Riccardo Muti dirige l’orchestra giovanile Cherubini

di Francesco Angellotti (AG.RF 13.09.2020)

(riverflash) – È importante la testimonianza che viene costantemente ad inoltrare Riccardo Muti nel suo paese d’origine, l’ Italia. L’ affermato direttore segue l’ingaggio presso il Complesso Musicale che ha residenza a Chicago, ma si prodiga nell’attività con l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, trasmettendo il messaggio sulla formazione, dal contenuto fondamentale da irradiare in tutto il Mondo. E sono i Giovani che devono essere i primi ad elaborare il bagaglio, onde sviluppare Umanità: caratteristica  che viene pericolosamente oscurata, affermando ideologie violente ed autolesioniste, volte alla prevaricazione attraverso la distruzione.

   Le parole d’ introduzione del Maestro, che si avvicina alla soglia degli 80 anni, si sono volte verso la coscienza che porta spontaneamente verso l’ espressione della personalità interiore, la quale tende verso l’unione e la collaborazione: particolari contrastati dalle parti che pretendono d’ aver supremazia, che quindi son soddisfatti d’ imporsi schiacciando la Collettività con violenza.

   Come testimonianza di quanto il Mondo stia naufragando i giovani Musicisti, in un ambiente mistico ed elegiaco come il Parco di Paestum ammantato al chiaro di Luna, veniva dedicata la serata all’attivista Hervin Khalaf ed all’archeologo Khaled al Assad, che hanno sacrificato il loro spirito volto al progresso, sapendo che sarebbero stati trucidati dalle forze dell’ ISIS: organizzazione infatuata da un Sistema Occulto, in cui  l’assurdità viene fagocitata trovando sostentamento dalla distruzione dello Spirito, che dovrebbe pervadere ogni Uomo; Muti ha espresso l’ intenzione di volgere verso la Pace ed il Progresso, disprezzando la formazione divulgata, perché sostenuta da chi sfrutta la guerra tra i popoli per mero interesse imprenditoriale.

   Come introduzione, Zehra Dogan ha introdotto, con uno strumento a corda, usato in Siria e nelle zone medio orientali, la voce di Aynur Dogan; i due curdi sono stati applauditi per la loro testimonianza dai presenti; è apparso evidente che con un sottofondo musicale delicato ed armonico, la voce, intonando testi incomprensibili, è sembrata troppo lunga nell’ insistere in tragiche affermazioni, espresse con voce troppo stridula e poca armoniosa.

   La scelta riguardo la sinfonia da far sventolare come bandiera nella serata dedicata all’Amicizia, non poteva essere meglio indovinata.  Infatti, il maestro Ludwig van Beethoven compose la sua 3ª dedicandola a Napoleone: intravedendo nel condottiero la Stella che portava la Libertà, incitando alla divulgazione dell’ assetto sociale in tutta l’Umanità; come, in fondo, avrebbe voluto far apparire Bonaparte; però si tramanda, forse come parodia, che il Compositore stracciò la partitura, non riconoscendo certo l’Imperatore, quando il corso di Francia si è imposto con sì tanto elevata carica.

   Una sinfonia in 4 tempi che può essere considerata il massimo dell’ espressione intima, che rivela i sentimenti lanciati, pur contrastanti.

   Una sequenza di impulsi d’animo esternati nella maniera più istintiva, quindi a volte con atteggiamento contraddittorio; ma Beethoven è talmente raffinato, da dare una sequenza ai piano – forti ed a lenti – impetuosi così dolce e lineare, che l’animo si esprime in una delicatezza tempestosa da non presentare strappi, perché ogni passo sembra consequenziale  ed ancor più completo col suo contrario.

   Gli allievi si sono impegnati per riportare un’esecuzione corretta; ed infatti hanno reso la musica così perfetta, che è un po’ mancata l’interpretazione a colorire un’esecuzione attenta a tutti i particolari. Ma dobbiamo riconoscere che per arrivare a poter dare personalità ad una sinfonia, ci vuole la perfezione dell’Arte: che i giovani musicisti sono bravissimi nel ricercare. Anche perché, poi, in un’ Orchestra il discorso è collettivo, non è l’interpretazione di un a – solo che si distingue, pur accompagnato da tutti gli strumenti; quindi, lode agli Allievi, che sanno formulare la perfezione.

   Terminato il concerto, dopo gli scrosci d’ applausi di un pubblico che aveva sentito l’entusiasmo di una musica partita dal cuore, Riccardo Muti ha salutato con un messaggio: conscio che, come sovente ricorda la critica, la testimonianza di una sinfonia, per quanto bella e data bene, è valida come una goccia nell’Oceano; ma va tenuto presente che, senza riferimenti alla filosofia greca, l’Oceano è fatto di tante gocce; e mettendole tutte insieme, si crea l’immensità. Per cui, è il caso di accogliere il significato che viene lanciato dalla personalità e dall’umanità di tanti giovani che suonano, ascoltano, applaudono un’ Opera Grandiosa, frutto dell’ impulso che lega gli spiriti nella corrente che sfocia nell’Amore.

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