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LAVORO: COLDIRETTI, PER 3 GIOVANI SU 4 SERVE RACCOMANDAZIONE

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AG.RF.(redazione).15.03.2018

Da food delivery a dog sitter, flessibilità e sacrifici millennials contro disoccupazione

 “riverflash” – Tre giovani under 35 su quattro (72%) hanno amici parenti e conoscenti che hanno trovato lavoro grazie alle raccomandazioni, che gli scandali e le difficoltà economiche non hanno fatto venir meno. Ciò è quanto emerge da una analisi Coldiretti/Ixe’ divulgata in occasione della diffusione dei dati Istat sul lavoro che certificano il calo della disoccupazione al minimo da 4 anni. “La classica raccomandazione – sottolinea la Coldiretti – si è evoluta dalla classica lettera formale in modalità piu’ discrete ma è ritenuto essere il canale piu’ utile per “sistemarsi” anche dalle giovani generazioni. Una certezza che non scoraggia i giovani italiani in cerca di occupazione che nell’ultimo anno hanno presentato in media 14 “curriculum” in diverse forme, dai siti web delle aziende a quelli specializzati, dal social network alle agenzie fino al passaparola. A far calare la disoccupazione è certamente anche la grande flessibilità con più di un giovane senza lavoro su due (56%) che accetterebbe un posto da spazzino mentre poco più della metà (51%) punterebbe a un lavoro nella food delivery (consegna di cibo a domicilio) e un 50% farebbe il dog sitter, che si piazza ben davanti a pony express (39%) e operatore di call center (37%) mentre solo uno su quattro (24%) vorrebbe fare il badante. Per inseguire il miraggio di un lavoro – continua la Coldiretti – c’è anche chi è disposto a rinunciare ad affetti, ambizioni o tutele, magari cambiando città (46 per cento), accettando uno stipendio di 500 euro al mese (lo farebbe il 25%), ma anche facendo un lavoro completamente diverso rispetto all’obiettivo (48%) o addirittura rimettendosi a studiare (32%).  In questo ambito 3 giovani su 4 hanno già avuto esperienze lavorative multiple per una media di quasi 4 lavori già cambiati, che salgono a 5 se si considera la fascia tra i 30 e i 34 anni. Lo spirito di intraprendenza emerge anche dal fatto che nell’arco degli ultimi quattro anni sono praticamente raddoppiati i giovani che vogliono investire in attività imprenditoriali che rappresentano ben il 9 % del totale. Un fenomeno che  interessa particolarmente le campagne dove nel 2017 sono salite a 55.121 le aziende agricole italiane condotte da under 35.

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