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L’ATTACCO HACKER CHE HA MANDATO IN TILT GLI STATI UNITI PER 2 ORE

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AG.RF.(MP).22.10.2016

 “riverflash” – Molte importanti realtà della rete sono rimaste inaccessibili per un paio d’ore, negli Stati Uniti, a causa degli attacchi di alcuni hacker. Twitter, Spotify, Cnn, New York Times, Financial Times, Boston Globe, The Guardian, Netflix, Airbnb, Visa, eBay e Reddit, sono i più importanti siti rimasti inaccessibili a causa appunto, dell’attacco hacker all’infrastruttura server del web-hoster Dyn, con base nel New Hampshire. Si è trattato di 3 episodi che si sono ripetuti nella giornata di ieri. Il primo attacco è avvenuto verso le ore 7 (ora americana, le 13 in Italia) e dopo circa 2 ore, la situazione è tornata alla normalità e i testi sono diventati nuovamente accessibili su internet. Sembra invece che, da questo attacco, siano stati risparmiati gli utenti europei e asiatici: Una portavoce del Dipartimento per la sicurezza interna ha dichiarato che è in corso un’indagine per accertare “tutte le possibili cause” dell’accaduto. All’indagine, riferiscono altri due dirigenti federali, dovrebbe partecipare anche l’Fbi. Ma dove è avvenuto il blackout? Soprattutto sulla costa orientale degli States e il “blocco” è avvenuto a causa di un attacco “ddos” (distributed denial of service), che consiste nel sovraccaricare di traffico i server presi di mira con informazioni Inutili e richieste a raffica di caricamento di pagine web. Il secondo attacco è avvenuto intorno alle 11:52 ora locale, quattro ore dopo il primo attacco. “Continuiamo ad avere problemi”, ha comunicato la società che gestisce i server di migliaia di aziende. Anche stavolta la tecnica usata è stata quella più comune della ‘saturazione’ dei contatti (Ddos o Distributed Denial of Service) quando un sito viene investito da uno tsunami di richieste di accesso cui non riesce a fare fronte e quindi è di fatto posto off-line. L’ultimo attacco infine è stato “sferrato” contro Dyn, che ha il compito di tradurre i nomi dati ai siti web (per esempio ansa.it) in indirizzi IP (internet protocol) che il web è in grado di leggere. Disagi e interruzioni, ci sono stati anche per siti quali Amazon e Pay Pal i quali hanno dichiarato di aver identificato l’origine dei problemi riscontrati dai propri utenti, senza  però fornirne ulteriori dettagli e di essere attualmente al lavoro per risolverli. Non è chiaro se anche Amazon rientri tra le “vittime” dell’attacco a Dyn Inc. o se sia stata a sua volta oggetto di una diretta offensiva dei pirati informatici. Una mappa pubblicata da un sito specializzato in alta tecnologia, Dailydot, ha mostrato come l’attacco sia stato localizzato in gran parte del Nordest degli Stati Uniti, a New York e Washington e lungo il confine canadese. Anche una piccola parte del Texas del Sud è stato coinvolto. Ma quello di ieri, è solo l’ultimo degli attacchi in serie registrati in questo periodo negli Stati Uniti e in altri Paesi industrializzati. Yahoo ha recentemente ammesso di aver subito la pesantissima intrusione dei pirati informatici, con la violazione degli account di 500 milioni di suoi utenti. Nel mirino anche il settore finanziario e alcune banche centrali, tanto che i Paesi del G7 hanno deciso di adottare a metà ottobre una serie di regole di protezione.

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