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L’Accademia di Musica Briccialdi di Terni inaugura con un concerto l’anno accademico 2018/19

di Francesco Angellotti (AG.RF 13.02.2019) ore 09:05

(riverflash) – Nei tempi andati, abbiamo molto narrato delle difficoltà che traversava l’Accademia di Musica a Terni, che rischiava la chiusura, perché stritolata dalle Sovrastrutture.

   L’accademia riapre i corsi anche quest’anno, ed è stato eseguito sabato il Concerto d’Inaugurazione presso l’Auditorium Secci, e bisogna render grazie a tutti i partecipanti del Complesso, che si sono impegnati per far continuare la Scuola, che potrà brillare nei risultati, che ogni anno sono riuscitissimi: per il numero di partecipanti, che vengono anche dall’estero, e per la qualità dei diplomati.

   Ciò ha comportato che il conduttore dell’Istituto, salutati i presenti, ha dato parola a 2 interventi, che non potevano mancare, data la problematica che è ancora in ballo.

   Prima il prof. Ciofini, e successivamente addirittura la presidentessa in carica, hanno esposto il grave sacrificio con cui stanno operando tutti i professori e dirigenti, che stanno subendo gravi privazioni, a cui si dispongono solo per la causa di portare avanti l’evoluzione culturale di un complesso che sta ottenendo ogni anno dei risultati importantissimi. Non è facile, nei tempi che trascorriamo, affermare che non si può restringere la Cultura, divulgando contenuti pubblicitari vani ed inconsistenti; perchè la crescita di ogni Paese è insito nel suo bagaglio che elabora e propone alla Comunità; per cui la stroncatura economica che stanno subendo tutte le fonti Culturali e Sportive, per dar spazio al Festival di San Remo e Partite con qualche straniero non eccezionale come presunto, bisognerebbe render conto che significano avvilimento Intellettuale, su cui  può giocare chi afferma che son grandi i Palloni gonfi d’Aria.

   La situazione politica è veramente contorta ed ingarbugliata, possiamo solo sperare che certe evidenze risaltino a chi si è voluto porre come “ancora di salvezza” per la situazione decadente in cui siamo avviati: ormai da troppo tempo. I provvedimenti che vengono promessi, i decreti che vengono firmati, son solo pretestuosi iniziative, dalla consistenza del fumo delle sigarette; perché quando i dati bisogna affrontarli, come il bilancio triennale ed altri conti che oramai hanno riscontro in tutta Europa, bisogna conoscere la matematica, e 2 più 2 fa 4.

   Il significato del concerto inaugurale questo è stato, e veramente la carica portata ha fatto irruzione tra il folto pubblico, che non ha lasciato posti vacanti.

Ormai è abituale che sul piedistallo (metaforico perchè non c’era) salga il maestro Maestrii, che sa tener onore al suo nome nella maniera migliore. Riportammo, tempo fa, il parere del maestro Muti, che distingueva tra direttori molto enfatici, che sembrano vogliano trascinare tutta l’Orchestra, e quelli più essenziali, che bisogna concentrarsi per seguire. Il maestro, affermava Muti, l’Orchestra l’imposta durante le prove; quando s’arriva all’esecuzione, bisogna saperlo seguire per come ha impostato; quindi il maestro bisogna cercarlo, non deve fare scenografie per imporre il suo stile. Il parere ci sembrò il più giusto; ma c’è un altro particolare che non è stato considerato, e m’è venuto in mente osservando il maestro Maestri. Una cosa è fare scena, un’altra esser tecnico; ma un’altra ancora è insegnare. Infatti Maestri non era affatto superfluo, ma organizzava tutta l’Orchestra, che stava imparando la tecnica di una rappresentazione dal vivo; si porgeva all’Orchestra, non per essere trascinante, ma per coordinare tutto il complesso degli strumenti: e Maestri è veramente un ottimo maestro, e non solo di nome.

   Si è iniziato ad ascoltare la strumentazione che Lorenzo Rosati ha dato alla Marcia in Si bemolle magg. op. 99 di Sergeevic Prokofiev (1891.1953). Una introduzione che induceva alla Festa tutto il pubblico.

La seconda rappresentazione è stata particolarissima. La bella Adriana Morelli recitava le sue impressioni di una passeggiata in campagna; e l’orchestra, dietro, faceva ascoltare quel che la protagonista aveva appena raccontato, dando un senso espositivo alla Musica. Così, dopo la 4° ripresa recitativa, è entrato anche un coso di 10 giovani signorine, che facevano parte dell’atmosfera. Questo testo “The Winter bonfire” opera 122 era elaborato dal testo di Samuil Marshak.

 Ultima esecuzione del 1° tempo, è stata la famosa storia di Pierino ed il Lupo; una trama banale ed un po’ sciocca, recitata da Damiano Borgi che si è dato da fare per cercare di riportare la storia in modo classico; ma anche questo testo di Prokofiev era molto elaborato nei diversi passaggi ritmici, con tempi molto alternati nella velocità e nel ritmo.

Breve pausa per adeguamento scenico, ed è salito sul palco Enzo Turriaziani; significativa la sua partecipazione, perché l’interprete si è diplomato presso il Briccialdi, e ne è uscito brillantemente. Tanto che si è imposto in tutta l’area nazionale, da cui è potuto innalzarsi per essere osannato presso le più importanti Sale da Concerto in Europa. L’Orchestra si è un poco ridotta, per far ascoltare il trombone che si astraeva sulle note del “Concertino op. 4” di Ferdinand David (1810-1873). Si è dimostrato che presso l’Istituto Briccialdi si trasmette la Musica ad altissimo livello, perché Ferdinand si è lasciato andare in a-soli brillanti, che hanno esaltato tutto il pubblico.

   Tanto che il bis è stato un brano, più che dettagliato, ci sembra più proprio dire “trascinante”; perché sulle note del “Volo del Calabrone” si è saltati tutti entusiasti per affermare che, se qualcuno vuole salvare la situazione sociale, la Musica è indispensabile nella sua affermazione: per gli appassionati, il popolo, quelli che vogliono cercare d’esprimere la Positività!

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