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LA NAZIONE PIU’ IMPERIALISTA DEL MONDO

AG.RF.(Claudio Peretti).20.03.2019

“riverflash” – Penso che tutti abbiate capito che parliamo degli Stati Uniti d’America.

Nell’intera storia degli Stati Uniti, Washington ha conosciuto la pace per soli 23 anni. Dal 1776, in 241 anni di storia, le forze armate statunitensi sono state impegnate in conflitti dichiarati per 218 anni. Ma qual è stato il conflitto più lungo mai combattuto dal paese nordamericano? Secondo alcuni, è la guerra in Afghanistan, che dura da quasi 16 anni ormai. Per altri, il gradino più alto di questo tragico podio è occupato dall’intervento militare in Vietnam, avvenuto tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta del Novecento.

Eppure nessuna di queste guerre è stata la più lunga mai combattuta dagli Stati Uniti. Anche se non tutti gli storici sono d’accordo sulle date di inizio e fine del conflitto, la guerra che ha impegnato più a lungo le forze armate statunitensi è stata quella contro la nazione Apache, avvenuta nella seconda metà dell’Ottocento.

La guerra contro gli Apache

L’esercito statunitense lanciò le prime operazioni militari contro gli Apache all’inizio degli anni Cinquanta del XIX secolo. Il conflitto durò, nella sua fase più cruenta, fino al 1886, con diversi episodi minori che impegnarono le forze armate di Washington fino al 1924.

Gli Apache sono una popolazione nativa americana che chiama se stessa “Dineh”. Originariamente divisa in otto gruppi principali, questa popolazione occupava le zone sud occidentali degli Stati Uniti ed era inizialmente nomade.

Questa bellicosa nazione nativa, dedita già dal Seicento a razzie e saccheggi ai danni di altri popoli della regione, entrò presto in conflitto con i coloni spagnoli prima e con quelli statunitensi poi.

A questo conflitto è indissolubilmente legata la figura di Geronimo, il capo nativo che impegnando le autorità statunitensi in guerra, divenne un personaggio leggendario e che scrisse anche diversi libri riguardo la lotta del proprio popolo.

Proprio in concomitanza con la resa di Geronimo e di altri capi Apache avvenuta nel 1886 si fa coincidere la fine del conflitto tra questa nazione nativa e il governo federale di Washington, facendone il conflitto più lungo mai combattuto dagli Stati Uniti.

Le Banana Wars

Eppure le forze armate statunitensi sono state impegnate in un altro conflitto durato a lungo, le cosiddette Banana Wars. Con questo nome gli storici indicano gli interventi militari da parte degli Stati Uniti in alcuni paesi dell’America Centrale e nei Caraibi tra la fine della guerra ispano-americana nel 1898 e il ritiro delle truppe statunitensi da Haiti, avvenuto nel 1934.

Con il trattato di pace di Parigi, la Spagna cedette infatti il controllo degli arcipelaghi di Cuba, Porto Rico e delle Filippine agli Stati Uniti.

In seguito, per rafforzare la propria presenza militare nell’area e stabilizzare i governi alleati, Washington condusse diverse operazioni a Cuba, a Panama, in Honduras, in Nicaragua, in Messico, a Haiti e nella Repubblica Dominicana.

Fu il presidente degli Stati Uniti Franklin D. Roosevelt a mettere fine a questi interventi militari proprio nel 1934. Anche questo conflitto, proprio come le guerre contro la nazione Apache, ebbe un forte impatto culturale, non solo sui paesi occupati ma anche nella società statunitense.

Durante le Banana Wars, dove fu impegnato in particolare il corpo dei Marines degli Stati Uniti, fu sviluppato il manuale The Strategy and Tactics of Small Wars pubblicato nel 1921 e aggiornato nel 1940, che è basato proprio sull’esperienza acquisita dalle forze armate statunitensi in quel conflitto.

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